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L’obesità negli adolescenti è sempre più diffusa

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L’obesità negli adolescenti è sempre più diffusa

Un rapporto pubblicato di recente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità dimostra che la tendenza alla diffusione dell’obesità fra gli adolescenti è in aumento. Anche in Italia il problema è allarmante.

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Nell’introduzione del rapporto si segnala che l’obesità infantile è uno dei più gravi problemi di salute pubblica del XXI secolo. A livello mondiale, il 10% della popolazione di età compresa fra 5 e 17 anni è sovrappeso o obeso, con un aumento della frequenza particolarmente rapida in alcune nazioni. Non si tratta di un’emergenza propria solo dei paesi più sviluppati, ma coinvolge anche Paesi in via di sviluppo, nei quali il rapido cambio di alimentazione, e di abitudini in generale, favorisce eccesso di peso. In Europa, l’eccesso di peso riguarda ormai il 25% dei maschi e il 20% delle femmine di età compresa fra 6 e 9 anni, con frequenze più alte nelle nazioni del sud dell’Europa, come l’Italia. Le conseguenze dell’eccesso di peso in età infantile e nell’adolescenza sono note e vanno dall’aumento del rischio di diabete ad alterazioni psicologiche e del comportamento che si ripercuotono sulla qualità di vita. Inoltre, 4 adolescenti obesi su 5 continueranno ad avere un eccesso di peso in età adulta. La causa principale di sovrappeso e obesità è, nella grandissima maggioranza dei casi, in tutte le età, uno squilibrio fra energia introdotta e energia consumata e tale squilibrio dipende, a sua volta, da abitudini alimentari, attività fisica e anche dalla qualità del sonno. Un precedente documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dimostrato che esistono fattori ambientali “obesiogeni”, nel senso che l’ambiente che circonda bambini e ragazzi favorisce l’assunzione di cibi ad alto contenuto di calorie e riduce l’interesse per l’attività fisica. L’adesione degli adolescenti alle raccomandazioni sull’alimentazione sana è ancora più bassa di quella che si rileva nei bambini e negli adulti perché i primi sono più sottoposti al controllo da parte di genitori e parenti e i secondi maturano una maggiore consapevolezza dei rischi connessi con una dieta inadeguata. Fra le fonti più frequenti di un eccessivo introito di calorie il rapporto segnala le bevande zuccherate: una lattina di una bevanda di questo tipo contiene fino a 40 gr di zuccheri semplici, corrispondenti a 10 cucchiaini di zucchero. Anche l’attività fisica negli adolescenti tende a raggiungere i livelli più bassi, proprio in una fase di vita in cui dovrebbe avere un ampio spazio. Le Raccomandazioni più diffuse indicano la necessità di sostenere almeno un’ora di esercizio fisico intenso/moderato ogni giorno, con attività particolarmente intense almeno 3 volte alla settimana. E’ interessante notare che nell’insieme dell’esercizio raccomandato ci sono anche gli spostamenti da casa a scuola e altre attività che nelle abitudini oggi diffuse sono molto rare. E’ stato rilevato che il più brusco incremento della sedentarietà si verifica fra gli 11 e i 13 anni, in corrispondenza dello sviluppo della pubertà. Inoltre trascorrono seduti il 60% del tempo non dedicato al sonno sia i bambini che gli adolescenti, rendendo la sedentarietà il comportamento di gran lunga più protratto in queste fasce di età. Buona parte del tempo trascorso seduti è dedicato all’uso di dispositivi elettronici, dai computer ai telefonini, ai vari giochi informatici. L’utilizzo di tali dispositivi, a sua volta, influisce negativamente sui comportamenti alimentari, favorendo l’assunzione di spuntini.  Il peso in eccesso, dovuto a sedentarietà e cibi inadeguati, limita poi la propensione a fare esercizio fisico e, in tal modo, si crea e si mantiene nel tempo un circolo vizioso.

Nel rapporto l’Organizzazione Mondiale della Sanità fornisce anche indicazioni su come invertire questa tendenza. D’altra parte la realizzazione di programmi che possano contrastare comportamenti così radicati e in continua diffusione richiede un impegno e un’organizzazione notevoli e deve anche affrontare i forti interessi di chi vende prodotti in vario modo correlati alle abitudini inadeguate degli adolescenti.

Tommaso Sacco

Fonte: OMS