La dieta vegana ha effetti marginali sul controllo del diabete

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La dieta vegana ha effetti marginali sul controllo del diabete

I risultati di una metanalisi presentati al Congresso della Società Europea dell’Obesità hanno dimostrato che seguire per almeno tre mesi una dieta vegana ha effetti marginali sull’emoglobina glicata, non ne ha sulla pressione arteriosa, ma aiuta a ridurre il peso corporeo.

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Una metanalisi eseguita in Danimarca ha combinato i risultati di ricerche nelle quali erano stati confrontati gruppi di persone che avevano seguito per almeno tre mesi una dieta vegana o, in alternativa, un’alimentazione libera o mirata a ridurre il peso o a migliorare il metabolismo. L’obiettivo di Termannsen e colleghi è stato quello di verificare l’effetto di queste abitudini alimentari sui rischi cardiovascolare e metabolico di persone con sovrappeso (IMC ≥ 25 kg/m2) e una condizione di pre-diabete o vero e proprio diabete. Anche se la dieta vegana, nelle diverse ricerche, non aveva previsto restrizioni predefinite di proteine, grassi e zuccheri, quasi tutte le persone che l’hanno seguita avevano introdotto ridotte quantità di grassi. Le diete prese come confronto, erano più variate e andavano da un’alimentazione totalmente libera alla dieta mediterranea, a vari regimi alimentari che prevedevano una ridotta assunzione di zuccheri o di grassi. Tra le variabili analizzate ci sono state: Indice di Massa Corporea, pressione arteriosa sistolica e diastolica, emoglobina glicata, trigliceridi e tre tipi di colesterolo, cioè totale, LDL e HDL. Gli autori hanno incluso nella metanalisi 11 studi, che avevano avuto una durata media di 19 settimane e avevano arruolato un totale di 796 soggetti. Rispetto alle diete di confronto, quella vegana si è associata a una riduzione di peso maggiore di – 4.1 kg (p<0.001), con un intervallo di calo ponderale compreso tra – 2.4 e – 5.9 kg. In particolare, confrontando l’effetto della dieta vegana con il mantenimento di una dieta normale e senza limitazioni, la maggiore riduzione di peso è stata – 7.4 kg (p<0.001). Più limitato il vantaggio fornito dalla dieta vegana rispetto ai regimi dietetici che prevedevano restrizioni: – 2.7 kg (p<0.001). L’andamento dei valori dell’Indice di Massa Corporea ha rispecchiato quelli del peso, con una riduzione complessiva maggiore di 1.38 kg/m2 (p<0.001). Il colesterolo totale, nelle persone che hanno aderito alla dieta vegana rispetto alle altre, ha avuto una maggiore riduzione di 0.30 mmol/L (p=0.007) e il colesterolo LDL di – 0.24 mmol/L (p=0.005). Non si sono registrate differenze nell’andamento di pressione arteriosa, trigliceridi e colesterolo HDL e il differenziale di riduzione dell’emoglobina glicata è stato di – 0.18 punti percentuali (p=0.002). Gli effetti sull’emoglobina glicata sono stati giudicati marginali dagli autori e da vari commentatori. Nell’articolo del sito MedScape che ha riportato i risultati della ricerca, sono stati citati anche i commenti di vari esperti. Ad esempio, Janet Cade, che dirige un gruppo che si occupa di nutrizione all’Università di Leeds, ha segnalato che i risultati relativi a peso e Indice di Massa Corporea hanno rispecchiato le minori calorie introdotte con la dieta vegana rispetto alle altre e ha aggiunto che essa comporta vantaggi derivanti dalla maggiore assunzione di frutta, verdura, fibre e antiossidanti, ma che lo stesso succede con le diete vegetariane, che sono meno limitative. Ha anche ricordato che si sono osservati problemi di osteoporosi e di ridotta salute dell’osso nelle persone che seguono la dieta vegana. Un altro esperto britannico, Gunter Kuhnle, ha segnalato che dallo studio di Termannsen e colleghi è emerso che i maggiori vantaggi della dieta vegana si sono rilevati in confronto con l’alimentazione libera, mentre sono risultati meno marcati rispetto, ad esempio, alla dieta mediterranea.

La dieta vegana può offrire dei vantaggi in termini di calo ponderale e di miglioramento di alcuni aspetti del metabolismo rispetto a un’alimentazione totalmente libera, ma ne fornisce meno in confronto con altri regimi alimentari, come la dieta mediterranea. D’altra parte, il bilancio fra limiti e vantaggi di ciascun regime dietetico va accuratamente valutato con un medico che deve tenere conto di tutte le caratteristiche della persona che lo seguirà.               

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