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Un nuovo farmaco riduce il rischio cardiovascolare nei malati con diabete di tipo 2

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Un nuovo farmaco riduce il rischio cardiovascolare nei malati con diabete di tipo 2

Un articolo pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale, ha riportato i risultati di uno studio che ha dimostrato l’efficacia del prodotto empagliflozin, aggiunto alle altre cure, nel ridurre il rischio cardiovascolare nei malati con diabete.

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Il diabete aumenta il rischio cardiovascolare, quindi, in chi ne è affetto, è importante, oltre che tenere sotto controllo la glicemia, anche trovare soluzioni specifiche che riducano il rischio cardiovascolare.

Un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine (Giornale di Medicina del New England), prestigiosa rivista internazionale, ha riportato i risultati di una ricerca eseguita su oltre 7000 malati con diabete, che hanno ricevuto due dosi di empagliflozin o placebo, in aggiunta agli altri trattamenti abituali, per un tempo medio di circa 3 anni. La variabile principale di valutazione dell’efficacia è stata la percentuale di soggetti deceduti per patologie del cuore o dei vasi e quella di persone con eventi come infarto miocardico o ictus, che non avevano come esito il decesso. Il trattamento con empagliflozin ha ridotto da 12.1% a 10.5% la percentuale di soggetti che ha presentato i problemi sopra indicati e, in particolare, ha ridotto da 5.9% a 3.7% la percentuale di individui deceduti per infarto e ictus.

Gli autori hanno concluso che l’empagliflozin, aggiunto alle altre cure del diabete, è in grado di ridurre in maniera significativa il rischio cardiovascolare. Alcuni esperti hanno definito rivoluzionaria l’evidenza raccolta in quanto, per la prima volta negli ultimi 20 anni, un trattamento ha determinato una riduzione così consistente del rischio cardiovascolare nei diabetici.

Tommaso Sacco

Fonte: Cardiovascular Outcomes, and Mortality in Type 2 Diabetes; New England Journal of Medicine, 2015 Nov 26; 373(22): 2117-28