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Intervento psicologico nel team multidisciplinare della patologia diabetica

Parere degli esperti |time pubblicato il
Intervento psicologico nel team multidisciplinare della patologia diabetica

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La figura dello psicologo, all’interno del team multidisciplinare della patologia diabetica, è di fondamentale importanza perché favorisce la possibilità di condividere le varie fasi di adattamento del paziente alla sua patologia, favorendone l’aderenza al percorso terapeutico, in tutte le fasi del ciclo di vita: in età evolutiva, età giovanile, età adulta.

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La diagnosi di diabete porta l’individuo a vivere un momento di smarrimento perché, da un lato, si trova a vivere i timori relativi alla propria salute nel breve e nel lungo termine e, dall’altro lato, si trova costretto a cambiare lo stile di vita mantenuto fino a quel momento. A ciò si aggiunge il controllo quotidiano e frequente dei livelli di glicemia e la somministrazione di una terapia, che fanno sentire il paziente costretto a una pressante vigilanza del suo stato di salute. Tutto questo può interferire con la vita sociale della persona diabetica che non si sente più spontanea né a proprio agio nelle situazioni conviviali e che si sente comunque costretta a continue rinunce o a seguire condotte comportamentali imposte.

Le reazioni di un individuo dinnanzi alla comunicazione di diagnosi di diabete possono essere molte: le reazioni di rabbia, di non accettazione, di impotenza sono comuni e naturali. Il rischio è però che la persona viva degli stati d’animo più intensi che possono portare a reazioni di ansia e/o di depressione.

Lo “scoprirsi malato” comporta una forte alterazione nel proprio senso di identità e di conseguenza porta a sviluppare un senso di impotenza e una perdita di vitalità. Inoltre la motivazione del soggetto che ha avuto diagnosi di patologia diabetica sarà molto altalenante, date le varie problematiche psicologiche connesse alla comunicazione di diagnosi e accettazione della stessa.

Per attutire l’impatto delle emozioni più negative spesso i soggetti diabetici, a volte contro la propria stessa volontà, tendono a perpetuare gli stessi comportamenti nocivi per la salute (fumo, alimentazione esagerata e ricca di zuccheri e grassi, abuso di alcol ecc.), “utilizzati” come strumenti di compensazione emotiva e regolazione dello stress e dell’umore.

La figura dello psicologo interviene in questi casi, da un lato per comprendere le cause che portano a mantenere abitudini scorrette, dall’altro può fornire il sostegno necessario per modificarle. Inoltre, nel caso in cui il paziente presenti gravi complicanze, il sostegno psicologico sarà fondamentale per gestire la nuova condizione.

Perché è importante la figura dello psicologo?

Nei casi di diagnosi di diabete si è riscontrato come lo psicologo possa avere un ruolo necessario sia per attivare dei comportamenti di adattamento sia per aiutare il paziente a contenere e a gestire reazioni di ansia, di depressione e di rabbia. Uno degli scopi principali dell’intervento dello psicologo è permettere al paziente e ai familiari di poter esprimere liberamente le emozioni vissute e di sentirsi liberi di manifestare le paure e le incertezze riguardanti il futuro.

In aggiunta a ciò è necessario che lo psicologo aiuti il paziente nella messa in atto di atteggiamenti attraverso i quali possa affrontare in modo partecipe e propositivo il cambiamento dello stile di vita che la diagnosi di diabete impone: in questo modo il paziente riesce ad attenersi alle indicazioni mediche relative sia allo stile di vita sia rispetto alle terapie farmacologiche prescritte, collaborando in modo attivo e manifestando compliance al trattamento.

Il rischio principale è quello che il paziente abbia una reazione immediata di rifiuto e di non accettazione della patologia diagnosticata e che tenda a comportarsi come se non avesse il diabete, mettendo così in serio pericolo il suo stato di salute; ciò ad esempio avviene quando la persona sminuisce quanto le è stato diagnosticato, finge o è convinta che a lei non potrà accadere nulla di grave, non si sottopone ai controlli e diventa insofferente nei confronti dei medici o dei familiari che si preoccupano.

Lo psicologo, dunque, si pone come “facilitatore” del percorso di empowerment del paziente e, con tale ruolo, permette l’espressione di quei fattori psicologici correlati alla gestione del diabete da parte del paziente e dei suoi familiari, rappresenta un osservatore partecipe della continuità delle attività di gestione terapeutica dei pazienti dall’esordio e permette il rinforzo di fattori di fiducia e di condivisione fondamentali nell’impostazione di una relazione d’aiuto specifica per la gestione psicologica del paziente affetto da patologia cronica e dei suoi familiari.

L’obiettivo principale del lavoro psicologico è quello di favorire un’adeguata aderenza della persona con diabete al percorso terapeutico al fine di prevenire l’insorgenza di complicanze e/o comorbilità, e laddove esse emergano di mettere in atto azioni mirate al sostegno psicologico del paziente, dei caregiver, del contesto familiare e socio-relazionale.

Intervento psicologico nel team multidisciplinare della patologia diabetica

Non è semplice accettare di dover cambiare stile di vita, di doversi mettere in discussione e accettare con consapevolezza l’aiuto di una persona esterna alla propria famiglia. Il paziente, inoltre, abituato a condurre uno stile di vita poco sano, troverà culturalmente molto difficile comprendere e accettare tali comportamenti. Il fattore probabilmente più importante è che se non viene eseguita un’associazione tra lo stile di vita scorretto e una difficoltà a livello psicologico, il paziente crederà di avere un ruolo passivo nel processo di cura e sarà poco motivato a impegnarsi attivamente.

Lo psicologo può intervenire durante il percorso di cura, promuovendo il benessere mentale del paziente e per ridurre lo stress: per perseguire tale scopo la presa in carico del paziente e della sua famiglia è globale e interdisciplinare, prevede in ogni caso una collaborazione continua con il personale medico e, quando necessario, il coinvolgimento del servizio sociale ospedaliero e dei servizi territoriali.

La figura dello psicologo è una figura poliedrica molto importante nell’ambito di un ambulatorio di diabetologia pediatrica: ha un ruolo di riferimento perché dialoga, supporta e sostiene non solo i bambini/ragazzi/adolescenti che hanno scoperto di avere il diabete ma anche le famiglie, che hanno bisogno di trovare un nuovo equilibrio, e media anche con l’équipe medica per trovare la miglior alleanza con i giovani pazienti. È un ruolo multidimensionale, nel senso che si occupa di varie persone tutte implicate nell’insorgenza e gestione della malattia.

Un ultimo aspetto molto importante a cui lo psicologo si può dedicare è proprio l’équipe medica. Diviene un sostegno nella comunicazione della diagnosi e sostiene tutta l’équipe nella creazione di una buona alleanza terapeutica con il paziente, che si sentirà accolto in modo empatico.

Dott.ssa Abbruzzese Maria Teresa Laura - Psicologa Psicoterapeuta

Bibliografia di riferimento

  • Decoster VA. The emotions of adults with diabetes. Social Work in Health Care, 2003;36(4):79-99.
  • Miselli V. Il problema dell'adesione alla terapia in una malattia cronica come il diabete. G It Diabetol Metab 2011;31:121-4.
  • Stanković Z, Jasović-Gasić M, Lecić-Tosevski D. Psychological problems in patients with type 2 diabetes--clinical considerations. Vojnosanit Pregl 2013 Dec;70(12):1138-44.