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Confronto fra i diversi indici di adiposità e di composizione corporea nella predizione della sindrome metabolica nel bambino e nell’adolescente obeso

Parere degli esperti |time pubblicato il
Confronto fra i diversi indici di adiposità e di composizione corporea nella predizione della sindrome metabolica nel bambino e nell’adolescente obeso

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


L’obesità è fortemente correlata alla sindrome metabolica (MetS), la quale si associa significativamente alle malattie cardiovascolari e al diabete mellito di tipo 2 (T2DM). A causa del globale aumento dell’obesità si è assistito a un incremento imponente della MetS nella popolazione, con le previste conseguenze di tipo medico e quindi anche economico.

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La gestione clinica dell’eccesso ponderale e all’obesità ha sollecitato la creazione di indici antropometrici utili a definire dettagliatamente l’eccesso ponderale e la distribuzione del grasso corporeo, il quale notoriamente è il fattore determinante delle complicanze cardiometaboliche. Questi indici surrogati di adiposità e/o disposizione viscerale del grasso sono regolarmente impiegati nella gestione clinica del paziente, in quanto le tecniche più raffinate, che riconoscono la reale quantità e disposizione di grasso, come la DEXA e la RMN sono costose e implicano un notevole impegno organizzativo. Ci sono peraltro altre tecniche quali la impedenziometria e la misurazione delle pliche cutanee, le quali però rispecchiamo solamente la quantità totale di grasso e quello sottocutaneo, rispettivamente.

Tra questi indici, il body mass index (BMI) è stato il primo ad essere creato, però ha la grande limitazione di non discriminare la massa grassa da quella magra, per cui un body builder può avere lo stesso BMI di un sedentario affezionato della televisione, ovviamente perché i due possono avere lo stesso peso, anche se qualitativamente diverso.

Nei bambini e negli adolescenti, siccome il BMI varia con l’età e il sesso, è necessario l’utilizzo di alcuni accorgimenti, come l’impiego di percentili adatti o l’utilizzo dello z-score, che è molto più esatto in quanto ci dice esattamente di quante deviazioni standard la misurazione ottenuta in un soggetto si discosta dalla media per quell’età e per quel sesso.

A causa di questi limiti del BMI e in considerazione anche del fatto che sono l’eccesso di grasso in un individuo e la sua disposizione ad essere importanti, sono stati creati altri indici che tengono in considerazione questi parametri.

Sono stati allestiti quindi indici di adiposità come il Fat Mass Index (FMI) e il Tri-Ponderal Mass Index (TMI) e indici di distribuzione del grasso quali la circonferenza addominale (WC), il Model of Adipose Distribution (MOAD), il Visceral Adiposity Index (VAI) e il Waist-to-Height ratio (WtHR). In aggiunta a questi esiste anche il Fat-free Mass Index (FFMI) il quale, pur essendo considerato più un indicatore dello stato nutrizionale nei soggetti sani e in quelli malati, è stato impiegato anche come fattore predittivo di MetS. In aggiunta, recentemente abbiamo proposto un ulteriore indice, il Body Mass Fat Index (BMFI), il quale normalizza il BMI per la composizione corporea e la circonferenza addominale [1].

Il grosso problema di questi indici, nonostante siano stati spesso utilizzati in studi scientifici, è che non vi è un accordo su quale sia il più accurato, sia nei bambini sia negli adulti.

Per dare una risposta a questo quesito, abbiamo pensato di confrontare tra di loro tutti questi indici per verificare quale fosse il più accurato nell’identificare la sindrome metabolica in età pediatrica. Abbiamo inoltre calcolato, per ognuno di essi, suddivisi per sesso e per età, il valore soglia che permettesse di escludere o identificare la sindrome metabolica.

Metodi

A tal scopo, abbiamo valutato 1332 bambini e adolescenti (778 femmine e 554 maschi), di età media 14,4±1,8 (range 10-17) anni, altezza SDS 0,28±1,05 (range 3,38-4,35) e BMI SDS 2,99±0,55 (2,01-5,06), seguiti presso il nostro ambulatorio per l’obesità.

Tutti i soggetti erano nati a termine, caucasici tranne 27, ed erano affetti da obesità semplice, essendo state escluse tutte le cause ormonali e genetiche. Nessuno assumeva farmaci noti per influenzare il metabolismo. 127 erano prepuberi e 683 presentavano uno stadio puberale secondo Tanner compreso fra 2 e 4, mentre 522 erano completamente sviluppati (stadio 5).

L’altezza era stata misurata con uno stadiometro Harpender, il peso misurato mentre indossavano indumenti leggeri e la circonferenza addominale valutata a metà fra il limite inferiore dell’arco costale e quello superiore della cresta iliaca. La pressione sanguigna è stata misurata con uno sfigmomanometro.

La composizione corporea, classificata come fat mass (FM), fat mass percentage (FM%), fat-free mass (FFM) e fat-free mass percentage (FFM%), è stata valutata mediante impedenza bioelettrica (tetrapolar impedance meter [Human-IMScan; DS-Medigroup, Milan, Italy]).

Le analisi di laboratorio sono state eseguite con sistema automatizzato (Roche) e in tutti i pazienti è stata valutata la tolleranza glucidica mediante carico orale di glucosio eseguito con metodica standard (1,75 g di glucosio/kg fino a un massimo di 75 g con prelievi ai tempi 0, 30, 60, 90, 120 min).

Sono stati definiti obesi i ragazzi il cui BMI superava il 97° percentile.

Abbiamo calcolato I seguenti indici:

  1. BMFI: BMI x FM (%) x WC (cm);
  2. FFMI [13]: fat-free mass in kg/height in m2;
  3. FMI [4]: fat mass in kg/height in m2;
  4. TMI [5]: mass in kg/height in m3;
  5. WtHR [8]: WC (cm)/height (cm).
  6. BMI SDS [17]: (BMI-mean BMI [for age and sex])/SD

La diagnosi di alterata tolleranza glucidica è stata giudicata in accordo ai criteri dell’American Diabetes Association [2]. La pressione sanguigna è stata confrontata con i valori di normalità per l’età e la presenza di MetS giudicata in accordo ai criteri della International Diabetes Federation (IDF) per la diagnosi di MetS nei bambini e ragazzi [3].

Tutti i dati sono stati quindi sottoposti ad approfondita analisi statistica. Per ognuno degli indici è stato inoltre calcolato, per sesso e per età, il valore soglia (cutoff) che permettesse di escludere o identificare la sindrome metabolica.

Risultati e discussione

L’analisi del campione di obesi ha rilevato innanzitutto che le femmine erano più frequentemente afflitte dalla sindrome metabolica rispetto ai maschi, in accordo con la letteratura. La frequenza di soggetti diabetici, similmente a quanto rinvenuto negli altri Paesi europei, è risultata essere anch’essa bassa.

Per quanto riguarda invece più direttamente lo scopo del nostro studio, il confronto cioè tra i vari indici, abbiamo innanzitutto trovato un’ottima correlazione tra ognuno di loro, ma non siamo riusciti a identificare un indice che fosse più accurato rispetto agli altri.

Riguardo al potere predittivo di questi indici, abbiamo riscontrato poi che il potere predittivo negativo era per tutti gli indici molto più elevato rispetto al valore predittivo positivo, il che suggerisce che questi indici risultano più utili per escludere che per identificare la MetS.

In conclusione, in contrasto con la nostra ipotesi iniziale, abbiamo dimostrato che il BMI – il più classico e semplice indice da calcolare – fornisce gli stessi risultati degli indici che tengono in considerazione anche la composizione corporea e la distribuzione del grasso corporeo.

Una potenziale spiegazione di questo risultato è che la popolazione da noi studiata era abbastanza omogenea e quindi non avendo confrontato obesi versus atleti con imponente massa muscolare, la differente composizione corporea e distribuzione del grasso non ha giocato un ruolo determinante.

Concludendo, per la sua affidabilità, facilità di calcolo e indipendenza da sofisticate e costose tecnologie il BMI è l’indice da privilegiare per valutare il rischio di sindrome metabolica in età pediatrica.

Giorgio Radetti - Marienklinik, Bolzano

Bibliografia

  1. Radetti G, Fanolla A, Grugni G, et al. Indexes of adiposity and body composition in the prediction of metabolic syndrome in obese children and adolescents: Which is the best? Nutr Metab Cardiovasc Dis 2019 Nov;29(11):1189-1196.
  2. Kurian MJ, Carracher AM, Close KL. American Diabetes Association 78th scientific sessions. J Diabetes 2018. https://doi.org/10.1111/1753-0407.12830.
  3. Zimmet P, Alberti KG, Kaufman F, et al.; IDF Consensus Group. The metabolic syndrome in children and adolescents - an IDF consensus report. Pediatr Diabetes 2007 Oct;8(5):299-306.