Diabete, metformina e rischio cardiovascolare

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Diabete, metformina e rischio cardiovascolare

Una revisione della letteratura eseguita da specialisti italiani ha passato in rassegna gli effetti della metformina nei diabetici, anche in termini di benefici su vari organi e apparati. Particolarmente interessanti le evidenze che suggeriscono che la metformina abbia un’azione protettiva rispetto alle malattie cardiovascolari che si associano al diabete.

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Sulla base delle evidenze raccolte dallo studio UK Prospective Diabetes Study (abbreviato in UKPDS, traducibile in: studio prospettico sul diabete della Gran Bretagna) la metformina è stata proposta come cura di prima linea nelle persone alle quali viene diagnosticato il diabete di tipo 2. Nonostante non siano state fatte ricerche mirate sull’argomento, i dati disponibili suggeriscono che la metformina, oltre a controllare la glicemia, sviluppa un effetto protettivo rispetto a varie malattie associate al diabete, comprese quelle a carico di cuore, vasi, reni e sistema nervoso. Per spiegare tali effetti protettivi sono stati proposti diversi meccanismi, ma nessuno è stato pienamente confermato. Un aspetto interessante, nell’evoluzione delle conoscenze sugli effetti della metformina, è quello relativo al ruolo del lattato. Il lattato deriva dall’acido lattico e questo, a sua volta, è un prodotto del metabolismo degli zuccheri. Mentre in passato il lattato era considerato solo un prodotto di scarto del metabolismo anaerobico del muscolo, oggi si sa che questa molecola permette di trasportare energia fra le cellule e i tessuti dell’organismo. La metformina aumenta la produzione di lattato, quindi aumenta la disponibilità di una fonte fondamentale di energia rapidamente utilizzabile. Le evidenze acquisite circa i benefici della metformina nel ridurre il rischio cardiovascolare sono ormai ampie. Nel già citato UKPDS, e in particolare nell’osservazione prolungata a 10 anni, si è rilevata una riduzione significativa del rischio di infarto del miocardio. Un’altra ricerca ha dimostrato che la metformina, rispetto alla glipizide, ha determinato vantaggi significativi nella riduzione di variabili indicative del rischio cardiovascolare in diabetici con malattia coronarica. Effetti benefici della metformina sono stati dimostrati anche in soggetti con diabete di tipo 2 e aterosclerosi o con importanti fattori di rischio cardiovascolari, come il fumo. Giaccari e colleghi hanno formulato anche alcune ipotesi circa i meccanismi all’origine degli effetti protettivi della metformina rispetto alle malattie cardiovascolari associate al diabete. Riguardo al ruolo del lattato, si ricorda che, in condizioni normali e a riposo, il miocardio rilascia e capta lattato. Nel cuore del diabetico si è rilevata una ridotta capacità di utilizzare il glucosio, in particolare in condizioni di ischemia. Tale difetto del metabolismo può essere compensato dall’iperglicemia ma, poiché le cellule del muscolo cardiaco rispetto al glucosio preferiscono usare il lattato, l’aumento della disponibilità di questa molecola indotto dalla metformina mette a disposizione un substrato di energia più facilmente utilizzabile.

Nelle conclusioni gli autori hanno ricordato che la metformina è ormai impiegata nella pratica clinica da più di 60 anni. A differenza di tanti farmaci che nel tempo sono stati superati da altri più moderni, la metformina non solo è tuttora oggetto di un ampio uso quotidiano, ma anche di un continuo approfondimento dei suoi effetti e dei suoi possibili benefici.                             

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