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Nuovi studi suggeriscono che la cura del diabete di tipo 2 debba tenere conto del “fenomeno di dawn”

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Nuovi studi suggeriscono che la cura del diabete di tipo 2 debba tenere conto del “fenomeno di dawn”

Un gruppo di esperti francesi ha dimostrato che, nella metà delle persone con diabete di tipo 2 non in cura con insulina da loro studiate, si verifica il fenomeno di dawn. Questo suggerirebbe la necessità di anticipare il passaggio al trattamento con insulina in individui in trattamento con ipoglicemizzanti orali, che abbiano valori di emoglobina glicosilata vicini a 7% e nei quali si rilevi il fenomeno di dawn.

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Il diabete di tipo 2 è quello che si sviluppa per una ridotta sensibilità dei tessuti all’effetto dell’insulina, l’ormone che stimola l’entrata del glucosio (zucchero) nelle cellule. Le conseguenze di questa insensibilità sono elevati livelli di glucosio nel sangue e aumento della secrezione dell’insulina per superare l’insensibilità dei tessuti, fino alla fase nella quale si esaurisce la capacità di produrre l’ormone da parte delle cellule beta del pancreas. Da questo momento in poi la malattia “vira” e da non-insulino-dipendente diventa insulino-dipendente. Fra le cause del diabete di tipo 2 ci sono sovrappeso e obesità, specie con accumulo del grasso nell’addome.

Il cosiddetto fenomeno di dawn, che alcuni autori traducono in italiano con “effetto (o fenomeno) alba”, consiste nello spontaneo aumento della concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia) al termine delle ore notturne e nelle prime ore del mattino. Si tratta di un aumento spontaneo perché avviene in condizioni di digiuno ed è provocato dalla liberazione di glucosio nel sangue da parte del fegato. Nei soggetti normali tale fenomeno non si manifesta perché all’aumento della glicemia corrisponde una liberazione di insulina, da parte del pancreas, che invece è carente, o manca, nei diabetici. I farmaci somministrati per bocca per ridurre la glicemia (ipoglicemizzanti orali) non sembrano in grado di controllare questo aumento notturno che si ripete costantemente, proprio perché non dipende da quello che si mangia, ma dall’attività del fegato. Tutto questo può contribuire in maniera rilevante ad aumentare l’emoglobina glicosilata.

Com’è noto, anche piccole riduzioni, dell’1%, della concentrazione di questa emoglobina glicosilata possono essere decisive per prevenire i danni, a carico dei vasi, caratteristici del diabete. Abolire il fenomeno di dawn sarebbe quindi importante per ridurre l’emoglobina glicosilata e rischi ad essa correlati. Ulteriori studi dovranno confermare l’opportunità di contrastare precocemente il fenomeno di dawn introducendo l’insulina nel protocollo di cura nelle persone con diabete di tipo 2 che assumono ipoglicemizzanti orali.

Tommaso Sacco

Fonte: Magnitude of the Dawn Phenomenon and Its Impact on the Overall Glucose Exposure in Type 2 Diabetes: Is this of concern?; Diabetes Care, October 29, 2013.