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Il microbiota coinvolto nei danni provocati dagli interferenti endocrini?

Notizia |time pubblicato il
Il microbiota coinvolto nei danni provocati dagli interferenti endocrini?

Un gruppo internazionale di ricercatori ha pubblicato un editoriale sull’impatto sul microbiota degli interferenti endocrini e di altre sostanze dannose, presenti nell’ambiente e nei cibi. Ne è emerso che tutte queste sostanze provocano un importante alterazione del microbiota, che potrebbe mediare i danni che essi provocano all’organismo.

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L’esposizione complessiva a sostanze potenzialmente pericolose presenti negli alimenti, tra le quali gli interferenti endocrini, ha mostrato un continuo aumento e si ritiene che tale esposizione abbia effetti negativi sulla salute, favorendo lo sviluppo di insulino-resistenza, obesità, Sindrome Metabolica e infertilità. Purtroppo mancano ancora adeguate conoscenze su marcatori biologici specifici che permettano di comprendere i meccanismi che portano dal contatto con gli interferenti endocrini alla comparsa della malattia. Le linee di ricerca seguite finora per spiegare gli effetti di tali sostanze hanno fornito solo informazioni incomplete e questo ha spinto a esplorare nuovi possibili meccanismi. Tra essi ci sono le modificazioni del microbiota. Si è rilevato che, nel suo ambito, ci sono microrganismi in grado di metabolizzare sostanze che favoriscono lo sviluppo dell’obesità o di altre patologie associate all’introduzione di interferenti endocrini. Alcune ricerche hanno dimostrato un’ulteriore relazione tra i cambiamenti a carico dei microrganismi dell’intestino e la funzione del sistema immunitario. Ad esempio, in modelli di laboratorio su animali, si è visto che l’esposizione al bisfenolo A, un interferente endocrino, ha determinato un’alterazione del microbiota alla quale sono succedute disfunzioni del sistema immunitario e queste hanno preceduto lo sviluppo dell’obesità. La raccolta di evidenze circa il ruolo del microbiota come mediatore fra l’introduzione di sostanze dannose e l’avvio di processi patologici ha spinto a formulare ulteriori ipotesi, per verificare le quali si sono applicati approcci trasversali a diverse aree di ricerca. Altre sostanze presenti negli alimenti alle quali sono stati attribuiti effetti negativi sul microbiota sono il glifosato, un diserbante, e gli ormoni corticosteroidi impiegati negli allevamenti intensivi. Alcuni autori hanno suggerito il termine “endoboloma” per indicare l’insieme dei geni dei microrganismi del microbiota coinvolti nella metabolizzazione degli interferenti endocrini. Anche certi metalli pesanti, come arsenico, cadmio e piombo, hanno dimostrato di aumentare il rischio di sviluppo di alcune malattie, attraverso una modificazione del microbiota intestinale. Non mancano evidenze relative al coinvolgimento di altri microbiota dell’organismo umano, oltre a quello intestinale. Ad esempio l’esposizione a sostanze dannose presenti nel cibo ha modificato il microbiota del latte materno.

Nelle conclusioni, gli autori hanno sottolineato che le ricerche in corso sugli effetti degli interferenti endocrini sul microbiota potranno fornire indicazioni importanti sui meccanismi attraverso i quali il contatto con tali sostanze presenti negli alimenti e nell’ambiente possa indurre lo sviluppo di malattie.                          

Tommaso Sacco

Fonte: Risk of Dietary Hazardous Substances and Impact on Human Microbiota: Possible Role in Several Dysbiosis Phenotypes; Frontiers in Microbiology, 12:669480.