Diagnosi del deficit GH negli adulti

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Diagnosi del deficit GH negli adulti

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Negli adulti, la carenza di ormone della crescita (GH) è associata ad anomalie nella composizione corporea, tra cui aumento dell’adiposità viscerale e diminuzione della massa magra e della densità minerale ossea, dislipidemia e resistenza all’insulina, che probabilmente contribuiscono all’aumento dei rischi cardiometabolici e di frattura tra i pazienti ipopituitari [1,2]. Inoltre, gli adulti con deficit di GH spesso sperimentano una ridotta capacità di esercizio e qualità della vita rispetto alla popolazione generale.

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La sostituzione dell’ormone della crescita può mitigare le conseguenze deleterie della carenza di GH negli adulti, portando a miglioramenti nella composizione corporea, nella densità minerale ossea, nella dislipidemia e nella qualità della vita [1].

È importante identificare accuratamente i pazienti adulti che sono carenti di GH e che possono quindi beneficiare della terapia con GH esogeno. Allo stesso tempo, è essenziale evitare di classificare erroneamente individui non deficitari di GH come carenti di GH, poiché la terapia con GH può essere potenzialmente associata a effetti avversi, può durare per tutta la vita ed è costosa.

Ci sono diversi gruppi di pazienti adulti a rischio di deficit di GH, compresi quelli con anamnesi personale di lesioni della sella turcica, chirurgia ipofisaria o radioterapia, traumi cerebrali, emorragia subaracnoidea e deficit di GH a esordio infantile [2]. I pazienti in questi gruppi sono generalmente a rischio di ulteriori deficit di ormoni ipofisari, a eccezione di alcuni pazienti con deficit di GH a esordio infantile, che può essere isolato, idiopatico o avere cause genetiche. Al contrario, è estremamente improbabile che esista una carenza di GH idiopatica isolata a esordio tardivo.

La secrezione dell’ormone della crescita è pulsante; i livelli di GH sono tipicamente non rilevabili tra i picchi secretori negli adulti sani [3]. Di conseguenza, i livelli casuali di GH non hanno alcuna utilità diagnostica nella valutazione della carenza di GH. La diagnosi della carenza di GH si basa generalmente sulla dimostrazione della mancanza di risposta secretoria del GH a uno dei numerosi agenti farmacologici che normalmente innescano la secrezione di GH.

Da notare, tuttavia, i livelli sierici di IGF-1 mancano di variazione diurna e riflettono l’azione del GH [3]. Di conseguenza, l’utilità dell’IGF-1 sierico è stata studiata nella diagnosi del deficit di GH. Occorre ricordare che bassi livelli di IGF-1 non sempre stabiliscono la diagnosi di carenza di GH, in quanto è molto probabile (>95%) che pazienti con ≥3 deficit aggiuntivi di ormoni ipofisari, bassi livelli sierici di IGF-1 (SDS <-2) e anamnesi di lesioni della massa sellare, chirurgia ipofisaria o radioterapia a una carenza di GH possono rinunciare ai test di stimolazione del GH [4]. Gli adulti che sono a rischio di deficit di GH ma non soddisfano questi criteri generalmente richiedono un test di stimolazione del GH per stabilire la diagnosi.

Test di stimolazione della secrezione di GH

Il gold standard per la diagnosi di deficit di GH negli adulti è, ad oggi, il test di tolleranza all’insulina (Insulin Tolerance Test, ITT). La maggior parte dei soggetti normali risponde all’ipoglicemia indotta da insulina con un picco di concentrazione di GH superiore a 5 mg/l. Una grave carenza di GH è definita da una risposta di picco di GH all’ipoglicemia inferiore a 3 mg/l. Il test è controindicato in pazienti con anamnesi personale di patologie cardiovascolari, epilessia e disturbi convulsivi, lesioni cerebrali e in soggetti anziani.

In questi pazienti vengono utilizzati test di stimolazione della secrezione di GH alternativi.

Test di stimolazione con glucagone

Il glucagone stimola la secrezione di GH tramite meccanismi sconosciuti. Per eseguire questo test, il paziente deve essere a digiuno per 8 ore. È necessario un accesso endovenoso per i prelievi di campioni di siero. Il glucagone viene somministrato per via intramuscolare (1 mg se <90 kg; 1,5 mg se ≥90 kg).

I campioni di siero vengono ottenuti per il dosaggio del GH ogni 30 min per 3-4 ore. La somministrazione di glucagone spesso causa nausea transitoria e talvolta vomito o dispepsia. Inoltre è da segnalare che durante il test può verificarsi ipoglicemia, che è generalmente lieve ma occasionalmente può essere grave.

Diversi studi in Europa hanno riportato che il test di stimolazione del glucagone ha una buona accuratezza diagnostica utilizzando i seguenti valori soglia di picco di GH (2,5 mcg/l o 3,0 mcg/l).

Test di stimolazione con macimorelina

La macimorelina è un agonista non peptidico del recettore secretagogo 1a dell’ormone della crescita, che media le azioni della grelina endogena sui somatotrofi ipofisari.

Per eseguire questo test il paziente deve essere a digiuno per 8 ore. È possibile inserire un accesso endovenoso per facilitare il prelievo di sangue. La macimorelina viene quindi somministrata per via orale alla dose di 0,5 mg/kg in 30 secondi. I campioni di siero utilizzati per il dosaggio del GH sono raccolti nei seguenti tempi: 0, 30, 45, 60 e 90 min.

La performance diagnostica del test di stimolazione con macimorelina è stata valutata rispetto al test di stimolazione GHRH-arginina e all’ITT. In questi studi, il test di stimolazione con la macimorelina ha dimostrato un’ottima efficacia. La macimorelina, infatti, provoca una maggiore secrezione di GH rispetto all’insulina durante l’ITT.

Utilizzando un cut-off GH di 2,8 mcg/l, il test di stimolazione con macimorelina è risultato avere una buona sensibilità (87%) e specificità (96%) rispetto all’ITT. L’uso di un cut-off di GH di 5,1 mcg/l porta a una maggiore sensibilità diagnostica senza alcuna diminuzione della specificità [5].

Da notare, tuttavia, che il test può mancare di sensibilità nei pazienti con anamnesi personale di pregressa radioterapia ipofisaria, in quanto la macimorelina stimola direttamente i somatotrofi ipofisari.

Altri test diagnostici

Diversi altri mimetici della grelina sono stati studiati come possibili agenti diagnostici. Di questi, il peptide di rilascio dell’ormone della crescita 2 (GHRP-2) sembra essere accurato nella diagnosi di deficit di GH negli adulti e viene utilizzato in Giappone per questa indicazione.

Altri agenti sono stati usati per stimolare la secrezione di GH, come arginina, clonidina e L-dopa. Negli adulti, nessuno di questi agenti provoca una risposta secretoria di GH sufficientemente robusta e non possono essere raccomandati come test diagnostici negli adulti con sospetta carenza di GH.

Bibliografia di riferimento

  • Hartman ML, Crowe BJ, Biller BM, et al. Which patients do not require a GH stimulation test for the diagnosis of adult GH deficiency? J Clin Endocrinol Metab 2002;87:477-85.
  • Ho KK, on behalf of other participants. Consensus guidelines for the diagnosis and treatment of adults with GH deficiency II: a state- ment of the GH research society in association with the European Society for Pediatric Endocrinology, Lawson Wilkins society, European Society of Endocrinology, Japan Endocrine Society, and Endocrine Society of Australia. Eur J Endocrinol 2007;157:695-700.
  • Melmed S. Pathogenesis and diagnosis of growth hormone defi- ciency in adults. N Engl J Med 2019;380:2551-62.
  • Murray PG, Higham CE, Clayton PE. 60 Years Of of Neuroendocrinology: the hypothalamo-GH axis: the past 60 years. J Endocrinol 2015;226:T123-40.
  • Tritos NA, Biller BMK. Current concepts of the diagnosis of adult growth hormone deficiency. Rev Endocr Metab Disord 2021 Mar;22(1):109-16.
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