Pubblicata una revisione della letteratura sull’ipogonadismo subclinico

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Pubblicata una revisione della letteratura sull’ipogonadismo subclinico

Un gruppo di specialisti italiani ha eseguito una revisione della letteratura sull’ipogonadismo subclinico. I risultati hanno dimostrato che, in età avanzata, l’ipogonadismo subclinico ha una frequenza discreta nei maschi ed è associato a un aumento del rischio cardiovascolare.

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L’ipogonadismo subclinico, chiamato anche ipogonadismo maschile compensato, è caratterizzato da un aumento della concentrazione delle gonadotropine nel sangue al quale corrispondono livelli normali di testosterone. Si tratta di un quadro di riscontro sempre più frequente, il cui significato clinico non è stato ancora chiarito del tutto. Per questo, Corona e colleghi si sono posti l’obiettivo di riassumere e di discutere le evidenze disponibili su questa condizione e i risultati ottenuti con la cura a base di corticosteroidi. È stata eseguita un’ampia ricerca della letteratura sull’argomento nell’archivio in rete denominato Medline, selezionando articoli pubblicati tra il 1° gennaio 1969 e il 29 febbraio 2020. La ricerca è stata ristretta alle pubblicazioni in inglese, relative a soli studi eseguiti nell’uomo. I risultati hanno evidenziato che si possono descrivere due quadri clinici principali di ipogonadismo subclinico. Il primo dei due è quello che si riscontra in soggetti giovani con un’anamnesi che ha rivelato danni al testicolo prima della comparsa della pubertà. Il secondo quadro si può manifestare come conseguenza della diminuzione delle concentrazioni di testosterone nel sangue. Mentre il primo può essere conseguenza di diverse malattie congenite o acquisite e può essere causa anche di ipogonadismo primario, il significato reale del secondo è tuttora dibattuto. Dagli articoli raccolti è emerso che l’ipogonadismo subclinico è abbastanza diffuso, con una frequenza del 9.4% nelle fasce di popolazione in età più avanzata. Studi prospettici e retrospettivi hanno rilevato che tale condizione si associa a uno stato di salute generalmente scadente e costituisce il prodromo di un successivo peggioramento della funzione cardiovascolare con aumento della morbilità e della mortalità. L’analisi della letteratura ha passato in rassegna anche i dati relativi all’effetto della somministrazione di testosterone sul rischio cardiovascolare associato all’ipogonadismo subclinico, i risultati non hanno fornito evidenze conclusive circa l’efficacia di tale cura.

Nelle conclusioni Corona e colleghi hanno ribadito che l’ipogonadismo subclinico va ricercato nei maschi in età più avanzata, in particolare come spia di un possibile peggioramento del rischio cardiovascolare. Riguardo alle cure, solo nuove ricerche, eseguite su casistiche adeguate, potranno chiarire qual è l’approccio più efficace.

Tommaso Sacco

Fonte: Subclinical male hypogonadism; Minerva Endocrinologica 2020 Sep 24.

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