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Ipertensione in età  pediatrica

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Ipertensione in età  pediatrica

L'ipertensione arteriosa (IA) rappresenta uno dei più rilevanti problemi di sanità  pubblica dei Paesi industrializzati e il più importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (infarto, ictus, scompenso cardiaco), che a loro volta costituiscono la principale causa di mortalità  e morbidità  in età  adulta. Secondo i dati più recenti, l'ipertensione arteriosa colpisce il 30-40% della popolazione adulta e questa percentuale tende a crescere con l'aumentare dell' età .L'IA è asintomatica, soprattutto nelle fasi iniziali, e si manifesta quando ha ormai determinato danni all'organismo. Pertanto è fondamentale la prevenzione: per un adulto sano e senza fattori di rischio associati, un controllo annuale è sufficiente. L'IA può essere presente già  in età  pediatrica. Secondo i dati più recenti, la sua prevalenza si aggira intorno al 2-3%. Nel bambino la pressione arteriosa varia con l'età , aumenta progressivamente nei primi mesi di vita, rimane pressoché stabile fino a 6 anni, per aumentare di nuovo durante l'adolescenza.

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Secondo i normogrammi del Gruppo di Lavoro sull'Ipertensione Pediatrica del Programma Nazionale di Educazione sull'Ipertensione statunitense (in inglese: "National High Blood Pressure Education Program Working Group on High Blood Pressure in Children and Adolescents"), che tengono conto contemporaneamente di età , sesso e statura, sono ritenuti suggestivi di ipertensione arteriosa valori di sistolica (PAS) e/o diastolica (PAD) superiori al 95° percentile, mentre valori tra il 90° e il 95° percentile sono ritenuti indicativi di uno stato di pre-ipertensione. I nomogrammi sono grafici o tabelle che forniscono valori di riferimento per la valutazione di variabili antropometriche (p. es.: altezza e peso), fisiologiche (p. es.: pressione sanguigna) o biologiche (p. es.: valori di laboratorio). Nell'ambito di un normogramma, i percentili indicano quanto il valore di una variabile si allontana Essi si basano su analisi statistiche eseguite su dati raccolti da popolazioni molto ampie di soggetti normali. I percentili sono una maniera che permette di capire, nell'ambito di un normogramma, quanto il valore di una variabile sia lontano dall'intervallo considerato normale.

Possiamo dire che nella fascia d'età  tra 1 e 10 anni i valori medi di pressione arteriosa rapportati a sesso, età  e statura, sono compresi, rispettivamente, per la pressione arteriosa sistolica (PAS) tra 85-102 mmHg (maschi) e 86-102 mmHg (femmine) e per la pressione arteriosa diastolica (PAD) tra 37-61 mmHg (maschi) e 40-60 mmHg (femmine). Dagli 11 ai 17 anni d'età , invece, i valori medi di pressione arteriosa sono compresi, per la PAS, tra 104-118 mmHg (maschi) e 103-111 mmHg (femmine) e per la PAD tra 61-67 mmHg (maschi) e 61-66 mmHg (femmine).

Esistono fattori predisponenti allo sviluppo di ipertensione arteriosa: fattori genetici, in particolar modo la familiarità , e fattori ambientali. Questi ultimi sono rappresentati soprattutto dall'alterato apporto dietetico di alcuni elettroliti: elevato apporto di sodio, scarso apporto di potassio, magnesio e calcio. In particolare, è stato dimostrato che anche una modesta riduzione dell'introito giornaliero di sale determina una riduzione significativa dei valori di pressione arteriosa ed è in grado di ridurre anche altri fattori di rischio cardiovascolare.

E' ormai noto come sussista una stretta relazione tra la pressione arteriosa in età  adulta e quella in età  pediatrica. In altri termini, possiamo dire che un bambino o un adolescente iperteso avrà  una probabilità  maggiore rispetto ai coetanei normotesi di divenire un adulto iperteso. Negli ultimi decenni, in particolare, abbiamo assistito ad un significativo incremento di prevalenza dell'IA sia in età  adulta che in età  pediatrica e ciò è correlato, soprattutto, all'epidemia di obesità  verificatasi su scala mondiale negli ultimi decenni. Esiste, infatti, una stretta relazione tra i valori di pressione arteriosa e l'obesità . Con l'incremento del "Body Mass Index" (BMI; indice di massa corporea, equivale a peso in chilogrammi diviso per altezza in metri elevata al quadrato), i valori di pressione arteriosa tendono ad aumentare e ciò giustifica il fatto che la prevalenza di IA nei bambini e negli adolescenti obesi raggiunga addirittura il 20%.

In particolare, è stato evidenziato come l'aumento di 1Kg/m2 di BMI in età  pediatrica determini un incremento di circa 1 mmHg dei valori di pressione arteriosa. Pertanto, gli effetti del BMI in età  pediatrica sembrano essere mediati dai valori di pressione arteriosa nell'infanzia e nell'adolescenza. Per prevenire l'IA in età  adulta risulta fondamentale, quindi, monitorare la pressione arteriosa già  a partire dall'età  pediatrica.

Un altro recente studio ha evidenziato come già  in età  adolescenziale l'IA e l'incremento di BMI possano essere associati ad alterazioni della parete delle arterie. Risulta chiaro, quindi, che già  in età  pediatrica si possano riscontrare patologie proprie dell'adulto; in particolare sono già  evidenziabili i fattori di rischio cardiovascolare, i quali risultano essere predittivi del rischio di malattia cardiovascolare in età  adulta.

Inoltre, è ormai nota l'esistenza di una stretta associazione tra l'attività  fisica in età  pediatrica e in età  adulta e i fattori di rischio cardiovascolare. Una costante attività  fisica può svolgere un ruolo protettivo nei confronti dell'obesità  e dell'IA soprattutto in età  giovane adulta. Inoltre, da altri recenti studi, è stato evidenziato che i bambini e gli adolescenti con IA presentano un aumentato rapporto tra massa grassa (l'insieme di tutti i depositi di tessuto adiposo dell'organismo) e massa magra (la massa di tutti gli altri tessuti, escluso il tessuto adiposo). In particolare, il numero di ore settimanali spese in attività  fisica risulta essere correlato direttamente alla massa magra e inversamente alla massa grassa.

Per fare diagnosi di IA, anche in età  pediatrica, devono essere rilevati valori patologici di pressione arteriosa in almeno 3 misurazioni, effettuate in momenti diversi. I bambini con IA sono generalmente asintomatici e la diagnosi può essere casuale. I sintomi, se presenti, variano con l'età : nella prima infanzia, sono: irritabilità , arresto della crescita, difficoltà  respiratoria, scompenso cardiaco. Nel bambino più grande e nell'adolescente, i sintomi e i segni più comuni sono: nausea, vomito, poliuria, polidipsia (introito di liquidi superiore al normale), sonnolenza ed irritabilità , disturbi del visus, epistassi, scompenso cardiaco. La misurazione della pressione, eseguita mediante sfigmomanometro a mercurio e auscultazione, rimane il metodo migliore per valutare l'IA nei bambini. Numerosi studi dimostrano che il controllo ambulatoriale della pressione arteriosa è il metodo diagnostico più idoneo per una diagnosi precoce di IA.

E' oramai ampiamente accettato che tutti i bambini al di sopra dei 3 anni di età  debbano essere sottoposti ad un controllo dei valori pressori almeno una volta nel corso dell'infanzia, dell'età  scolare e dell'adolescenza. Nei bambini e negli adolescenti appartenenti ad alcune categorie a rischio la pressione arteriosa deve essere misurata, invece, almeno una volta all'anno.

Cosa occorre fare, quindi? E' fondamentale la prevenzione, che deve essere intesa come strategia d'intervento atta a modificare lo stile di vita. Innanzitutto, è necessaria un'alimentazione salutare ed equilibrata, con apporto di sale da moderato a scarso, a cui occorre sicuramente associare un'adeguata attività  fisica quotidiana.

Un ruolo fondamentale è svolto dal pediatra di famiglia che, soprattutto in occasione dei controlli, effettuati periodicamente, ha un'importante opportunità  di individuare precocemente l'IA e di prevenirne l'insorgenza, spingendo i giovani verso un'alimentazione sana ed equilibrata ed incentivando la pratica costante di attività  fisica.

I bambini e gli adolescenti devono ricevere forti e consistenti messaggi su uno stile di vita salutare dai vari livelli della società , inclusa la famiglia, la scuola, la comunità , il governo. Gli interventi di prevenzione in età  pediatrica, infatti, devono essere considerati lo strumento più importante per controllare e prevenire la patologia metabolica e cardiovascolare, non solo in età  evolutiva, ma anche in età  adulta.

Giuseppe Saggese - Direttore Clinica Pediatrica Università di Pisa Responsabile Centro di Riferimento di Endocrinologia Pediatrica

Bibliografia essenziale:

  1. Litwin M et al.,Metabolic abnormalities, insulin resistance, and metabolic syndrome in children with primary hypertension.Am J Hypertension, 2007
  2. Raccomandazioni sull'ipertensione arteriosa in età  pediatrica Progetto CHIld, Edizione 2005
  3. Sun SS et al., Systolic blood pressure in childhood predicts hypertension and metabolic syndrome later in life. Pediatrics 2007
  4. Li S. et al, Race (black-white) and gender divergences in the relationship of childhood cardiovascular risk factors to carotid artery intima-media thickness in adulthood: the Bogalusa Heart Study. Atherosclerosis, 2007
  5. S. Stabouli et al.,Ambulatory blood pressure monitoring and target organ damage in pediatrics. J. Hypertension 2007

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