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Cure con testosterone negli adolescenti: ci vuole un approccio strutturato

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Cure con testosterone negli adolescenti: ci vuole un approccio strutturato

Un gruppo internazionale di ricercatori, del quale hanno fatto parte anche esperti italiani, ha eseguito una revisione della letteratura sull’uso del testosterone negli adolescenti. I risultati hanno suggerito l’opportunità di applicare protocolli di terapia e monitoraggio standardizzati.

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Negli adolescenti, il testosterone può avere numerosi effetti: dalla promozione dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari e della pubertà, al raggiungimento di un’adeguata massa muscolare, dalla formazione della massa ossea all’ottimizzazione del profilo metabolico, fino alla maturazione psico-sociale e alla percezione del benessere fisico. Farmaci a base di testosterone sono i cardini della cura dell’ipogonadismo nei ragazzi, ma poche ricerche si sono focalizzate, in particolare, sulla valutazione di questa casistica. A partire dalle prime comunicazioni relative alla sintesi farmacologica di questo ormone, ne sono state messe a punto diverse formulazioni, che sono state impiegate negli adolescenti. D’altra parte, nessuna di esse è stata studiata in dettaglio in tale casistica. Un aspetto molto importante dell’utilizzo terapeutico del testosterone è quello dei controlli da effettuare durante la cura. Nella pratica clinica le variabili principali impiegate in tali verifiche sono sia di tipo clinico, che di tipo laboratoristico. Infatti, abitualmente, si programmano visite ogni 3-6 mesi nel corso delle quali si verificano: evoluzione dello sviluppo della pubertà, velocità con la quale aumenta l’altezza e modificazioni della composizione corporea, in termini di massa grassa e di massa magra. Oltre alla valutazione clinica, si eseguono esami di laboratorio e strumentali. Una densitometria ossea può essere utile per verificare la corretta evoluzione del tessuto osseo e un esame radiologico del polso permette di individuare l’età ossea. Mentre sono state proposte Linee Guida che forniscono indirizzi per i controlli da eseguire nel tempo negli adulti, ne mancano di dedicati agli adolescenti e questo fa sì che si eseguano verifiche incomplete. Alcuni studi hanno rilevato che solo nel 26% dei casi era stata valutata la funzione del fegato, nel 13% l’ematocrito e sempre nel 13% la densità minerale dell’osso. Per questi motivi, Stancapiano e colleghi hanno proposto due differenti schemi di verifica da applicare negli adolescenti che richiedono la somministrazione di testosterone. I due protocolli sono dedicati, rispettivamente, ai casi nei quali la cura con testosterone va fatta a lungo termine o a quelli che lo assumono solo temporaneamente. Fra le verifiche consigliate ce ne sono alcune che hanno l’obiettivo di individuare patologie associate all’ipogonadismo per le quali sia controindicato il testosterone.    Considerando l’ampio ventaglio di effetti che il testosterone può sviluppare e tenendo conto dell’eterogeneità delle patologie che determinano l’ipogonadismo precoce, è opportuno fare riferimento a protocolli di cura e di monitoraggio condivisi fra gli specialisti.        

Tommaso Sacco

Fonte: Testosterone Therapy in Adolescent Boys: The Need for a Structured Approach; Hormone Research in Paediatrics 2019, Dec 18.