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Tessuto adiposo bruno: una riserva speciale

Anche il tessuto adiposo bruno immagazzina trigliceridi, ma in modo diverso dal tessuto adiposo bianco, poiché diverso è l’obiettivo con cui sono utilizzati: essi servono a produrre calore. La liberazione di energia per produrre calore (energia termica) avviene grazie ad un meccanismo specifico del tessuto adiposo bruno che sfrutta una molecola proteica, contenuta nelle sue cellule, denominata Proteina Disaccoppiante (in inglese Uncoupling Protein: UCP). Grazie a questa proteina, nel tessuto adiposo si “bruciano” gli acidi grassi per produrre calore e senza arricchire le riserve di energia della cellula. Si potrebbe pensare che il tessuto adiposo bianco tenda a “risparmiare” energia e quello bruno a “sperperarla” sotto forma di calore. D’altra parte, questo calore è indispensabile per mantenere efficienti funzioni e strutture dell’organismo. L’attività del tessuto adiposo bruno è stimolata principalmente dal sistema nervoso, e in particolare da quello definito simpatico, attraverso la liberazione di noradrenalina. L’organismo risponde all’esposizione al freddo con un aumento della produzione di calore (termogenesi) da parte del tessuto adiposo bruno, ma lo stesso meccanismo si attiva anche nel periodo immediatamente successivo al pasto: termogenesi post-prandiale.

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Rapporti fra tessuto adiposo bianco e tessuto adiposo bruno

Il rapporto fra i due tipi di tessuto adiposo è sempre stato, ed è tuttora, oggetto di studio e, fra i tanti motivi di interesse, c’è anche un risvolto clinico. Infatti, l’eccesso di peso, e tutte le ripercussioni che esso ha sulla salute, dipendono dall’accumulo di trigliceridi nel tessuto adiposo bianco, mentre il tessuto adiposo bruno ha una marcata tendenza a bruciare energia, più che a conservarla. Molti studi hanno fornito evidenze a conferma della tendenza del tessuto adiposo bianco a sostituire nell’adulto quello bruno, in sedi in cui quest’ultimo normalmente abbonda nel neonato. I risultati di altre ricerche suggerirebbero che, sotto l’effetto di particolari stimoli, si potrebbe invertire questa tendenza. Le dimensioni e i risvolti medici di questi fenomeni di conversione e riconversione sono ancora da approfondire, ma potrebbero fornire soluzioni al trattamento dell’eccesso di peso.

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