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Linee Guida 2019 della Società Americana del Diabete: come adeguare l’alimentazione

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Linee Guida 2019 della Società Americana del Diabete: come adeguare l’alimentazione

La modificazione delle abitudini di vita è importante nelle persone con diabete, una sezione dell’edizione 2019 delle Linee Guida della Società Americana del Diabete (American Diabetes Association: ADA) è dedicata agli approcci utilizzabili. Questo aggiornamento riporta in dettaglio le indicazioni relative all’alimentazione.  

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La gestione delle abitudini di vita è un aspetto fondamentale nella cura del diabete e comporta la preparazione e il supporto all’autogestione, la terapia medica nutrizionale, l’attività fisica, l’abbandono dell’abitudine al fumo e l’assistenza psico-sociale. Le Linee Guida sottolineano che malati e personale sanitario dovrebbero individuare insieme la maniera migliore di ottimizzare le abitudini di vita a partire da un’iniziale valutazione complessiva dello stato di salute del soggetto e dalle verifiche eseguite a tutti i controlli successivi, che devono comprendere anche l’accertamento e la gestione di eventuali complicanze. A questo proposito, le prime raccomandazioni formulate sono:

  • Coerentemente con gli standard di preparazione e di supporto all’autogestione, tutte le persone affette da questa malattia dovrebbero partecipare a occasioni di educazione all’autogestione che facilitino l’apprendimento di conoscenze e di abilità utili. Il supporto all’autogestione del diabete è raccomandato in aggiunta per permettere la realizzazione dell’autogestione e integrare abilità e comportamenti che in essa rientrano.
  • Ci sono quattro momenti chiave nei quali valutare la necessità di preparazione e di supporto all’autogestione: alla diagnosi, a ciascun controllo annuale, quando compare un fattore che complica il quadro e quando avviene una transizione nell’assistenza.        
  • I risultati clinici, lo stato di salute e la qualità della vita sono obiettivi chiave della preparazione e del supporto all’autogestione, che dovrebbero essere valutati nell’ambito della pratica clinica quotidiana.
  • La preparazione e il supporto all’autogestione del diabete dovrebbero essere centrati sul malato, possono essere erogati in gruppo o singolarmente, anche usando la tecnologia, e dovrebbero coinvolgere tutto il gruppo di professionisti che gestisce la malattia.
  • Dato che la preparazione e il supporto all’autogestione del diabete possono migliorare i risultati e ridurre i costi, essi devono ricevere un adeguato riconoscimento economico (questo concetto viene espresso riferendosi al sistema assistenziale degli Stati Uniti).

A seguire, in questa sezione delle Linee Guida si entra nel dettaglio delle modalità con le quali devono avvenire la preparazione e il supporto all’autogestione e si forniscono indicazioni specifiche circa i singoli interventi sulle abitudini di vita. Ad esempio, riguardo all’alimentazione, si formulano le seguenti raccomandazioni.

Efficacia della terapia nutrizionale

  • Un programma di nutrizione medica personalizzata è necessario per raggiungere gli obiettivi terapeutici. Esso dovrebbe essere fornito da un dietista esperto e tale soluzione è raccomandata per tutte le persone con diabete di tipo 1, diabete di tipo 2, pre-diabete e diabete gravidico.
  • Un programma dietetico semplice ed efficace nel gestire la glicemia e il peso corporeo, ponendo la giusta attenzione al controllo delle porzioni di cibo e alla scelta di alimenti sani, deve essere dedicato ai malati con diabete di tipo 2 che non assumono insulina, che hanno una limitata preparazione riguardo ai problemi di salute, che sono anziani o che hanno una tendenza a sviluppare ipoglicemia.
  • Dato che la terapia nutrizionale del diabete può produrre risparmi economici e può migliorare i risultati clinici, essa dovrebbe ricevere un adeguato riconoscimento economico (questo concetto viene espresso riferendosi al sistema assistenziale degli Stati Uniti).

Bilancio energetico

  • Una diminuzione del peso corporeo superiore al 5%, ottenibile con una riduzione delle calorie introdotte e con una modificazione delle abitudini di vita, è vantaggiosa per gli adulti sovrappeso o obesi con diabete di tipo 2 e per chi si trova in una condizione di pre-diabete. I programmi di intervento per la riduzione del peso sono raccomandati.

Modelli alimentari

  • Per le persone con diabete non c’è un unico modello di suddivisione fra carboidrati, grassi e proteine delle calorie introdotte con la dieta. Ciò vuol dire che il programma dei pasti deve essere adattato al singolo individuo, avendo ben presente il numero totale di calorie che egli può ricevere e gli obiettivi di miglioramento del metabolismo.
  • Diversi modelli alimentari sono compatibili con la gestione del diabete di tipo 2 e del pre-diabete.

Zuccheri

  • L’assunzione di carboidrati con la dieta dovrebbe privilegiare quelli ricchi di fibre presenti in verdura, frutta, legumi, cereali integrali e latte e latticini.
  • Per le persone con diabete di tipo 1 e per quelle con diabete di tipo 2 nelle quali è prescritto un programma di assunzione di insulina con dosi flessibili, si raccomanda una preparazione alla misurazione dei carboidrati e, in qualche caso, dei grassi e delle proteine contenute nei cibi. Lo scopo di questo approccio è quello di adattare la dose di insulina somministrata ai pasti alle suddette caratteristiche dei pasti.
  • Per le persone che ricevono una dose fissa di insulina, l’apporto di carboidrati deve essere adattato, in termini di quantità e di tempi di assunzione, allo scopo di migliorare il controllo della glicemia e ridurre il rischio di ipoglicemia.

Proteine

  • Nei soggetti con diabete di tipo 2, le proteine introdotte con la dieta sembrano in grado di potenziare la risposta all’insulina, senza aumentare la glicemia. Per questo, le fonti di carboidrati che contengono elevate quantità di proteine dovrebbero essere evitate se c’è l’obiettivo di prevenire l’ipoglicemia.

Grassi

  • Non esistono dati conclusivi circa il contenuto totale di grassi che deve avere una dieta per il diabete. Per tale motivo, una dieta di stile mediterraneo, ricca di grassi monoinsaturi e polinsaturi, dovrebbe essere presa in considerazione, per migliorare il metabolismo degli zuccheri e per ridurre il rischio cardiovascolare. Tale dieta è un’alternativa efficace a un’alimentazione con pochi grassi totali, ma con una quantità relativamente elevata di carboidrati.
  • È raccomandata l’assunzione di cibi ricchi di acidi grassi n-3 a catena lunga, come gli acidi grassi di pesce, di noci, di nocciole e di semi per prevenire o trattare le malattie cardiovascolari. D’altra parte, le evidenze disponibili non confermano un beneficio dell’uso abituale di integratori nutrizionali a base di acidi grassi n-3.

Supplementi e integratori

  • Non ci sono evidenze chiare del fatto che la supplementazione alimentare con vitamine, minerali, erbe o spezie possa migliorare l’andamento del diabete in persone che non abbiano una specifica carenza da integrare. Ciò vale anche per: cromo, vitamina D, cannella e aloe vera. Nessuno di tali prodotti è raccomandato, in generale, per il controllo della glicemia.
  • Gli adulti con diabete che assumono bevande alcoliche dovrebbero farlo con moderazione: non più di una dose al giorno per le femmine adulte e non più di due dosi al giorno per i maschi adulti.

Alcol

  • Il consumo di alcol può aumentare il rischio di ipoglicemia delle persone con diabete, specialmente se assumono insulina o farmaci che stimolano la sua secrezione. Per riconoscere e gestire l’ipoglicemia ritardata sono necessarie una giusta conoscenza del problema e un’adeguata preparazione.

Sodio e sale

  • Come per la popolazione generale, i diabetici dovrebbero limitare l’assunzione di sodio a meno di 2,3 gr al giorno.

Dolcificanti non calorici

  • L’uso di dolcificanti non calorici può ridurre la quantità totale di calorie e carboidrati assunti, se tale uso non è compensato dall’aggiunta di calorie introdotte con altri cibi. Per chi consuma regolarmente bevande dolcificate con zucchero, il passaggio a quelle con dolcificanti non calorici può rientrare in una strategia di riduzione a breve termine dell’introduzione delle calorie, ma, nell’insieme, questi soggetti devono essere incoraggiati a diminuire l’introduzione sia delle bevande zuccherate, sia di quelle con dolcificanti non calorici, e a sostituirle con bevande alternative tenendo comunque presente l’importanza dell’introduzione di acqua.  

Tommaso Sacco

Fonte: Improving Care and Promoting Health in Populations: Standards of Medical Care in Diabetes-2019. Diabetes Care 2019;42(Suppl. 1):S7–S12.