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Oppioidi e ormoni

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Oppioidi e ormoni

È stata eseguita una revisione della letteratura, con metanalisi dei dati raccolti, sugli effetti degli oppioidi sul sistema endocrino. I risultati hanno indicato che gli oppioidi determinano riduzioni della concentrazione nel sangue di gonadotropine e cortisolo.

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L’impiego degli oppioidi per la terapia del dolore è diffuso in maniera diversa nei singoli Paesi. Negli ultimi decenni, il loro uso si è ampliato in maniera esponenziale negli Stati Uniti, fino a innescare cause miliardarie nei confronti delle aziende che ne hanno promosso l’impiego. L’Italia invece è stata, storicamente, uno dei Paesi nei quali tali prodotti sono sempre stati usati di meno. Parallelamente alla diffusione della prescrizione degli antidolorifici a base di oppioidi, si sono sviluppati studi che ne hanno valutato gli effetti indesiderati, fra i quali quelli sul sistema endocrino. Fra le evidenze più note, c’è quella del riscontro di ipogonadismo, del quale però non era stata definita con precisione la frequenza. Per questo, de Vries e colleghi hanno eseguito una revisione della letteratura e una metanalisi dei risultati delle ricerche pubblicate. Gli articoli sono stati raccolti dai maggiori archivi digitali e sono stati selezionati 52 studi, dei quali 22 a basso rischio di fattori confondenti, che riguardavano una casistica complessiva di 18.428 soggetti. Questi erano in parte persone con dolore cronico o in mantenimento per dipendenza da oppioidi e in parte volontari sani. Il tipo di oppioide usato più spesso era il metadone, seguito dalla morfina. Nella casistica complessiva si è rilevata una prevalenza del 63% di ipogonadismo. Essa è stata calcolata su 15 studi, eseguiti in 3250 soggetti, per il 99.5% maschi e con un intervallo di confidenza compreso fra il 55% e il 70%. La prevalenza dell’ipocortisolismo, vale a dire di livelli di cortisolo nel sangue inferiori alla norma, è stata del 15%, in 5 studi, su 205 soggetti, per il 57.5% maschi e con un intervallo di confidenza al 95% compreso fra il 6% e il 28%. Considerando solo le ricerche che hanno usato la prova di tolleranza all’insulina, la frequenza dell’ipocortisolismo è stata del 24%, in 2 studi, su 97 soggetti, con un intervallo di confidenza al 95% compreso fra il 16% e il 33%. Concentrazioni aumentate di prolattina nel sangue sono state osservate in 5 studi su 7. Negli articoli raccolti non sono stati riportati effetti dell’assunzione degli oppioidi sulla secrezione di ormone della crescita e sul funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide.                   

Nelle conclusioni gli autori hanno segnalato che dalla loro metanalisi è emersa un’evidenza di ipogonadismo in circa la metà degli utilizzatori maschi di oppioidi e che l’ipocortisolismo è stato rilevato in circa un quinto dei casi. Per questo hanno raccomandato una periodica verifica delle funzioni endocrine nelle persone che assumono oppioidi.        

Tommaso Sacco

Fonte: Opioids and their endocrine effects: A systematic review and meta-analysis; The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Volume 105, Issue 3, March 2020