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Il caso di una bambina di 3 anni e mezzo con diabete di tipo 2

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Il caso di una bambina di 3 anni e mezzo con diabete di tipo 2

Al Congresso della Società Europea per lo studio del Diabete (European Association for the Study of Diabetes: EASD) è stato presentato il caso di una bambina di 3 anni e mezzo con diabete di tipo 2. Molte caratteristiche della bambina, a cominciare da un eccesso di peso molto marcato, rappresentavano importanti fattori di rischio per lo sviluppo dellla malattia.

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Yafi e Collins, del Dipartimento di Endocrinologia pediatrica dell’Università del Texas a Houston (Stati Uniti), hanno presentato il caso di una bambina ispanica, cioè nata da una famiglia originaria del Centro America, di 3 anni e mezzo che si era recata presso il loro reparto per obesità. La sua storia clinica precedente non aveva evidenze rilevanti e alla nascita pesava 3.2 kg. Nella sua famiglia c’erano numerosi casi di obesità, ma nessuno di diabete, e l’alimentazione della bambina era inadeguata e senza alcun controllo sull’introduzione di grassi e calorie. Alla visita erano state riferite quantità eccessive di liquidi bevuti, ovvero polidipsia, e di urina eliminata, cioè poliuria. La bambina all’accesso in ospedale pesava 35 kg, un valore quasi doppio di quello massimo previsto per la sua età e altrettanto elevato era l’Indice di Massa Corporea. Non erano presenti alterazioni delle funzioni delle ghiandole surrenali o della tiroide. I controlli di laboratorio hanno rilevato una glicemia di 230 mg/dl e un’emoglobina glicata di 7.2%. Ambedue questi valori ampiamente sopra quelli massimi della norma. Normali erano invece i livelli dei grassi nel sangue e quelli degli esami di laboratorio indicativi della funzione del fegato. Con opportune prove, è stata esclusa la presenza di diabete di tipo 1. Una volta formulata la diagnosi di diabete di tipo 2, è stato chiesto ai genitori di modificare alimentazione e abitudini di vita della bambina, compreso un aumento dell’attività fisica, ed alla bambina è stata prescritta la metformina, un farmaco usato per migliorare il metabolismo degli zuccheri. Con la riduzione del peso, che è stata significativa, si è ottenuta una normalizzazione della glicemia, che si è mantenuta anche dopo che, in maniera progressiva, è stata ridotta la dose di metformina. Sei mesi dopo la diagnosi, il peso della bambina era sensibilmente ridotto, si erano normalizzati tutti i valori di laboratorio e la terapia era stata sospesa.

Nelle conclusioni, gli autori hanno raccomandato di controllare, il più precocemente possibile, i bambini obesi per individuare al più presto un eventuale diabete, modificare le abitudini di vita e prescrivere una cura adeguata. Questo, secondo quanto da loro osservato, può guarire il diabete.

Tali raccomandazioni dovrebbero essere tenute in considerazione dai pediatri italiani in quanto, nel nostro Paese, l’obesità nei bambini ha una delle frequenze più elevate fra tutti i paesi europei: il 36% dei maschi e il 34% delle femmine. Solo in Grecia l’obesità è più diffusa in età pediatrica, mentre negli Stati Uniti, considerati da tanti la “patria” degli obesi, nei bambini questo problema è meno frequente rispetto all’Italia.

Tommaso Sacco

Fonte: A toddler with type 2 diabetes. Diabetologia 2015;58(S1):S152-3.

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