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Malattia celiaca e deficit di GH: non sempre un’associazione casuale

Parere degli esperti |time pubblicato il
Malattia celiaca e deficit di GH: non sempre un’associazione casuale

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La celiachia è un’enteropatia auto-infiammatoria permanente, immuno-mediata, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Colpisce l'1% della popolazione con una prevalenza per il sesso femminilee si ritrova più facilmente in pazienti affetti da aberrazioni cromosomiche e da altre malattie autoimmuni. La diagnosi di celiachia si esegue in base al dosaggio di anticorpi antitransglutaminasi di classe IgA (anti-tTG IgA) superiore ad almeno dieci volte il valore soglia, confermata dalla positività per gli anticorpi antiendomisio (EMA) e dalla presenza del profilo genetico compatibile (HLA-DQ2 e/o DQ8).

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Il quadro classico della celiachia, anche se ora piuttosto raro, è caratterizzato da arresto della crescita, diarrea cronica e distensione addominale. Più spesso prevalgono le manifestazioni extraintestinali. Tra queste è frequente il rallentamento della crescita staturale. In genere dopo uno o due anni di aderenza alla dieta priva di glutine, confermata dalla sieronegatività degli anticorpi specifici, si assiste nella maggior parte dei pazienti a un recupero della crescita staturale. In quei pazienti che, nonostante una buona aderenza alla dieta, non presentano un recupero staturale, è necessario escludere l’associazione con un deficit di ormone della crescita (GH) tramite la valutazione della secrezione del GH ad almeno due stimoli farmacologici. Un’associazione significativa e quindi non casuale con il deficit di GH è stata trovata nella popolazione pediatrica celiaca che afferisce al Centro delle Malattie rare e croniche dell’Ospedale A. Cardarelli di Campobasso. È pertanto necessario sottoporre i pazienti celiaci, che non presentano adeguata crescita di recupero, a indagini di laboratorio volte a escludere o confermare un deficit di GH. In un periodo di 15 anni, 426 bambini di età compresa tra quattro e sedici anni sono stati seguiti, presso il Centro delle Malattie rare e croniche dell’Ospedale A. Cardarelli di Campobasso, per bassa statura e/o rallentamento della velocità di crescita staturale e/o ponderale. Dopo adeguata valutazione auxologica, gli stessi sono stati sottoposti a uno screening di primo livello volto a escludere problemi nutrizionali, malattie sistemiche quali epatopatie, nefropatie o altre patologie di organo e disturbi endocrini e metabolici quali ipotiroidismo e celiachia. In 68 bambini è stata fatta diagnosi di celiachia in base al dosaggio di anti-tTG IgA superiore ad almeno dieci volte il valore soglia, confermata dalla positività per gli anticorpi antiendomisio (EMA) e dalla presenza del profilo genetico compatibile (HLA-DQ2 e/o DQ8), senza ricorrere alla biopsia duodenale. In quattro di loro, per anti-tTG IgA inferiori a dieci volte il valore soglia, è stato necessario ricorrere alla biopsia duodenale. Tutti i 72 bambini celiaci hanno iniziato un programma dietetico privo di glutine e sono stati seguiti in follow-up per l’accrescimento staturo-ponderale con controlli semestrali. A due anni di distanza dall’inizio della dieta priva di glutine sei di questi bambini non hanno presentato recupero della crescita staturale, nonostante una rigorosa aderenza alla dieta e una negativizzazione di anti-tTG IgA ed EMA. Nel sospetto di un deficit di GH in questi sei pazienti è stata studiata la secrezione del GH in risposta ad almeno due stimoli farmacologici (arginina e clonidina). Entrambi i test dinamici sono risultati patologici (picco di GH <8 ng/ml). Dopo verifica dei livelli basali di levotiroxina, ormone tireotropo, ormone adrenocorticotropo e cortisolo, è stata iniziata terapia sostitutiva con GH alle stesse dosi dei pazienti con deficit idiopatico di GH (25-35 microgrammi/kg/die). Tutti i pazienti in esame, già a partire dalla fine del primo ciclo di sei mesi di terapia sostitutiva con GH, hanno presentato un aumento della velocità di crescita staturale e, a distanza dei due anni, una sua normalizzazione.

Nei bambini celiaci in trattamento con dieta priva di glutine, è possibile, pertanto, riscontrare anche un deficit di GH. Studi sulla secrezione ipofisaria di GH in corso di celiachia hanno evidenziato una risposta ai test dinamici normale o poco al di sotto della norma, a conferma di un transitorio deficit di GH nel corso della celiachia che poi scompare dopo uno o due anni di dieta priva di glutine. Quando ciò non si verifica, si può ipotizzare una possibile reale associazione tra celiachia e deficit di GH, che va dunque ricercata in tutti quei bambini che, a distanza di due anni dall’inizio della dieta priva di glutine, non presentano un recupero staturale. È stato infatti osservato che nella popolazione celiaca lo 0,23% dei soggetti mostra l’associazione di celiachia e ridotta secrezione di GH dopo i classici stimoli farmacologici. Il nostro studio dimostra invece una più alta prevalenza di deficit di GH nei pazienti pediatrici affetti da celiachia (8,3%), tale da far ipotizzare l’esistenza di un’associazione non più solo casuale tra le due patologie.

Annamaria Macchiaroli  - Centro delle malattie rare e croniche dell’età evolutiva, Ospedale A. Cardarelli, Campobasso

Bibliografia di riferimento

  • Bozzola M, Giovenale D, Bozzola E, et al. Growth hormone deficiency and coeliac disease: an unusual association? Clin Endocrinol (Oxf) 2005 Mar;62(3):372-5.