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L’uso del laser nella cura delle alterazioni alla vagina provocate dalla menopausa e non solo

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L’uso del laser nella cura delle alterazioni alla vagina provocate dalla menopausa e non solo

Un gruppo di ricercatori dell’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste ha valutato l’effetto di un trattamento con il laser sulle alterazioni che si verificano nella vagina a seguito della menopausa. I risultati sono stati positivi ma richiedono ulteriori conferme.

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Nella menopausa e, in particolare, in quella provocata dalle cure per il cancro, si osserva una modificazione importante della composizione del microbiota vaginale. Questi cambiamenti contribuiscono allo sviluppo della cosiddetta Sindrome genito-urinaria della menopausa, che si verifica in percentuali fino al 70% delle donne guarite dal cancro. Becorpi e colleghi, facendo riferimento a precedenti studi eseguiti nella stessa indicazione, hanno valutato questa cura come alternativa alla somministrazione di ormoni. In particolare, è stato impiegato un tipo di laser, denominato laser CO2 frazionato, usato per varie patologie della pelle e anche in medicina estetica. Per verificare l’effetto di questo approccio sono stati valutati, in donne guarite dal cancro del seno: composizione del microbioma vaginale, secrezione vaginale e concentrazioni di diversi mediatori dell’infiammazione. I risultati hanno indicato una riduzione significativa dei sintomi e modificazioni non significative del microbiota della vagina. Inoltre, si sono rilevati una riduzione significativa dei sintomi e cambiamenti nelle concentrazioni di citochine che, nel loro insieme, sono indicative di un rimodellamento del tessuto che ricopre la vagina. Da queste evidenze di efficacia e dalla sicurezza dimostrata dalla procedura, gli autori hanno tratto la conclusione che questo approccio può essere usato per il trattamento dei sintomi della Sindrome genito-urinaria della menopausa, ma che dovrà essere sottoposto a ulteriori verifiche.

Lo stesso trattamento con il laser è stato citato in una revisione della letteratura pubblicata dal sito MedScape. In questo articolo gli autori riportano che trattamenti con il laser e altri interventi sono sempre più richiesti, negli Stati Uniti, come soluzioni per “ringiovanire” la vagina. Tali trattamenti costituiscono un’alternativa alla chirurgia o all’iniezione locale di particolari prodotti. A volte vengono richiesti con l’unico scopo di migliorare l’estetica dell’organo, altre volte per modificarne la funzionalità. Ad esempio, si eseguono iniezioni di plasma ricco di piastrine, prelevato dallo stesso soggetto, nel punto G per ampliarne l’area e favorirne l’orgasmo. Il ricorso a questi interventi, non giustificati dalla presenza di vere e proprie patologie, è molto dibattuto fra gli stessi specialisti. Alcune donne li richiedono per correggere le alterazioni provocate dalla menopausa, non volendo assumere prodotti a base di ormoni. Altre vi si sottopongono perché, avendo una nuova relazione in età relativamente avanzata, desiderano affrontarla ringiovanendo la loro vagina. Quest’ultima esigenza potrebbe essere considerata insolita, ma va tenuto conto dell’effetto sul benessere psico-fisico della donna che può avere la modificazione di quello che viene percepito come un difetto.

Tommaso Sacco

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