Elevati livelli di paratormone con calcemia normale: come definire la diagnosi

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Elevati livelli di paratormone con calcemia normale: come definire la diagnosi

Può essere frequente trovare livelli normali di calcio nel sangue in persone con iperparatiroidismo. Un recente articolo ha fatto il punto sulle indagini da eseguire per formulare la diagnosi.

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Nel corso di accertamenti riguardanti problemi di metabolismo dell’osso o di funzione dei reni, si possono rilevare, nel sangue, concentrazioni elevate di paratormone e normali di calcio (normocalcemia). Conoscendo l’effetto principale del paratormone, che consiste nello stimolare il riassorbimento del calcio dal tessuto dell’osso, aumentandone la concentrazione nel sangue, può apparire contraddittorio con il quadro sopra descritto. Comunemente, infatti, all’iperparatiroidismo si associa un’ipercalcemia, cioè un’elevata concentrazione nel sangue di calcio. D’altra parte i casi di iperparatiroidismo con normocalcemia sono sempre più frequenti e richiedono al clinico particolare attenzione per definirne la causa. Essa può essere, ad esempio, una fase iniziale e subclinica di iperparatiroidismo primario, oppure un iperparatiroidismo secondario dovuto a carenza di vitamina D. Rachel Crowley e colleghi hanno pubblicato un articolo nel quale propongono una serie di passaggi che aiutano a definire la diagnosi. Innanzitutto, suggeriscono di calcolare la concentrazione di calcio “aggiustata” in base alla concentrazione nel sangue della proteina albumina. Infatti, se la concentrazione di albumina è bassa, applicando una formula di calcolo specifica, la concentrazione aggiustata di calcio può risultare elevata. Un altro passaggio importante consiste nel misurare la concentrazione di vitamina D nel sangue e un possibile provvedimento da prendere può essere quello di somministrare vitamina D. In alcuni soggetti con iperparatiroidismo e normocalcemia l’assunzione di vitamina D determina un aumento della concentrazione di calcio nel sangue, quindi rivela la presenza di una forma di iperparatiroidismo primario. Gli autori elencano altri possibili approcci destinati a persone con lo stesso quadro di laboratorio che abbiano anche un’insufficienza della funzione dei reni.

Nelle conclusioni si raccomanda la massima attenzione nell’adattare la sequenza degli accertamenti al singolo caso, senza dimenticare di raccogliere la storia di eventuali precedenti problemi alle ossa, come fratture ricorrenti, o ai reni, come la frequente formazione di calcoli.

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