Effetti dell’ormone della crescita sui danni al midollo spinale

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Effetti dell’ormone della crescita sui danni al midollo spinale

Uno studio eseguito in Spagna ha valutato gli effetti della somministrazione dell’ormone della crescita nelle persone con danni al midollo spinale. I risultati sono stati definiti promettenti dai ricercatori e tali da suggerire nuove linee di ricerca, che potrebbero migliorare la gestione di questa patologia.

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Riferendosi a dati epidemiologici spagnoli gli autori hanno riportato un numero di 1000 casi all’anno di danni da trauma al midollo spinale. Per la maggior parte, quasi la metà, sono conseguenza di incidenti stradali e, per il 21% e per 14.6%, costituiscono gli esiti, rispettivamente, di cadute e di incidenti durante attività sportive. Altre cause relativamente frequenti di danni al midollo spinale sono neoplasie, infezioni, malattie dei vasi e sclerosi multipla. Vari sono i sistemi di classificazione di tali alterazioni che servono a definire, sia la loro estensione, che le loro conseguenze cliniche. Poiché la massima frequenza di questa patologia si rileva in soggetti di età compresa fra 16 e 30 anni, la disabilità che essa provoca dura per il resto della vita ed è molto penalizzante. A oggi non esistono cure specifiche per i danni al midollo spinale e solo la riabilitazione permette un recupero, di solito parziale, delle funzioni. Il miglioramento delle funzioni dei sensi e del movimento si verificano nel primo anno e in seguito le probabilità di successo diventano sempre minori. Per tale motivo le Linee Guida dedicate raccomandano di eseguire la riabilitazione, e anche eventuali studi clinici sul recupero delle funzioni, entro in primi 12-18 mesi dal trauma. L’ormone della crescita sviluppa i suoi effetti su tutti i tessuti dell’organismo. Fra le altre azioni di questo ormone, c’è quella di minimizzare la perdita delle proteine dei muscoli provocata dai processi di ossidazione e, quindi, di aumentare la massa muscolare. Inoltre, al GH sono stati attribuiti importanti effetti sullo sviluppo embrionale del sistema nervoso e sul suo successivo accrescimento. Le azioni sul sistema nervoso dell’adulto sono più dibattute ma alcune evidenze hanno dimostrato che il GH favorisce i meccanismi di protezione e anche quelli di riparazione delle strutture del sistema nervoso. Sulla base di tutte queste premesse, Martin-Rojas e colleghi hanno eseguito un primo studio nel quale avevano confrontato l’efficacia e la sicurezza della somministrazione di GH, associata a riabilitazione, in persone con danni traumatici incompleti al midollo spinale. Avevano rilevato che il GH, aggiunto alla riabilitazione, aveva determinato un ulteriore leggero miglioramento, a fronte di quello, rilevante, già ottenuto con un programma riabilitativo intensivo e protratto. In una seconda ricerca appena pubblicata, gli stessi autori hanno valutato potenziali marcatori biologici presenti nel sangue che potessero chiarire i meccanismi attraverso i quali agiva il GH e, possibilmente, prevederne l’effetto. Quarantasei soggetti con danni traumatici del midollo spinale sono stati seguiti per un anno e sono stati divisi in due gruppi trattati, rispettivamente, con riabilitazione e GH o riabilitazione e placebo. Per individuare i marcatori dell’effetto del farmaco e della riabilitazione si è impiegato un approccio di proteomica. I risultati hanno indicato che alcuni marcatori sono indicativi dell’effetto della riabilitazione, altri di quello del GH e riguardano i meccanismi dell’omeostasi dei tessuti, quelli dei processi di infiammazione e quelli della coagulazione. In sostanza, Martin-Rojas e colleghi hanno rilevato che, nelle persone trattate con GH e riabilitazione, si attivavano meccanismi diversi da quelli osservati in chi era stato sottoposto alla sola riabilitazione.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che le evidenze raccolte costituiscono solo un’indicazione promettente per lo sviluppo di ulteriori linee di ricerca. Hanno confermato che la riabilitazione cambia qualcosa nei tessuti danneggiati e che il trattamento con ormone della crescita potrebbe fornire ulteriori vantaggi. D’altra parte, Martin-Rojas e colleghi hanno evidenziato il limite costituito dalla piccola casistica della loro ricerca, auspicando l’esecuzione di ulteriori studi su numeri più ampi di soggetti e con periodi di osservazione più prolungati. Quali considerazioni pratiche emergono dai risultati di questo studio? I dati raccolti sono solo un indirizzo per i ricercatori ma devono costituire una base per ulteriori studi in quanto i danni traumatici del midollo spinale hanno conseguenze molto pesanti sulla vita delle persone che li subiscono e su quella dei loro familiari. Perciò qualsiasi soluzione promettente va esplorata.            

Tommaso Sacco

Fonte: Effects of Growth Hormone Treatment and Rehabilitation in Incomplete Chronic Traumatic Spinal Cord Injury: Insight from Proteome Analysis; Journal of Personalized Medicine, 2020, 10, 183              

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