Impatto del lockdown sullo sviluppo puberale nelle bambine

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Impatto del lockdown sullo sviluppo puberale nelle bambine

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Il periodo puberale è il periodo di transizione dall’infanzia all’età adulta in cui si verificano numerose trasformazioni fisiche e psicologiche che si svolgono sequenzialmente fino al conseguimento della maturazione sessuale e della capacità di procreare. In questo periodo avviene una serie di cambiamenti fisici conseguenti all’attivazione di un complesso sistema ormonale che coinvolge più ghiandole endocrine (asse ipotalamo-ipofisi-gonadi). L’ipotalamo, una struttura del sistema nervoso centrale, rilascia l’ormone LHRH (ormone rilasciante l’LH) che dà inizio al processo puberale tramite la produzione di un gruppo di ormoni (le gonadotropine) prodotte dall’ipofisi, un’altra struttura appartenente al sistema nervoso centrale. Questo processo determina l’attivazione delle gonadi (ovaie nelle femmine e testicoli nei maschi), con produzione di estrogeni nella femmina e testosterone nel maschio, la comparsa dei caratteri sessuali secondari (crescita del seno nelle femmine o del pene nei maschi, comparsa di peli, cambiamento tono di voce) e l’accelerazione della velocità di crescita staturale.

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Prima della pubertà, l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi è soppressa dall’azione delle piccole quantità di ormoni sessuali già presenti in circolo; la successiva attivazione dell’asse sembrerebbe dovuta a una aumentata sensibilità dell’ipotalamo a questi ormoni.

Nella femmina gli estrogeni sono responsabili della comparsa del bottone mammario (telarca) che rappresenta il primo segno di sviluppo puberale. La comparsa del telarca fisiologicamente avviene dopo gli 8 anni di età e precede di circa 2-3 anni la comparsa del primo ciclo mestruale (menarca).

L’età media di inizio dello sviluppo puberale nelle bambine si è ridotta nel corso dell’ultimo secolo in tutti i gruppi etnici; si è verificata anche una netta riduzione dell’età media del menarca, da circa 17 anni agli inizi del 1800 a circa 13 anni a metà del 1900, con una riduzione minore durante gli ultimi 20-30 anni. Attualmente l’età media del menarca nei Paesi “sviluppati” si colloca tra i 12 e i 13 anni.

Vari fattori sono responsabili del trend di anticipo puberale osservato negli ultimi anni. Tra questi il sovrappeso riveste un ruolo importante, in quanto l’inizio della pubertà nelle bambine è altamente sensibile allo stato nutrizionale; numerosi studi hanno mostrato chiaramente che una condizione di sovrappeso/obesità durante l’età pediatrica può indurre un inizio precoce dello sviluppo puberale.

L’attività fisica, i fattori psicologici e la continua esposizione a campi elettromagnetici legata all’uso prolungato di telefoni cellulari, tablet ecc. e l’esposizione ai cosiddetti “disregolatori endocrini” sono altri fattori chiamati in causa come responsabili dell’anticipo puberale osservato nelle bambine.

I disregolatori endocrini sono sostanze in grado di interferire con la produzione degli ormoni sessuali femminili. Tra questi, vanno ricordati i cosiddetti “xeno-estrogeni”, ormoni che possono essere presenti nella carne degli animali di allevamento; l’eccessivo consumo di carne, quindi, può rivestire un ruolo importante nel trend di anticipo puberale. Anche sostanze contenute nei prodotti cosmetici (come gli shampoo per ammorbidire i capelli) possono funzionare da disregolatori endocrini.

Il latte di soia e i suoi derivati (latticini, biscotti e hamburger vegetali) contengono un fitoestrogeno e, quindi, possiedono una azione estrogenica. Gli ftalati, composti chimici usati per migliorare la flessibilità e la modellabilità delle materie plastiche e presenti in alcuni contenitori alimentari, possono produrre effetti simili a quelli degli estrogeni.

Nella femmina si definisce pubertà precoce la comparsa del telarca prima degli 8 anni di età. La pubertà precoce è una condizione rara che presenta un’incidenza dello 0,1-0,6%; interessa più frequentemente le femmine rispetto ai maschi con un rapporto di circa 10 a 1. Esistono due forme di pubertà precoce: la forma “centrale” (PPC), legata all’attivazione anticipata dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, e la forma “periferica”, indipendente dall’attivazione di tale asse.

Come abbiamo visto, diversi fattori possono influenzare i tempi dello sviluppo puberale nelle bambine. Durante il periodo di lockdown “stretto” legato alla pandemia da COVID-19 (marzo-maggio 2020) si è verificata, in un lasso di tempo relativamente ridotto, la contemporanea presenza di molti di questi fattori. Le restrizioni necessarie imposte da questo evento hanno profondamente modificato la vita quotidiana di ognuno, in particolare di bambini e adolescenti che sono stati costretti a rimanere a casa e hanno assunto differenti abitudini di vita e alimentari.

Il ricorso alle lezioni on-line, non utilizzate nella scuola primaria prima della pandemia, ha determinato un uso elevato di apparecchi elettronici, come tablet o PC. In famiglia si è cucinato di più e diversamente dal solito; i bambini hanno quindi introdotto più calorie a fronte di un dispendio energetico ridotto perché hanno dovuto sospendere le attività sportive svolte regolarmente durante la settimana.

Due recentissimi studi hanno riportato che, durante e dopo il lockdown  da pandemia COVID-19, si è verificata nelle bambine sia una aumentata incidenza di nuove diagnosi di PPC sia una progressione puberale più veloce in quelle che già avevano una diagnosi di PPC, rispetto a quanto osservato nel periodo precedente al lockdown.

Il primo studio ha rilevato come Il numero delle nuove diagnosi di PPC effettuate nel periodo marzo-luglio 2020 sia risultato significativamente più elevato rispetto allo stesso periodo dei precedenti 5 anni. Inoltre, le pazienti precedentemente diagnosticate con PPC, ma non trattate farmacologicamente in quanto presentavano forme di PPC lentamente progressiva, hanno presentato una accelerazione della velocità di progressione puberale.

Questo studio ha valutato anche le modifiche qualitative e quantitative nell’uso dei dispositivi elettronici (PC, telefoni cellulari, tablet, videogiochi e TV), registrando in entrambi i gruppi di pazienti un significativo aumento dell’uso di tali dispositivi: prima del lockdown circa 1-2 ore al giorno, durante il lockdown 4-6 ore al giorno. Anche l’uso di questi dispositivi durante le ore prima di addormentarsi è risultato significativamente aumentato.

L’uso di dispositivi elettronici può avere un’influenza sui tempi dello sviluppo puberale; infatti, vari studi hanno dimostrato come l’esposizione a campi elettromagnetici può ridurre i livelli circolanti di un ormone (la melatonina), riduzione che, a sua volta, può innescare una serie di modifiche ormonali che conducono a un inizio precoce dello sviluppo puberale.

Un secondo studio, effettuato su un numero ancora maggiore di pazienti, ha confermato i dati del primo studio, mostrando come, nel periodo del lockdown e delle restrizioni dovute alla pandemia da COVID-19 (marzo-settembre 2020), il numero delle bambine diagnosticate con pubertà precoce (prima degli 8 anni) o pubertà anticipata (tra gli 8 e i 10) sia più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2019. È stato confermato che si è verificata anche una netta accelerazione dello sviluppo puberale dei casi che erano già stati diagnosticati con PPC prima del lockdown.

Entrambi gli studi hanno anche evidenziato che questi cambiamenti non sono stati osservati nei pazienti maschi.

Se i bambini e gli adolescenti sono stati meno colpiti degli adulti dal COVID-19, l’impatto della pandemia sulla loro salute mentale, a breve e forse a lungo termine, non è stato trascurabile. Diversi studi stanno evidenziando i numerosi effetti psicologici negativi determinati dalla pandemia su questa popolazione. La paura del contagio, l’incertezza sul futuro, la percezione dei problemi finanziari in famiglia, la sospensione delle attività didattiche e ricreative, il distanziamento sociale hanno instillato nella popolazione giovanile un crescente senso di disagio. L’ansia di poter contrarre la malattia, le modifiche delle routine (non poter andare a scuola, non poter vedere le proprie maestre e i propri compagni di classe, non poter giocare in un parco con i propri amici) li hanno pesantemente penalizzati. Disturbi del sonno, attacchi d’ansia e aumento dell’irritabilità hanno rappresentato i sintomi più frequenti a carico dei bambini e degli adolescenti durante l’isolamento per l’emergenza da coronavirus.

Considerando che, come abbiamo visto sopra, lo sviluppo puberale ha inizio per l’attivazione di meccanismi che originano a livello del sistema nervoso centrale, è verosimile che anche le conseguenze psicologiche legate al lockdown abbiamo contribuito alle alterazioni dello sviluppo puberale che è stato osservato nelle bambine.

Questi dati devono offrire lo spunto per riflessioni utili sia ai genitori sia alle persone che si prendono cura dei bambini. Il rischio di pubertà anticipata/precoce aumenta in parallelo all’aumento del peso corporeo, alla sedentarietà e all’uso dei dispositivi elettronici, uso che in genere è inversamente proporzionale alla quantità di attività fisica che viene svolta giornalmente. Quindi, soprattutto in questo momento di ripresa di una vita “normale”, è importante curare l’alimentazione, stimolare nei figli la pratica regolare di uno sport che a loro piace e ridurre l’uso di smartphone e social a pochissime ore al giorno, a vantaggio della vita “reale”. Non deve essere sottovalutata la presenza di un eventuale disagio psicologico che può manifestarsi in diverse forme e che è opportuno valutare precocemente.

Sicuramente sono necessari ulteriori studi per confermare questi dati e chiarire l’importanza relativa dei vari fattori in gioco responsabili dell’anticipo puberale osservato. È attualmente in corso uno studio che coinvolge diversi Centri di endocrinologa pediatrica in Italia e che sicuramente fornirà dati utili per meglio chiarire questo fenomeno.

Anche osservazioni personali dell’Autrice (dati non pubblicati) confermano quanto riportato dagli studi citati relativamente all’anticipo dello sviluppo puberale nelle bambine.

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