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Aderenza al trattamento con ormone della crescita: problemi e soluzioni

Intervista |time pubblicato il
Aderenza al trattamento con ormone della crescita: problemi e soluzioni

Le difficoltà che possono limitare l’aderenza al trattamento con ormone della crescita e le soluzioni che permettono di superarle sono descritte in questa intervista a Sabino Pesce, Medico, Specialista in Pediatria Preventiva e Puericultura e Direttore della Unità Operativa Complessa di Malattie Metaboliche ed Endocrinologia dell’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

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In apertura Sabino Pesce ricorda che le due malattie più frequenti per le quali è richiesta la cura con ormone della crescita in bambini e di adolescenti sono la carenza idiopatica di ormone della crescita e la condizione di piccolo per età gestazionale. Ottenere un’elevata aderenza alla terapia cronica in età pediatrica è sempre difficile, in particolare per quanto riguarda quella con ormone della crescita, i fattori che la possono influenzare negativamente nel bambino sono l’età ridotta, i problemi familiari e il dolore alla somministrazione e nel ragazzo la transizione verso l’adolescenza. L’intervistato illustra quindi le soluzioni per i primi problemi citati, che sono: la creazione di un buon rapporto con il bambino e con i suoi genitori e la scelta di un dispositivo per la somministrazione che minimizzi il “trauma” della somministrazione e, possibilmente, permetta di verificare nel tempo se il trattamento viene assunto secondo la prescrizione. Altrettanto importante è mettere i genitori in grado di utilizzare bene il dispositivo scelto dallo specialista. Nell’adolescente si può sviluppare un rifiuto della cura, perché essa viene vista come il risultato di una scelta fatta dai genitori e che gli è stata imposta quando lui era un bambino. In apertura Sabino Pesce ricorda che le due malattie più frequenti per le quali è richiesta la cura con ormone della crescita in bambini e di adolescenti sono la carenza idiopatica di ormone della crescita e la condizione di piccolo per età gestazionale. Ottenere un’elevata aderenza alla terapia cronica in età pediatrica è sempre difficile, in particolare per quanto riguarda quella con ormone della crescita, i fattori che la possono influenzare negativamente nel bambino sono l’età ridotta, i problemi familiari e il dolore alla somministrazione e nel ragazzo la transizione verso l’adolescenza. L’intervistato illustra quindi le soluzioni per i primi problemi citati, che sono: la creazione di un buon rapporto con il bambino e con i suoi genitori e la scelta di un dispositivo per la somministrazione che minimizzi il “trauma” della somministrazione e, possibilmente, permetta di verificare nel tempo se il trattamento viene assunto secondo la prescrizione. Altrettanto importante è mettere i genitori in grado di utilizzare bene il dispositivo scelto dallo specialista. Nell’adolescente si può sviluppare un rifiuto della cura, perché essa viene vista come il risultato di una scelta fatta dai genitori e che gli è stata imposta quando lui era un bambino.

Ottenere un’aderenza soddisfacente a cure croniche continuative in bambini e in adolescenti non è facile, ma, se esse sono indispensabili, non ci si può permettere di fallire. Le soluzioni illustrate in questa intervista possono aiutare a ottimizzare la gestione delle cure con ormone della crescita in pediatria.

Redazione Fondazione Serono