Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Classificazione e diagnosi del diabete

Notizia|timepubblicato il
Classificazione e diagnosi del diabete

Il secondo aggiornamento tratto dalle Linee Guida 2019 della Società Americana del Diabete (American Diabetes Association: ADA) è dedicato alla classificazione e alla diagnosi del diabete.  

Potrebbe interessarti anche…

La seconda serie di raccomandazioni delle Linee Guida dell’ADA è dedicata alla classificazione e alla diagnosi del diabete. Si tratta di una sezione molto articolata nella quale si forniscono indicazioni sia sul diabete di tipo 1 che sul diabete di tipo 2. Nell’introduzione si anticipa che si tratta di due malattie diverse, con quadri clinici che possono variare in maniera molto ampia, ma si aggiunge che in alcuni casi al momento della diagnosi non è possibile distinguere fra i due tipi di diabete. Infatti, l’approccio tradizionale, che parte dal presupposto che il diabete di tipo 2 si manifesti solo negli adulti e quello di tipo 1 solo nei bambini, è superato. È vero invece che il diabete di tipo 1 si presenta in maniera diversa nei bambini rispetto agli adulti. Dopo aver chiarito che in ambedue i tipi di diabete fattori genetici e ambientali concorrono allo sviluppo della malattia, si entra in maggiore dettaglio sui meccanismi di danno a carico delle cellule beta che producono l’insulina. A proposito degli esami utili per la diagnosi, si conferma che glicemia a digiuno, glicemia alla seconda ora, curva da carico di glucosio ed emoglobina glicata sono gli esami fondamentali e, in generale, sono tutti appropriati, sia per individuare il diabete, sia per diagnosticare la condizione di pre-diabete, vale a dire quella nella quale c’è già un’alterazione del metabolismo degli zuccheri, ma non c’è un diabete vero e proprio. Si propongono una serie di raccomandazioni sull’interpretazione dei risultati dell’emoglobina glicata. Oltre a sottolineare l’importanza dell’impiego di metodi di laboratorio che rispondono a specifici standard, si suggerisce che eventuali discordanze fra gli esiti di questo esame e della glicemia a digiuno possono essere attribuite a errori nel dosaggio dell’emoglobina glicata, oppure alla presenza di malattie o di condizioni particolari come la gravidanza. Nelle Linee Guida si forniscono anche i valori di riferimento per la diagnosi del diabete. In particolare:

  • glicemia a digiuno maggiore o uguale a 126 mg/dl (7.0 mmol/L), rilevata con prelievo effettuato in un soggetto che non abbia assunto cibo nelle 8 ore precedenti

oppure

  • glicemia maggiore o uguale a 200 mg/dl (11.1 mmol/L), rilevata dopo due ore dalla somministrazione del glucosio, in occasione della curva da carico di glucosio. A proposito di questo esame si riporta che il metodo di esecuzione dovrebbe essere quello stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con un carico di glucosio di 75 gr diluiti in acqua

oppure

  • emoglobina glicata maggiore o uguale a 6.5% (48 mmol/mol)

oppure

  • glicemia maggiore o uguale a 200 mg/dl (11 mmol/L), rilevata in qualsiasi momento  in un malato con i sintomi classici dell’iperglicemia o con una crisi iperglicemica.

Particolarmente interessante è la parte dedicata al pre-diabete, che gli autori definiscono come una condizione nella quale i valori di glicemia sono più elevati della norma, ma non abbastanza da definire la presenza del diabete. In questo ambito distinguono il quadro nel quale si osserva l’alterazione della glicemia a digiuno, da quello in cui si rileva un aumento della glicemia in occasione della curva da carico di glucosio. Per quanto riguarda i dati di laboratorio utili a individuare questa condizione si indica quanto segue:

  • alterata glicemia a digiuno: glicemia a digiuno compresa fra 100 e 125 mg/dl (5.6-6.9 mmol/L)
  • intolleranza al carico di glucosio: glicemia compresa fra 140 e 199 mg/dl (7.8-11 mmol/L) rilevata, durante la curva da carico, a 2 ore dalla somministrazione del glucosio.

Sempre a proposito del pre-diabete si forniscono indicazioni sui contesti nei quali può essere opportuno eseguire screening per la diagnosi precoce.  

Tommaso Sacco

Fonte: Improving Care and Promoting Health in Populations: Standards of Medical Care in Diabetes-2019. Diabetes Care 2019;42(Suppl. 1):S13–S28.