Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Carenze di vitamina D nei mesi invernali per bambini e adolescenti

Notizia |time pubblicato il
Carenze di vitamina D nei mesi invernali per bambini e adolescenti

Una ricerca eseguita in Grecia ha valutato le variazioni delle concentrazioni di vitamina D nel sangue di bambini e adolescenti durante l’anno. I risultati hanno dimostrato che, fra gennaio e aprile, i livelli di vitamina D erano bassi nella maggior parte dei soggetti studiati.

Potrebbe interessarti anche…

La vitamina D, indispensabile per l’organismo, più che dal cibo deriva dalla produzione “interna” all’organismo stesso che avviene nella cute. Il fatto che ci sia questa auto-produzione e che essa sia favorita dall’irradiazione solare, fa nascere l’equivoco secondo il quale nei Paesi mediterranei, come l’Italia o la Grecia, il rischio di carenza sia molto basso. Invece, nonostante l’intensità dei raggi del sole sia effettivamente maggiore rispetto ai Paesi nordici e il clima faciliti la vita all’aria aperta, la carenza di vitamina D è frequente anche nei Paesi del Mediterraneo. Feketea e colleghi hanno eseguito uno studio per valutare, in bambini e in adolescenti, la frequenza di carenza e di insufficienza di vitamina D e le variazioni della sua concentrazione nel sangue nel corso dell’anno. Un aspetto interessante della ricerca è che i soggetti coinvolti vivevano in una zona della Grecia posta alla stessa latitudine del sud della Sicilia. Questo significa che il clima e l’irradiazione solare erano i più favorevoli per una intesa produzione di vitamina D da parte dell’organismo. Un fattore che è stato considerato nell’analisi è quello dell’applicazione di creme con schermi solari durante l’estate. Questa abitudine, diffusasi a seguito degli allarmi sui danni provocati alla pelle dall’irritazione dovuta all’eccessiva irradiazione solare, ha dimostrato, in altri studi, di ridurre i livelli di vitamina D nella popolazione pediatrica. La casistica analizzata è stata ampia: 376 soggetti, 184 maschi e 192 femmine, con un’età media di 7.6 ± 4.9 anni. I prelievi per misurare la concentrazione di vitamina D nel sangue sono stati eseguiti in diverse occasioni, per un periodo totale di 13 mesi. La carenza di vitamina D è stata definita con livelli inferiori a 20 ng/ml, quello di insufficienza con valori compresi tra 20 e 30 ng/ml, mentre si è considerata sufficiente una concentrazione superiore a 30 ng/ml. I risultati hanno indicato che insufficienza o carenza di vitamina D erano presenti nel 66.2% dei bambini e degli adolescenti inclusi nello studio. I mesi nei quali si sono rilevate le frequenze più elevate di carenza e di insufficienza sono stati quelli compresi fra dicembre e aprile, cioè quelli dell’inverno e dell’inizio della primavera. Al contrario, le concentrazioni più elevate di vitamina D si sono ottenute tra luglio e ottobre (comprese fra 30.1 ± 10.6 ng/ml e 34.6 ± 8.7 ng/ml). Differentemente da quanto osservato da altri autori, nei soggetti ai quali erano state applicate, sulla spiaggia (p=0.001) o fuori dalla spiaggia (p<0.001), creme contenenti schermi solari le concentrazioni di vitamina D, le concentrazioni di vitamina D sono state più alte. La possibile spiegazione di questa evidenza, apparentemente contraddittoria, potrebbe essere che i soggetti ai quali venivano messe le creme erano anche quelli che stavano più ore al sole e che, grazie a questo, hanno prodotto più vitamina D, nonostante l’effetto dei filtri solari. Infine, soggetti con carenza o con insufficienza erano significativamente più grandi di età, rispetto a quelli con livelli normali di vitamina D, mentre l’età non ha avuto alcun impatto.

I dati raccolti in questa ricerca hanno dimostrato che, la maggior parte dei bambini e degli adolescenti ha una carenza o una insufficienza di vitamina D fra dicembre e aprile. Sulla base di tali evidenze, gli autori hanno raccomandato di somministrare integratori a base di vitamina D almeno in tale periodo.    

I risultati di questa ricerca sono importanti per vari motivi. Innanzi tutto perché confutano una volta di più il presupposto infondato che vivere in Paesi mediterranei mette al sicuro, a priori, dal rischio di carenza di vitamina D. Anni fa, ricercatori italiani raccolsero dati simili, in una casistica di soggetti pediatrici della provincia di Pisa, ma che quest’altro studio sia stasto fatto in un’area corrispondente, per clima e irradiazione solare, alle Provincie di Siracusa e Ragusa, indica che anche all’estremo Sud dell’Italia la carenza e l’insufficienza di vitamina D possono essere frequenti. L’ultimo spunto di riflessione è che, pur in assenza di prove conclusive sulla capacità della vitamina di prevenire l’infezione da COVID 19, restano le evidenze del suo contributo al buon funzionamento, in generale, delle risposte immunitarie. Perciò, in un periodo come l’attuale in cui è indispensabile che il sistema immunitario sviluppi la sua massima efficienza, è bene sapere se c’è un rischio di carenza di questa vitamina in bambini e adolescenti, eventualmente per correggerla. A questo proposito, nell’articolo si riportano le dosi raccomandate dall’Accademia Europea di Pediatria (European Academy of Pediatrics: EAP) per i soggetti a rischio di carenza: neonati 400–1000 UI al giorno e bambini e adolescenti 600–1000 UI al giorno.       

Tommasso Sacco

Fonti