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Conseguenze sul sistema endocrino di farmaci comunemente usati per il dolore, per la diarrea o per la tosse

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Conseguenze sul sistema endocrino di farmaci comunemente usati  per il dolore, per la diarrea o per la tosse

Una revisione degli articoli pubblicati ha concluso che farmaci spesso impiegati per controllare il dolore, la diarrea o la tosse interferiscono con il sistema endocrino.

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Per controllare sintomi molto diversi tra loro, come dolore, diarrea e tosse, si usano farmaci che appartengono a una categoria, o classe, definita degli oppioidi. Questa denominazione si riferisce al fatto che le molecole di tali prodotti hanno caratteristiche chimiche simili a quelle dei derivati dell’oppio, anche se i loro effetti sono diversi e, dei derivati dell’oppio, non hanno i gravi effetti indesiderati. Gli oppioidi sono utilizzati nella cura della diarrea, della tosse e soprattutto del dolore. Negli ultimi 20 anni, l’uso degli oppioidi nel controllo del dolore è aumentato sensibilmente negli Stati Uniti e in molti altri paesi, ma meno in Italia, mentre nel nostro Paese continuano a essere ampiamente usati nella diarrea, dato che la loperamide è l’antidiarroico più impiegato e può essere acquistato anche senza ricetta. Poco noti sono gli effetti negativi di questi farmaci sul sistema endocrino , fra i quali ci sono alterazioni delle concentrazioni nel sangue di diversi ormoni come il testosterone, il cortisolo e la prolattina.

Demarest SP e coll. hanno effettuato una revisione degli articoli pubblicati sugli effetti degli oppioidi sull’ipotalamo, sull’ipofisi e sul metabolismo dell’osso.

In base agli studi analizzati, gli oppioidi sembrano alterare sia la produzione degli ormoni prodotti dall’ipofisi sia il metabolismo dell’osso. L’effetto più importante e frequentate, in entrambi i sessi, è l’ipogonadismo, condizione caratterizzata da alterazioni della funzione delle ovaie o dei testicoli e della produzione degli ormoni da essi secreti. Alcuni studi hanno riportato una variazione dei livelli di ormoni prodotti dalla tiroide e di ormone della crescita, anche se questi effetti dovranno essere studiati più approfonditamente. Infine, vi sono dati che indicano che gli oppioidi sono associati a un aumento del rischio di fratture delle ossa, anch’esso probabilmente da porre in relazione con l’ipogonadismo, e al rischio di cadute.

Gli autori hanno concluso che sono necessari nuovi studi al fine di determinare quali oppioidi siano associati a un rischio maggiore di causare alterazioni della funzione endocrina e di stabilire chi, fra le persone che li assumono, debba essere valutato e trattato. Inoltre, la ricerca futura dovrà cercare di stabilire quanto tempo passa tra l’inizio della terapia con oppioidi e lo sviluppo di cambiamenti ormonali, e se l’interruzione del trattamento possa riportare gli ormoni a livelli normali.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Opioid endocrinopathy; Endocrine Practice 2015;21(2):190-8.