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Diabete di tipo 2 e dislipidemia aterogena: la cura migliore è quella che prevede l'associazione di due farmaci?

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Diabete di tipo 2 e dislipidemia aterogena: la cura migliore è quella che prevede l'associazione di due farmaci?

L'associazione fra fenofibrato e simvastatina potrebbe ridurre il rischio di malattie cardiovascolari nelle persone che soffrono di diabete mellito di tipo 2 e di dislipidemia aterogena. È la conclusione dello studio ACCORD Lipid (Action to Control Cardiovascular Risk in Diabetes- Azione per il controllo del rischio cardiovascolare nel diabete), pubblicato sul New England Journal of Medicine.

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Per dislipidemia aterogena si intende la combinazione, nel sangue, fra una concentrazione elevata di trigliceridi (superiore a 200 milligrammi per decilitro di sangue), e bassi livelli (inferiori a 35 mg/dL) di colesterolo HDL, un tipo di colesterolo che riduce il danno a carico delle arterie. Molti pazienti con diabete di tipo 2 soffrono anche di dislipidemia aterogena. In questi casi, trattare il diabete con farmaci, dieta e movimento può non essere sufficiente per curare il paziente e può essere necessario anche prescrivere cure farmacologiche per il controllo del colesterolo e dei trigliceridi.

Il fenofibrato è un farmaco in grado di abbassare la concentrazione nel sangue di trigliceridi e di colesterolo LDL (il tipo di colesterolo che aumenta maggiormente il rischio cardiovascolare), aumentando allo stesso tempo i livelli di colesterolo HDL. La simvastatina, invece, è una molecola (della classe delle statine) in grado di abbassare i livelli di colesterolo LDL.

Lo studio ACCORD Lipid ha arruolato oltre 5.500 pazienti ad alto rischio cardiovascolare con diabete di tipo 2 e alti livelli di colesterolo LDL (diabete e tassi elevati di LDL sono ambedue fattori di rischio cardiovascolare). Il 17% di loro soffriva anche di dislipidemia aterogena. Lo scopo della ricerca era stabilire se la combinazione fra fenofibrato e simvastatina fosse più efficace nella riduzione di eventi cardiovascolari (morte cardiovascolare, infarto e ictus) rispetto alla somministrazione della sola statina. Metà  dei pazienti è stata trattata con simvastatina e fenofibrato e metà  con simvastatina e placebo (compressa priva di attività  farmacologica). Lo studio è durato quasi cinque anni. Durante la ricerca si è osservato un aumento del 70% degli eventi cardiovascolari nei pazienti con dislipidemia aterogena rispetto ai soggetti senza dislipidemia aterogena.

Al termine dello studio, è emerso che solo nei pazienti affetti da diabete di tipo 2 con dislipidemia aterogena, la cura di cinque anni a base di fenofibrato e simvastatina ha ridotto del 31% il rischio cardiovascolare (calcolato sulla base degli eventi avversi verificatisi durante lo studio). Non si sono osservate, invece, differenze significative nei pazienti senza dislipidemia aterogena: in questo caso l'aggiunta di fenofibrato alla terapia con statine non ha dato risultati migliori nella riduzione degli eventi cardiovascolari del solo trattamento con simvastatina.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: The Medical News