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La carenza di ormone della crescita ha un ruolo nella gravità dell’infezione da COVID-19

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La carenza di ormone della crescita ha un ruolo nella gravità dell’infezione da COVID-19

Un gruppo di ricercatori italiani ha fatto il punto sull’effetto della carenza di ormone della crescita sull’andamento dell’infezione da SARS-CoV-2. Numerose evidenze suggerirebbero che la carenza di ormone della crescita contribuirebbe, nelle persone anziane e negli obesi, a peggiorare il decorso dell’infezione.

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Nell’introduzione al loro articolo, Masi e colleghi hanno ricordato che l’infezione da SARS-CoV-2 assume un andamento variabile da soggetto a soggetto. Fra i fattori che lo condizionano ci sono sesso ed età. È noto che la secrezione di ormone della crescita è complessivamente maggiore, nelle femmine rispetto ai maschi, in tutte le fasce di età e che gli ormoni sessuali da una parte influenzano la produzione di GH e, dall’altra, possono modificare la disponibilità di IGF-1 in vari tessuti e l’espressione dei recettori del GH. Secondo statistiche raccolte in Cina, la prevalenza dell’infezione da SARS-CoV-2 è stata dell’1% nella fascia di età da 10 a 19 anni, dell’8% in quella da 20 a 29 anni e dell’87% nelle persone di età compresa fra 30 e 79 anni. A questo riguardo Lubrano e colleghi hanno fatto notare che la secrezione del GH nelle stesse fasce di età ha un andamento inverso, essendo massima fino alla pubertà e diminuendo progressivamente dai 20 anni in poi. Dopo aver ricordato che l’obesità è un altro fattore di prognosi negativa per l’infezione da SARS-CoV-2 e che negli obesi la secrezione di GH è ridotta, gli autori sono passati a descrivere gli effetti dell’ormone della crescita sul funzionamento del sistema immunitario, per concludere che una carenza di GH può contribuire a rendere meno efficace la risposta mediata dai linfociti T e B. Un altro aspetto descritto da Lubrano e colleghi è quello della carenza di vitamina D che si osserva negli obesi e nelle persone con ridotta secrezione di GH. A questo riguardo il meccanismo proposto è: l’obesità e/o la carenza di GH determinerebbe un’inadeguata concentrazione di vitamina D, che ridurrebbe l’efficienza della risposta immunitaria. Un ulteriore argomento trattato dall’articolo è quello dell’effetto positivo del GH sui polmoni, che verrebbe anch’esso a mancare in chi ha una carenza dell’ormone, favorendo il peggioramento del quadro respiratorio nelle persone con infezione da SRAS-CoV-2. Sulla base di tutte queste premesse, Lubrano e colleghi hanno formulato l’ipotesi che basse dosi di GH ricombinante possano essere usate per supportare le funzioni del sistema immunitario e dell’apparato respiratorio in persone con infezione da SARS-CoV-2, che abbiano una carenza di ormone della crescita, come gli anziani e i maschi obesi, e non abbiano neoplasie.

Fatta la premessa che Lubrano e colleghi hanno basato la loro proposta su ipotesi fisiopatologiche e non su evidenze di efficacia clinica, resta il fatto che sarebbe interessante verificare la fondatezza di tali ipotesi.

Tommaso Sacco

Fonte: Is growth hormone insufficiency the missing link between obesity, male gender, age and COVID-19 severity? Obesity (Silver Spring). 2020 Aug 17:10.