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Impatto psicologico della bassa statura in bambini e adolescenti

Parere degli esperti

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Impatto psicologico della bassa statura in bambini e adolescenti
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità identifica il pediatra quale “medico dello sviluppo e della educazione” [1], volendo sottolineare come sia prerogativa di questa figura professionale occuparsi del benessere non solo fisico, ma anche psichico e sociale del paziente. Ciò è fondamentale anche e soprattutto in quella fase della vita chiamata adolescenza (adolescere=crescere), di durata variabile da soggetto a soggetto, che costituisce un’importante “prova” per il giovane e la famiglia rappresentando una fase durante la quale possono verificarsi fisiologici momenti di inadeguatezza, di scarsa fiducia in sé e di incertezza.

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La bassa statura (BS) è quella condizione per la quale un soggetto presenta una statura sotto le 2 deviazioni standard (ovvero sotto il minimo valore considerato normale per sesso ed età) e rappresenta la principale motivazione di richiesta di visita nella maggior parte degli ambulatori di endocrinologia pediatrica.

Che la BS reale o percepita possa rappresentare un problema per paziente e famiglia è cosa nota a chi si occupa di crescita, tuttavia la letteratura scientifica è ancor oggi assai limitata riguardo le implicazioni psicologiche della condizione in generale. Le principali valutazioni sono infatti rivolte alla popolazione adulta e gran parte delle ricerche si concentrano sulla valutazione della qualità di vita nei bambini che presentano una bassa statura da deficit di ormone della crescita (GH), per i quali è disponibile un trattamento migliorativo della situazione.

Fatte queste premesse, si può affermare che là dove riscontrabili, le problematiche psicologiche in bambini/adolescenti [2-4] che presentano BS sono rappresentate da scarsa autostima e sottovalutazione da parte di coetanei, insegnanti e genitori (“non cresce, è in ritardo, è il più piccolo della classe”). Si tratta di soggetti che spesso sono presi in giro, respinti o eccessivamente protetti: sono più propensi a sperimentare l'isolamento e la discriminazione [4] (“non mi hanno preso nella squadra perché sono troppo basso, devo stare con i più piccoli, non posso salire su quella giostra perché non raggiungo l’altezza minima”) e presentano quindi una bassa qualità di vita [5].

Il bambino/adolescente basso può incontrare maggiori difficoltà nella vita sociale e a scuola, con una tendenza a interiorizzare i problemi [6] risultando facile vittima di bullismo (una vecchia piaga oggi in costante crescita e con modalità nuove), o a esternarli con manifestazioni di tipo sfida/aggressività (fumo, alcol per sentirsi accettato) o diventare a sua volta un bully-victim, ovvero la vittima che si comporta a sua volta da bullo (6% dei casi di bullismo).

Tuttavia (e fortunatamente), studi recenti sostengono l’ipotesi che i bambini affetti da BS riescano ad adattarsi alla condizione senza presentare alcuna delle problematiche psicosociali sopra esposte [7] e, contrariamente agli stereotipi prevalenti nella popolazione (alto=bello), anche bambini e adolescenti più bassi possono raggiungere una buona qualità di vita [7]. In altre parole, la bassa statura può sì influenzare la vita sociale e lavorativa di un soggetto, ma perché ciò si verifichi è necessaria la sussistenza di altri substrati. Esistono a tal prova dimostrazioni che nei ragazzi, oltre la bassa statura, avere un quoziente intellettivo più basso, la presenza di un fratello più piccolo ma più alto, una condizione socio-economica bassa, rappresentano i migliori predittori di disadattamento psicosociale [8].

Massimo Barreca - UO Pediatria ASST Franciacorta, Iseo (BS)

Bibliografia

  1.  Zuccotti GV, Giovannini M. Manuale di pediatria. La pratica clinica: per la formazione di studenti di medicina e chirurgia e specializzandi in pediatria. Società Editrice Esculapio, Bologna, 2012.
  2. Barlow JH, Ellard DR. The psychosocial well-being of children with chronic disease, their parents and siblings: an overview of the research evidence base. Child Care Health Dev 2006;32(1):19-31.
  3. Sandberg DE, Colsman M. Growth hormone treatment of short stature: status of the quality of life rationale. Horm Res 2005;63(6):275-83.
  4. Wheeler PG, Bresnahan K, Shephard BA, et al. Short stature and functional impairment: a systematic review. Arch Pediatr Adolesc Med 2004;158(3):236-43.
  5. Christensen TL, Djurhuus CB, Clayton P, et al. An evaluation of the relationship between adult height and health-related quality of life in the general UK population. Clin Endocrinol 2007;67(3):407-12.
  6. Quitmann JH, Bullinger M, Sommer R, et al. Associations between psychological problems and quality of life in pediatric short stature from patients' and parents' perspectives. PLoS One 2016 Apr 20;11(4):e0153953.
  7. Sommer R, Daubmann A, Quitmann J, et al. Understanding the impact on statural height on health-related quality of life in German adolescents: a population-based analysis. Eur J Pediatr 2015;174(7):875-82.
  8. Downie AB, Mulligan J, Stratford RJ, et al. Are short normal children at a disadvantage? The Wessex growth study. BMJ 1997;314(7074):97-100.