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Tessuto adiposo e composizione corporea

Il tessuto adiposo ha una funzione molto più complessa di quanto si ipotizzasse in passato, in quanto non serve solo da deposito di “energia di riserva” per le funzioni dell’organismo, ma produce ormoni e altre molecole. Per questa sua complessità, viene definito anche organo adiposo. Conoscere le sue caratteristiche e le sue funzioni può servire per comprendere meglio lo sviluppo e le modificazioni dell’eccesso di peso.

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Grasso corporeo

Il grasso corporeo, in persone adulte sane, è contenuto per la maggior parte nel tessuto adiposo, che è un tipo di tessuto classificabile come connettivale. Esso è formato da cellule definite adipose, o adipociti, raccolte in gruppi e organizzate in piccoli lobi o lobuli disposti lungo il decorso di vasi sanguigni. Si distinguono due tipi di tessuto adiposo: quello bianco e quello bruno.

Tessuto adiposo bianco

Il tessuto adiposo bianco è di colore bianco-giallastro e questo colore deriva dal fatto di essere meno ricco di vasi sanguigni, rispetto a quello bruno. Il grasso del feto, durante la gravidanza, aumenta nell’ultimo trimestre. Al parto, nell’organismo del neonato ci sono circa 500 gr di tessuto adiposo, in buona parte del tipo bruno. E’ durante il primo anno di vita che inizia l’accumulo di tessuto adiposo bianco, per poi rallentare, e aumentare durante la pubertà, molto di più nelle femmine che nei maschi.

La percentuale di grasso che è contenuta nell’organismo di giovani adulti varia da un 20% negli uomini ad un 25% nelle donne. Nell’uomo adulto, oscillazioni di 3 kg del peso totale del tessuto adiposo sono considerate normali.

Il numero di cellule adipose contenute nel tessuto adiposo bianco aumenta nell’infanzia, poi tende a stabilizzarsi e i nuovi accumuli di grasso si verificano in seguito all’aumento delle dimensioni degli adipociti già esistenti e non allo sviluppo di nuove cellule. Difatti, gli adipociti hanno dimensioni che variano da 20-30 nm fino a 150-200 nm, 5-10 volte più grandi. Il cambiamento delle dimensioni degli adipociti non ha solo un effetto sulla loro struttura, ma anche sulla loro funzione: cellule più piccole rilasciano più facilmente il grasso accumulato, rispetto a cellule molto grandi. Nel volume interno dell’adipocita del tessuto adiposo bianco c’è un unico contenitore (vacuolo) sferico, simile a una grossa goccia, che contiene molecole chiamate trigliceridi. I trigliceridi sono grassi che l’organismo utilizza per immagazzinare energia. Questo vacuolo spinge il nucleo e le altre strutture (organelli) che servono a svolgere le funzioni della cellula a un’estremità.

Il tessuto adiposo bianco è un tessuto plastico, si adatta quindi a diversi tipi di localizzazione e svolge anche la funzione di involucro protettivo per molti organi interni (p.es.: reni). Esso è distribuito in due modalità all’interno dell’organismo:

  • a “fascia” o fasciale: è organizzato in strati o “pannicoli” di vario spessore, prevalentemente sotto la pelle (area sottocutanea);
  • viscerale: localizzato in cavità, come quella dell’addome, definite sierose.

Negli uomini e nelle donne di mezza età che vivono nei paesi più sviluppati si evidenzia una tendenza a un progressivo aumento del grasso corporeo, ma questo non è attribuibile all’invecchiamento, poiché in paesi in via di sviluppo, in cui non c’è un così evidente squilibrio fra le calorie introdotte e quelle spese, non si verifica un simile aumento del grasso corporeo con l’avanzare degli anni.

Nei paesi occidentali, intorno ai 40 anni, si comincia a modificare la composizione dell’organismo e cambia il rapporto fra la massa magra che si riduce e la massa grassa che aumenta. La massa magra è costituita dall’insieme dei tessuti dell’organismo, con l’esclusione del tessuto adiposo. La massa magra si riduce con l’età soprattutto per una progressiva diminuzione del volume dei muscoli. Nelle popolazioni dei paesi più sviluppati si rileva una tendenza generale, negli anni, verso abitudini di vita sempre meno attive e questo contribuisce alla perdita di massa muscolare. Anche diete inadeguate contribuirebbero alla progressiva perdita di massa magra e allo sviluppo di un tessuto adiposo bianco. Infatti i cali di peso drastici e ottenuti con importanti restrizioni delle calorie introdotte provocano una riduzione sia della massa grassa, che della massa magra. In seguito, se il peso aumenta di nuovo, l’organismo avrà una percentuale di massa grassa ancora maggiore di quella che c’era prima del precedente dimagrimento. Inoltre, il tessuto adiposo sarà sempre meno attivo, in quanto costituito da adipociti più grandi di dimensioni e molto meno “vivaci” da un punto di vista metabolico.

Tessuto adiposo bruno

Il tessuto adiposo bruno è molto ricco di vasi sanguigni, riceve numerose fibre nervose ed è costituito da cellule predisposte a un’attività metabolica molto più intensa. Inoltre, il grasso è distribuito in piccole sfere e, a seguito di opportuni stimoli, può essere rilasciato nel sangue molto più rapidamente, rispetto a quanto avviene nel tessuto adiposo bianco. Il tessuto adiposo bruno è situato negli strati sottocutanei della parte alta della schiena, fra le scapole, e nella zona delle ascelle e dell’inguine. Con l’avanzare dell’età, tende a ridursi gradualmente.

Altre localizzazioni delle cellule adipose

Cellule adipose, isolate o distribuite in gruppi, ma non organizzate in un vero e proprio tessuto adiposo, si possono trovare anche nell’ambito di altri tessuti e organi: muscoli, fegato, midollo osseo. Quando sono in eccesso nel fegato si presenta un quadro definito steatosi. E’ interessante notare che il tessuto adiposo tende progressivamente a sostituire il tessuto originale nel midollo osseo, nel timo e nelle mammelle (tessuto mammario).

Distribuzione del grasso corporeo in relazione a età e sesso

Nelle donne, la quota maggiore di tessuto adiposo è distribuita negli strati sottocutanei, invece che nelle cavità sierose, e la distribuzione in corrispondenza di seni e di fianchi si associa con le caratteristiche sessuali secondarie. La localizzazione prevalente alle natiche ed alle cosce è definita distribuzione del grasso ginoide o gluteofemorale, quando si associa a un marcato eccesso di peso si parla di obesità “a pera” che è caratteristica, anche se non esclusiva, del sesso femminile.

Il grasso viscerale, con l’età, conferisce all’addome, soprattutto nell’uomo, la caratteristica forma globosa e se a tale localizzazione, definita “androide”, si accompagna una condizione di obesità, si parla di obesità centrale o obesità “a mela”.

La distribuzione del grasso corporeo va esaminata in ciascun paziente e valutata in maniera adeguata perché è strettamente correlata ai rischi di malattia e di decesso, associati all’eccesso di peso.

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