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Anticipo della pubertà e ruolo dell’ambiente

Parere degli esperti

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Anticipo della pubertà e ruolo dell’ambiente
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

La pubertà è quel periodo della vita che porta gradualmente al raggiungimento della completa maturazione sessuale e della fertilità. Esso è caratterizzato dalla comparsa e successivo sviluppo dei caratteri sessuali, da una crescita somatica particolarmente veloce e da modificazioni psicologiche. I tempi di inizio dello sviluppo puberale sono discretamente variabili da soggetto a soggetto e sono determinati da fattori genetici, etnici e ambientali. Nelle femmine l’inizio della pubertà avviene mediamente a 10 anni, in un arco di età che va dagli 8 ai 12 anni, nei maschi tale inizio è più tardivo con una media intorno agli 11 anni e un range che va dai 9 ai 14 anni. Se la pubertà inizia prima di quello che è considerato il limite inferiore della norma, cioè degli 8 anni nelle femmine e dei 9 anni nei maschi , viene definita precoce. La pubertà precoce può avere delle cause patologiche e delle conseguenze negative per cui è necessario cercare di individuarne la eventuale causa e valutare l’opportunità di un trattamento. Negli ultimi venti anni si è osservata, in tutti i paesi industrializzati, una tendenza all’anticipo dell’inizio della pubertà; questo fenomeno si è osservato prima e in maniera più netta ed evidente nelle femmine (1). Sempre più spesso i genitori notano, con una certa apprensione,  l’inizio dello sviluppo della ghiandola mammaria, comunemente identificato anche dal termine bottone mammario, in bambine di età compresa tra gli 8 e i 9 anni, o anche tra i 7 e gli 8 anni (2). Recentemente, è stato chiaramente documentato come anche nei maschi, nei paesi industrializzati, la pubertà tenda ad anticipare, indipendentemente dall’etnia (3,4). Oggi, mediamente la pubertà inizia dai 6 ai 24 mesi prima rispetto a 40 anni fa,  come se la coda della curva di distribuzione dell’età di inizio della pubertà si fosse spostata verso il basso. Questa evenienza si verifica con discreta frequenza e oltre a generare una certa ansia genitoriale, pone il pediatra di famiglia, in prima battuta, e il pediatra endocrinologo successivamente, nella necessità di porre una diagnosi differenziale tra pubertà precoce, condizione patologica che richiede un intervento terapeutico, e pubertà anticipata, variante della norma (5).

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In questo articolo si discutono i possibili meccanismi alla base di questa tendenza all’anticipo dell’inizio della pubertà.

Meccanismi fisiologici che regolano l’inizio della pubertà

Le gonadi, ovaio e testicolo, sono regolate, come altre ghiandole endocrine, da  un sistema di controllo, detto a feed-back, che comprende diversi livelli, il primo dei quali è nell’ipotalamo, quindi nell’ambito del Sistema Nervoso Centrale, il secondo nell’ipofisi, ghiandola situata alla base del cervello, che controlla e orchestra quasi tutti gli assi endocrini, e il terzo è rappresentato dalle gonadi stesse. L’inizio della pubertà coincide con l’inizio dell’attività di stimolo da parte dell’ipotalamo, tramite la produzione pulsatile dell’ormone GnRH (Gonadotrophin Releasing Hormone), dell’ipofisi, che a sua volta risponde producendo con modalità pulsatile due ormoni, le gonadotropine, FSH (Follicle Stimulating Hormone) e LH (Luteinizing Hormone), che stimoleranno la maturazione delle gonadi, con conseguente produzione da parte di queste degli ormoni sessuali propriamente detti, cioè gli estrogeni e gli androgeni. Il momento in cui l’ipotalamo da l’avvio all’inizio della pubertà dipende, come anticipato, da fattori genetici, da fattori etnici, dallo stato di salute, da fattori nutrizionali  e da fattori ambientali. Tutti questi fattori agiscono influenzando l’attività di una fitta e complessa rete di neuroni ipotalamici che controllano con effetto di stimolo o di inibizione i neuroni deputati a produrre il GnRH, da cui dipende l’inizio della pubertà. I neuroni esercitano il loro effetto di controllo sulla produzione di GnRH tramite il rilascio di neurotrasmettitori stimolanti  o inibenti, ma a loro volta sono influenzati da sostanze circolanti, (fattori di crescita, ormoni, etc…) provenienti dalla periferia.

Fattori che influenzano la variabilità dei tempi della pubertà

Il 70-80% della variabilità nei tempi di sviluppo puberale può essere spiegato da fattori genetici. Questi ultimi determinano la differenza nei tempi di sviluppo tra maschi e femmine così come la correlazione tra i tempi di sviluppo dei figli rispetto a quelli del genitore dello stesso sesso. Tale correlazione è facilmente dimostrabile osservando i dati relativi all’età del menarca, la prima mestruazione, in madri e figlie, ma ancor di più quelli delle gemelle identiche, rispetto alle gemelle non identiche (differenza media nell’età del menarca di 2 mesi nel primo caso e di 12 mesi nel secondo caso). Con meccanismi genetici, anche l’etnia influenza i tempi di sviluppo puberale, per esempio sia l’età dell’inizio della pubertà che quella del menarca differiscono sensibilmente tra americani bianchi caucasici, afroamericani e ispanici; tuttavia tale effetto è difficile da valutare perché è strettamente intrecciato con fattori ambientali ed è difficile stabilire quanto dipenda dall’etnia e sia geneticamente determinato e quanto dall’ambiente. Altri fattori che influenzano la variabilità dei tempi della pubertà sono fattori ambientali come: stress, condizioni climatiche e ciclo luce-buio, ma un ruolo molto importante è oggi attribuito ai fattori nutrizionali sia intrauterini che postnatali.

Ci si è chiesto quindi quali fattori ambientali modificatisi sensibilmente negli ultimi decenni possano spiegare l’anticipo osservato nell’inizio della pubertà.

Anticipo puberale e ambiente

L’anticipo  nel timing della pubertà è stato più volte imputato al miglioramento dell’alimentazione, dello stato di salute e dello stato socio-economico. Indubbiamente questi fattori sono responsabili dell’anticipo sia dell’inizio della pubertà che del menarca già osservati nel corso dei secoli, il così detto “trend secolare”. Ma ciò che è avvenuto negli ultimi decenni è che le modificate abitudini alimentari e di stile di vita delle ultime generazioni hanno determinato un esponenziale aumento del sovrappeso e dell’obesità infantile; d’altra parte è ormai scientificamente provato che la quantità di grasso corporeo gioca un ruolo cruciale nell’avvio della pubertà.   E’ osservazione comune che i bambini, ma soprattutto le bambine sovrappeso iniziano la pubertà prima dei loro coetanei magri e numerosi studi hanno osservato una significativa correlazione tra il peso corporeo espresso come BMI (Body Mass Index) ad ogni età e grado di maturazione dei caratteri sessuali (6,3). Indagini su vaste popolazioni hanno dimostrato che tanto più elevato è il BMI tanto più precoce è l’inizio della pubertà, inoltre la differenza tra BMI di soggetti che hanno iniziato la pubertà e di quelli che non hanno iniziato la pubertà è tanto maggiore, a favore dei primi, quanto minore e l’età (7,8).

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