Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Ipertensione in età pediatrica

Parere degli esperti |time pubblicato il
Ipertensione in età pediatrica

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


L’ipertensione arteriosa (IA) rappresenta uno dei più rilevanti problemi di sanità pubblica nei Paesi industrializzati e il più importante fattore di rischio per la malattia cardiovascolare (infarto, ictus, scompenso cardiaco) che, a sua volta, è la principale causa di mortalità e morbilità in età adulta. Secondo i dati più recenti, l’ipertensione colpisce il 30-40% della popolazione adulta e tale percentuale tende a crescere con l’aumentare dell’età [1].

Potrebbe interessarti anche…

L’IA è presente anche in età pediatrica e i dati recenti ne evidenziano un progressivo incremento negli ultimi anni.

Per quanto riguarda la prevalenza di ipertensione in età pediatrica, in Italia alcuni screening effettuati in ambito scolastico ne hanno individuato la presenza nel 4% di bambini e adolescenti [2]. Nel 2017 l’American Academy of Pediatrics ha pubblicato le nuove linee guida [3] in sostituzione del “2004 Fourth Report of National Blood Pressure Education Program Working Group on High Blood Pressure in Children and Adolescents” (Quarto rapporto del Gruppo di Lavoro del Programma Nazionale di educazione sull’Ipertensione nei bambini e negli adolescenti) [4]. Le principali modifiche apportate hanno riguardato: l’esclusione dei bambini in sovrappeso e obesi, con spostamento dei percentili verso il basso; una nuova classificazione “verso l’alto” dei cutoff dei valori pressori (valori inferiori al 90° percentile = pressione normale; tra 90° e 95° = pressione elevata, prima definita “pre-ipertensione; ipertensione di stadio 1 e ipertensione di stadio 2). Le definizioni di ipertensione di stadio 1 e stadio 2 sono state appositamente identificate per allinearle alle nuove linee guida per adulti 2017 dell'American College of Cardiology. Utilizzando questa nuova classificazione su 15.547 bambini sani di peso normale, la prevalenza dei bambini con pressione elevata (prima indicata come pre-ipertensione) è aumentata dall’11,8% al 14,2%. I bambini con pressione arteriosa (PA) riclassificata verso l'alto avevano maggiori probabilità di essere sovrappeso o obesi e di avere più elevati valori di circonferenza della vita e di indice di massa corporea (BMI). È risultata inoltre aumentata la prevalenza dei risultati anomali ai test di laboratorio, con profili lipidici alterati (aumento del colesterolo totale e LDL) e aumento dei livelli di emoglobina A1c (prediabete) [3,5]. Gli Autori fanno osservare come il raggruppamento dei fattori di rischio cardiovascolare in bambini statunitensi altrimenti sani suggerisca che quelli la cui pressione è stata riclassificata rappresentano una popolazione ad alto rischio il cui rischio cardiovascolare potrebbe essere stato precedentemente sottovalutato.

Fattori di rischio per l’ipertensione in età pediatrica

I principali fattori di rischio riguardano i fattori genetici, in particolar modo la familiarità, e i fattori ambientali, soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione e, più in generale, gli stili di vita. Sul piano nutrizionale in particolare, un’elevata assunzione di sale è un fattore di rischio bene acquisito [6]. Come noto, un altro importante fattore di rischio per ipertensione riguarda l'epidemia di obesità verificatasi su scala mondiale negli ultimi decenni: oggi un bambino su tre è in eccesso di peso (sovrappeso o francamente obeso). Esiste, infatti, una stretta relazione tra i valori di pressione arteriosa e l'obesità. In particolare, è stato evidenziato come l'aumento di 1 kg/m2 di BMI in età pediatrica determini un incremento di circa 1 mmHg dei valori di pressione arteriosa. Gli studi hanno anche dimostrato che l'obesità infantile è correlata allo sviluppo di obesità e ipertensione in età adulta [7]. Il rischio sembra aumentare con la gravità dell'obesità: si osserva un quadruplo aumento della PA tra quelli con obesità grave (BMI >99° percentile) rispetto a un duplice aumento di coloro con obesità (BMI 95°-98° percentile) rispetto ai bambini e adolescenti di peso normale [8]. Recenti studi [9] mettono l’accento su un legame dietetico tra obesità e ipertensione attraverso il consumo dei carboidrati, in particolare di fruttosio, sia negli adulti sia nei bambini. Secondo gli Autori l'eccessiva assunzione di fruttosio porta a un aumento dell'acido urico sierico che risulta essere associato in modo indipendente alla presenza di ipertensione.

Un altro fattore di rischio per IA è rappresentato da una carente attività fisica. Unacostante attività fisica può svolgere un ruolo protettivo nei confronti dell'obesità e dell'IA soprattutto in età giovane-adulta. Inoltre, altri recenti studi [8] hanno evidenziato che i bambini e gli adolescenti con IA presentano un aumentato rapporto tra massa grassa (l'insieme di tutti i depositi di tessuto adiposo dell'organismo) e massa magra (la massa di tutti gli altri tessuti, escluso quello adiposo). In particolare, il numero di ore settimanali spese in attività fisica risulta essere correlato direttamente alla massa magra e inversamente alla massa grassa.

Per quanto riguarda il quadro clinico, i bambini con ipertensione sono generalmente asintomatici e la diagnosi può essere casuale. I sintomi, se presenti, variano con l'età. Nella prima infanzia sono irritabilità, arresto della crescita, difficoltà respiratoria, scompenso cardiaco; nel bambino più grande e nell'adolescente, i sintomi e i segni più comuni sono nausea, vomito, poliuria, polidipsia (introito di liquidi superiore al normale), sonnolenza e irritabilità, disturbi del visus, epistassi, scompenso cardiaco. Per porre diagnosi di IA, anche in età pediatrica devono essere rilevati valori patologici di pressione arteriosa in almeno 3 misurazioni, effettuate in momenti diversi. La misurazione della pressione, eseguita mediante sfigmomanometro a mercurio e auscultazione, e con l’utilizzo di bracciali adeguati al braccio del bambino, rimane il metodo migliore per valutare l'IA nei bambini. Numerosi studi dimostrano che il controllo ambulatoriale della pressione arteriosa è il metodo diagnostico più idoneo per una diagnosi precoce di IA.

È oramai ampiamente accettato che tutti i bambini al di sopra dei 3 anni di età debbano essere sottoposti a un controllo dei valori pressori almeno una volta nel corso dell'infanzia, dell'età scolare e dell'adolescenza. Nei bambini e negli adolescenti appartenenti ad alcune categorie a rischio la pressione arteriosa deve essere misurata, invece, almeno una volta all'anno.

Prevenzione

Per quanto osservato, la prevenzione è fondamentale e deve essere intesa come strategia d'intervento atta a modificare lo stile di vita. Innanzitutto, è necessaria un'alimentazione salutare ed equilibrata, con apporto di sale da moderato a scarso, a cui occorre sicuramente associare un'adeguata attività fisica quotidiana.

Un ruolo fondamentale è svolto dal pediatra di famiglia che, soprattutto in occasione dei bilanci di salute e dei controlli effettuati periodicamente, ha un'importante opportunità, non solo di individuare precocemente l'IA, ma, soprattutto, di prevenirne l'insorgenza, spingendo i giovani verso un'alimentazione sana ed equilibrata e incentivando la pratica costante di attività fisica.

Gli interventi di prevenzione in età pediatrica, infatti, devono essere considerati lo strumento più importante per controllare e prevenire la patologia metabolica (sindrome metabolica, diabete di tipo 2) e cardiovascolare, non solo in età evolutiva, ma anche in età adulta.

Prof. Giuseppe Saggese - Professore Ordinario di Pediatria, Università di Pisa, già Presidente Società Italiana di Pediatria; Specialista in Pediatria; Specialista in Endocrinologia

Bibliografia

  1. Mozaffarian D, Benjamin EJ, Go AS, et al. Executive Summary: Heart Disease and Stroke Statistics--2016 Update: A Report From the American Heart Association. Circulation 2016;133(4):447-54.
  2. Genovesi S, Giussani M, Pieruzzi F, et al. Results of blood pressure screening in a population of school-aged children in the province of Milan: role of overweight. J Hypertens 2005;23(3):493-7.
  3. Sharma AK, Metzger DL, Rodd CJ. Prevalence and severity of high blood pressure among children based on the 2017 American Academy of Pediatrics Guidelines. JAMA Pediatr 2018;172:557-65.
  4. The Fourth Report of The National High lood Pressure Education Program Working Group. Pediatrics 2004;114(2 Suppl 4th Report):555-76.
  5. Flynn JT, Kaelber DC, Baker-Smith CM, et al. Clinical practice guideline for screening and management of high blood pressure in children and adolescents. Pediatrics 2017;140(3):e20171904.
  6. Chen X, Wang Y. Tracking of blood pressure from childhood to adulthood: a systematic review and meta-regression analysis. Circulation 2008;117:3171-80.
  7. Juhola J, Magnussen CG, Viikari JS, et al. racking of serum lipid levels, blood pressure, and body mass index from childhood to adulthood: the Cardiovascular Risk in Young Finns Study. J Pediatr 2011;159(4):584-90.
  8. Leary SD, Ness AR, Smith GD, et al. Physical activity and blood pressure in childhood: findings from a population-based study. Hypertension 2008;51:92-8.
  9. Orlando A, Cazzaniga E, Giussani M, et al. Hypertension in children: role of obesity, simple carbohydrates, and uric acid. Front Public Health 2018;6:129.