Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Cosa succede quando un diabetico partecipa a un happy hour?

Notizia |time pubblicato il
Cosa succede quando un diabetico partecipa a un happy hour?

Un gruppo di esperti italiani ha valutato la risposta dell’organismo di persone con diabete di tipo 1 che partecipano agli happy hour, vale a dire a quelle occasioni di incontro nelle quali si bevono aperitivi e si mangiano cibi ricchi di grassi e di proteine. I risultati hanno indicato che un’opportuna preparazione dei malati sulla composizione degli alimenti e la gestione ottimale delle dosi di insulina permettono di controllare il metabolismo del glucosio anche in queste situazioni.

Potrebbe interessarti anche…

Il diabete di tipo 1 compare prevalentemente in bambini e in giovani e, quindi, può condizionare pesantemente la vita, limitando la partecipazione alle occasioni di svago. In particolare riferendosi ai giovani, può limitare la frequentazione dei cosiddetti happy hour, che costituiscono ormai un’abitudine consolidata per stare in compagnia bevendo aperitivi e mangiando spuntini. Gli aperitivi sono spesso alcolici e, quindi, hanno effetti sul metabolismo glicemico. Gli spuntini contengono carboidrati, ma soprattutto grassi e proteine, basti pensare ai salumi e ai formaggi che accompagnano gli “aperitivi cenati”. Non frequentare questi incontri vuol dire essere esclusi dalla socialità dei propri coetanei e parteciparvi, evitando di condividere bevande e cibi con gli amici, non è meno avvilente. In letteratura non c’erano dati relativi alla gestione dell’insulina in queste situazioni e per questo Cipponeri e colleghi hanno eseguito una ricerca mirata a valutare l’effetto dell’assunzione di un popolare aperitivo e dei classici spuntini che lo accompagnano sul metabolismo glicemico di giovani con diabete di tipo 1 trattati con l’insulina. La bevanda è stata quella nella quale viene mescolato un vino frizzante con un famoso aperitivo. Sono stati arruolati 8 giovani adulti con diabete di tipo 1, in cura con il sistema automatico di erogazione dell’insulina mediante pompa. A queste persone è stato chiesto di bere l’aperitivo e di mangiare patatine fritte. Ciascun soggetto è stato sottoposto a due prove: in una ha assunto la dose abituale di insulina basata sulla conta dei carboidrati assunti di solito e nella seconda la dose di insulina è stata personalizzata, facendo riferimento alle calorie che si riteneva sarebbero state introdotte con i grassi e con le proteine dello spuntino. Dopo l’assunzione di bevanda e alimenti sono stati eseguiti prelievi di sangue periodici per ricostruire la curva dell’andamento della concentrazione di glucosio nel sangue. Sulla base di questi dati, sono stati analizzati: il picco di concentrazione di glucosio nel sangue, il tempo intercorso fra l’assunzione di bevanda e alimenti e il raggiungimento del picco, l’area formata dal grafico dei valori della glicemia e i cambiamenti fra le due prove alle quali hanno partecipato le persone arruolate. Queste hanno compilato questionari riguardanti la qualità della vita, la conoscenza del diabete e la capacità di contare i carboidrati della dieta. Dopo avere sottoposto i soggetti arruolati a un programma di addestramento, si è osservata una riduzione dell’area sottostante al grafico dei valori di glicemia registrati fino a 80 minuti dopo l’assunzione di aperitivo e spuntini (0-80 min: - 306, p=non significativo; 40-80 min: - 400, p=0.07), dovuto a dosi di insulina significativamente più elevate (p=0.03) e somministrate per un periodo più lungo. Con questo approccio si è osservata anche una riduzione del valore massimo di glicemia raggiunto nella prova e del tempo nel quale esso si è sviluppato. Inoltre, si sono rilevati miglioramenti del benessere psicologico e affettivo e delle conoscenze sugli alimenti.

Nelle conclusioni, gli autori hanno evidenziato che un programma di addestramento dedicato alla conta dei carboidrati, ma anche dei grassi e delle proteine, e alla gestione dell’insulina è in grado di migliorare il controllo della glicemia. Questo è particolarmente importante perché permette ai giovani di partecipare agli eventi sociali più alla moda, senza compromettere il controllo della glicemia.       

Tommaso Sacco

Fonte: Insulin Management for Type 1 Diabetic Patients During Social Alcohol Consumption: The SPRITZ Study; Current Diabetes Reviews, 2020;16(6):619-627.