Interferenti endocrini nell’ambiente: un problema da affrontare

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Interferenti endocrini nell’ambiente: un problema da affrontare

Un articolo ha passato in rivista i problemi creati dagli interferenti endocrini, vale a dire dalle sostanze presenti nell’ambiente che interferiscono con il funzionamento del sistema endocrino. I risultati hanno indicato che essi pongono sfide rilevanti e che le Autorità Sanitarie, e non solo, dovranno impegnarsi a fondo per vincerle.  

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Gli interferenti endocrini sono molecole di vario tipo che alterano le normali funzioni del sistema immunitario determinando effetti negativi sull’organismo. Si può trattare di molecole naturali o sintetiche e queste ultime sono presenti in composti chimici industriali, in sostanze inquinanti persistenti e in prodotti di uso comune, compresi gli alimenti e le loro confezioni, i cosmetici, i prodotti per la cura dei denti, quelli per procedure mediche e chirurgiche e i farmaci. Tali sostanze vengono a contatto con l’organismo non solo direttamente, ma anche come esito delle attività produttive. Una volta avvenuto il contatto, gli interferenti endocrini agiscono simulando gli effetti di alcuni ormoni o bloccando i recettori di questi ultimi o interferendo con la produzione, la secrezione, la diffusione, l’assorbimento, il metabolismo e l’escrezione delle sostanze ormonali prodotte dall’organismo. Secondo gli autori dell’articolo, l’applicazione di apposite regolamentazioni, in un campo trasversale a tante attività e campi produttivi, pone sfide difficili che arrivano a creare vere e proprie barriere ai processi di regolamentazione. Per vincere sfide così, è necessario disporre di una documentazione atta a evidenziare gli effetti degli interferenti endocrini. Ad esempio, è necessario consolidare le conoscenze relative all’influenza negativa che essi hanno, anche a basse dosi, sulla funzione riproduttiva, sullo sviluppo del feto e sulla struttura e sul funzionamento del sistema nervoso, di quello endocrino e di quello metabolico. È necessario inoltre approfondire le evidenze già raccolte riguardo ai danni alla salute, dovuti agli interferenti endocrini, che si trasmettono da una generazione all’altra e, soprattutto, va documentata la relazione fra tali sostanze e lo sviluppo del cancro. Le normative applicate da alcune Autorità per contrastare gli effetti negativi degli interferenti endocrini hanno costituito un primo passo, ma sono ben lontane dall’affrontare efficacemente il problema. Esse infatti non tengono conto di aspetti come: derivati attivi di alcune sostanze, effetti attribuibili a quantità minime, azioni ritardate, influenze sull’epigenetica e distribuzione generale nell’ambiente. Mancano anche informazioni dettagliate sugli effetti di miscele di sostanze chimiche che, singolarmente, non hanno un impatto sul sistema endocrino, su alcune fonti o vie di introduzione nell’organismo, sui meccanismi di interferenza e sulla diffusione degli interferenti endocrini da un’area geografica a un’altra.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che solo un’aperta collaborazione fra Autorità Sanitarie ed esperti di ambiente potrà raccogliere le conoscenze necessarie a produrre normative efficaci per prevenire e per contrastare gli effetti degli interferenti endocrini.

Tommaso Sacco

Fonte: Significance of and Challenges in Regulating Endocrine Disruptors – How Regulators and Industry Can Conquer? Endocrine, Metabolic & Immune Disorders – Drug Targets 2020 Jun 6

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