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Effetti degli ipoglicemizzanti sul rischio cardiovascolare nei diabetici

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Effetti degli ipoglicemizzanti sul rischio cardiovascolare nei diabetici

Uno studio eseguito in Italia ha valutato l’effetto delle cure con ipoglicemizzanti, nelle persone con diabete, sul rischio di sviluppo di eventi cardiovascolari. I risultati hanno indicato che anche i nuovi farmaci indicati nella riduzione della glicemia hanno effetti positivi sulla riduzione del rischio cardiovascolare.

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Il diabete di tipo 2 è associato a un elevato rischio di sviluppo di malattie cardiovascolari dovuto all’aterosclerosi. Fra i fattori che legano le patologie ha un ruolo rilevante l’alterata funzione dell’endotelio, vale a dire del tessuto che tappezza internamente i vasi sanguigni. Le fasi di aumento patologico della glicemia, che sono caratteristiche del diabete, provocano un sovraccarico di radicali liberi nell’endotelio che, a sua volta, attiva meccanismi di infiammazione. A seguire, si sviluppano altri processi che alterano la funzione dei macrofagi e riducono la produzione delle cellule che servono a rimpiazzare quelle dell’endotelio che sono danneggiate. Tutto questo porta a un’evoluzione più rapida dell’aterosclerosi con la formazione di placche, all’interno delle arterie, che sono particolarmente instabili. Le placche instabili sono quelle dalle quali si possono staccare frazioni, che vanno a chiudere i vasi più piccoli con la possibile comparsa di infarto del miocardio e ictus. Infatti, le malattie cardiovascolari sono la principale causa di decesso nei malati con diabete di tipo 2. Per tutti i motivi appena riportati la scelta delle cure del diabete deve tener conto dell’effetto che esse possono avere, oltre che sulla glicemia, anche sul rischio di sviluppo di eventi acuti come infarto e ictus e ciò va tenuto presente nello scenario attuale che offre, a fianco dei farmaci ipoglicemizzanti usati da tempo, altri prodotti introdotti più di recente. Patti e colleghi hanno eseguito una revisione della letteratura per raccogliere articoli nei quali si riportavano gli effetti dei farmaci usati nella cura del diabete sul rischio cardiovascolare. I risultati raccolti dagli autori hanno indicato che, fra i farmaci meno recenti, quello che ha determinato la maggiore riduzione del rischio di malattie cardiovascolari è stata la metformina. In uno studio denominato Studio Prospettico Britannico sul Diabete (UK Prospective Diabetes Study: UKPDS) eseguito su oltre 4000 soggetti. In questa ricerca il rischio si è ridotto del 32% (rapporto di rischio 0.68; intervallo di confidenza al 95% 13-47; p=0.002). Fra le molecole di più recente introduzione nella pratica clinica, quella che ha mostrato i maggiori vantaggi è stata l’empagliflozin un inibitore del trasportatore renale del sodio-glucosio 2 (SGLT2). In uno studio che ha arruolato 22.830 diabetici di tipo 2, esso ha determinato una riduzione del rischio cardiovascolare del 38% (rapporto di rischio 0.62; intervallo di confidenza al 95% 0.49-0.77; p<0.001). Anche altri farmaci ipoglicemizzanti di ultima generazione hanno mostrato di ridurre il rischio cardiovascolare, ma in misura minore.                             

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che anche i prodotti introdotti di recente per la cura del diabete mostrano vantaggi in termini di riduzione del rischio di sviluppo di eventi cardiovascolari.

Tommaso Sacco

Fonte: Impact of Glucose-Lowering Medications on Cardiovascular and Metabolic Risk in Type 2 Diabetes; Journal of Clinical Medicine 2020, 9, 912