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La statura quale ostacolo ad una scelta lavorativa

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La statura quale ostacolo ad una scelta lavorativa

Il problema della statura è verosimilmente iniziato quando l'uomo ha acquisito la stazione eretta. L'affermazione "i centimetri fanno la differenza" é comunemente confermata o smentita dalle pillole di saggezza popolare, quali il "buon vino nella botte piccola", o "altezza mezza bellezza". La statura sembra rivestire un ruolo essenziale nell'ambito dei rapporti sociali. Che l'altezza porti maggiore felicità  è una verità  scientifica, almeno in alcuni Paesi dove i meccanismi di carriera e anche l'altezza media sono diversi da quelli italiani. Questo è quanto emerge da uno studio di Angus Deaton dell'Università  di Princeton, pubblicato da "Economics and Human Biology" (1). Questi ricercatori hanno effettuato diverse interviste a campione, durante le quali veniva chiesto di misurare la soddisfazione per la propria vita usando una scala da 0 a 10. Essi hanno così notato una correlazione diretta tra felicità  e numero di centimetri; in particolare, gli uomini che si avvicinano ad 1,77 metri di altezza sono i più soddisfatti della propria vita. Secondo gli studiosi di Princeton, inoltre, gli individui di alta statura "riescono a gestire meglio le emozioni. Essi infatti provano più spesso gioia e felicità  rispetto alla tristezza e depressione, che riescono a sopportare con più facilità . Ma oltre ad un certo limite di centimetri, il rapporto s'inverte: i "troppo alti" vengono considerati bizzarri e soffrono di numerosi problemi di salute.

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Lavorare nel mondo della moda, si sa, è una delle principali aspirazioni e sogni di ragazze e ragazzi che vogliono calcare passerelle e palcoscenici importanti, navigare sull'onda dell'alta moda. A differenza del mondo di attori e attrici di cinema e di televisione dove conta moltissimo lo studio ed una buona scuola di recitazione, le doti fisiche sono determinanti per entrare a far parte stabilmente del settore sia che si parli di passerelle, sia di riviste o di pubblicità . Innanzitutto l'altezza è fondamentale per indossatrici e indossatori: un'altezza di 1,75 e di 1,85 metri rispettivamente è l'altezza minima richiesta solitamente dalle Agenzie. Si possono, d'altro canto, citare eccezioni presenti nel mondo della moda, quali Giorgio Armani e domenico Dolce, la cui statura non è certamente alta.

Sempre nella realtà  americana che può essere differente dalla nostra, uno studio dell'Università  americana di Princeton sulla connessione tra l'altezza delle persone e la loro intelligenza mostra inoltre una correlazione significativa: la variazione di altezza spiega circa il 4% della variazione nel quoziente intellettivo. Anche il rapporto fra altezza e intelligenza andrebbe valutato con attenzione pensando ai livelli raggiunti da personaggi di statura non particolarmente alta, tra cui Napoleone Buonaparte e Albert Einstein.

Nella nostra tradizione, del resto, il maestro è raffigurato su di uno scanno o un pulpito, cioè più alto rispetto ai suoi allievi. I plebei nel Medioevo si genuflettevano al passaggio dei nobili che "li guardavano dall'alto in basso" per indicare la loro supremazia. Perfino i bambini anelano a "diventare grandi" per conquistare i privilegi degli adulti. Il soggetto con statura ai limiti inferiori della norma è pur sempre normale, cioè sano, se proviene da una famiglia di persone basse ma sane. La condizione di bassa statura è maggiormente sofferta nel maschio che vorrebbe essere più alto della femmina che vive nel suo stesso ambiente sociale. Una curiosa statistica rileva che nella competizione per la presidenza degli Stati Uniti d'America vince il candidato più alto, come a simboleggiare una sostanziale correlazione fra l'alta statura ed il potere.

Nella statura alta sembra si celi la chiave per il successo nel lavoro e soprattutto nella retribuzione. Da una ricerca statunitense condotta dalla New York University, si evince che un'altezza superiore alla media in periodo puberale incrementerebbe l'autostima che il soggetto ha di sé e, conseguentemente, ciò favorirebbe i rapporti interpersonali nel periodo adolescenziale. Inoltre, gli individui che superano i 175 cm di altezza percepiscono una retribuzione annua lorda media superiore a quella dei loro colleghi più 'bassi'. Questa identificazione si è acuita nei Paesi economicamente più progrediti, a tal punto che la statura può diventare discriminante anche nella scelta del futuro lavorativo. Ai fini dell'ammissione ai concorsi pubblici per l'assunzione di personale da adibire a mansioni e qualifiche speciali presso le amministrazioni dello Stato sono stabiliti i limiti e le misure di altezza. Una statura inferiore a 165 cm nei maschi non consente neppure l'ammissione ai concorsi per Ufficiale e Sottufficiale dell'Esercito, Marina ed Aeronautica (2). Anche la progressione in carriera può essere influenzata dalla statura. Infatti, l'allievo sott'ufficiale della Guardia di Finanza per cui è richiesta una statura di 165 cm non potrà  neppure partecipare ai concorsi per la nomina di ufficiale dello stesso Corpo per cui è stabilito un limite di 168 cm. Il requisito di idoneità  fisica che impedisce l'accesso ai concorsi pubblici per i ruoli degli agenti ed assistenti, degli ispettori e dei commissari è una statura inferiore a 165 cm per gli uomini e 161 cm per le donne (Art 3 D.M. 198/2003). Dato che la statura media del maschio è di 175 cm (il minimo è 162 cm), mentre quella della femmina é di 162 cm (il minimo è 151 cm), non è chiaro perché é stata scelta la statura minima per l'uomo ed, invece, media per la donna.

Se il soggetto é di statura media può entrare in molte Armi, dalla Polizia ai Vigili del Fuoco, ma se é inferiore ai 165 cm non gli restano che le Ferrovie dello Stato, in quanto gli bastano 155 cm per essere assunto come macchinista o capo-stazione o capo-gestione. Tuttavia, non potrà  mai diventare conduttore di treno se non è alto almeno 160 cm. D'altro canto, anche l'alta statura può essere una limitazione ad una scelta lavorativa. Nei concorsi i 195 cm sono il limite massimo per sottufficiale ed ufficiale della Marina e dell'Aeronautica, mentre i 187 cm per i piloti e gli ufficiali dei ruoli naviganti della Marina e dell'Aeronautica.

Il ruolo della statura nel modulare le scelte professionali può condizionare il futuro di soggetti che si affacciano al mondo del lavoro. Ovviamente alcuni soggetti, quali ad esempio i corazzieri, devono possedere un fisico adatto a espletare il loro ruolo di rappresentanza. Tuttavia, la statura può essere un ostacolo alla progressione lavorativa di soggetti che, per pochissimi centimetri, vedono sfumare la loro giuste aspirazioni di carriera. È ancora tutta da determinare la necessità  di qualche centimetro in più per svolgere di un'attività  professionale di grado superiore, quale quello del vice-commissario che vorrebbe diventare commissario. Il lato puramente fisico sembra essere più importante del livello di preparazione professionale raggiunto dal candidato che non è neppure ammesso a concorsi per posizioni più alte nell'ambito della stessa Arma.

Le limitazioni "verso l'alto" o "verso il basso", rispetto alla media della popolazione standard, si complica ancora di più quando vengono presi in considerazioni soggetti di entrambi i sessi di etnie differenti. Un maschio adulto di origine andina, per esempio, non potrà  ambire ad entrare a far parte di una forza di polizia o dell'esercito, sebbene abbia una statura media per la popolazione d'origine.

In ogni caso, non sarà  solo la statura a condizionare una scelta in ambito sociale ma essa potrà  essere l'ostacolo ad una progressione nella carriera fino ad allora percorsa.

Mauro Bozzola - Dipartimento di Scienze Pediatriche, Università  di Pavia, Centro di Ricerca di Auxologia, Fondazione I.R.C.C.S. San Matteo, Pavia
Elena Bozzola - Dipartimento Medicina Pediatrica, Ospedale Bambino Gesù, Roma

Bibliografia

  1. Deaton A, Arora R. Life at the top: the benefits of height. Econ Hum Biol 7: 133-6; 2009.
  2. Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 luglio 1987, n.411 (GU n. 236 del 09/10/1987): specifici limiti di altezza per la partecipazione ai concorsi pubblici.