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Come gestire i farmaci per il diabete nei soggetti anziani

Notizia |time pubblicato il
Come gestire i farmaci per il diabete nei soggetti anziani

Un gruppo di esperti canadesi ha pubblicato un articolo sulla gestione dei farmaci per il diabete negli anziani. L’obiettivo è quello di fornire indicazioni su come cambiare, ridurre o sospendere alcune cure, adeguando l’insieme dell’approccio all’età.

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Farrell e colleghi partecipano a un progetto denominato “Progetto di de-prescrizione”, che intende fornire indicazioni ai medici su come modificare le cure nelle persone anziane, partendo dal presupposto che molte malattie si modificano negli anni e, negli anziani, assumono caratteristiche specifiche che possono richiedere adeguamenti delle cure. L’intensità della riduzione della glicemia e dell’emoglobina glicata nell’anziano è oggetto di dibattito fra i medici. Mentre in passato le Linee Guida raccomandavano il raggiungimento di un valore di emoglobina glicata inferiore al 7% nel maggior parte dei malati di diabete, cinque anni fa fu proposta una riduzione meno intensa nelle persone con età inferiore o uguale a 65 anni. Molte Linee Guida, internazionali e nazionali, ora raccomandano di ottenere valori di 7.5% negli anziani sani e 8.5% negli anziani con problemi di salute. La modificazione di questi orientamenti ha fatto riferimento ai risultati di ricerche cliniche che hanno dimostrato che l’ampliamento dei limiti di normalità di emoglobina glicata non comportava aumenti dei decessi per malattie cardiovascolari o per altre patologie. Inoltre, in particolare per i malati anziani, andare incontro a un episodio di grave ipoglicemia può significare sviluppare danni al cuore e ai vasi, alterazioni delle funzioni cognitive, fratture alle ossa, riduzione della qualità di vita e, come conseguenza più grave, ci può essere il decesso. Nonostante le indicazioni fornite dalla più recenti Linee Guida raccomandino scelte ponderate, alcune ricerche hanno confermato che molti anziani con diabete continuano a ricevere cure mirate a ottenere valori di emoglobina glicata inferiori al 7%. Nel loro articolo Farrell e colleghi forniscono una serie di soluzioni per modificare i trattamenti del diabete al sopraggiungere della terza età. Ad esempio, suggeriscono di sostituire un prodotto chiamato glibenclamide con altre molecole simili, ma meno potenti e a effetto meno prolungato, in quanto la prima può favorire la comparsa di crisi di ipoglicemia. Anche la scelta dei tipi di insulina andrebbe adattata, sempre per evitare l’ipoglicemia.

Nel loro articolo gli autori spiegano che tutti gli adattamenti delle terapie andrebbero discussi con i malati e i loro parenti per spiegare le ragioni delle modifiche e raccogliere bisogni e reazioni degli utenti. A ciò si può aggiungere che quelle proposte dagli autori canadesi sono indicazioni generali, che la necessità di variazioni dei trattamenti va valutata da caso a caso e che, comunque, cambiamenti decisi in autonomia dai malati possono esporre a rischi.

Tommaso Sacco

Fonte: Deprescribing antihyperglycemic agents in older persons; Canadian Family Physician, November 2017, 63 (11) 832-843.