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Esistono forme di obesità secondaria nelle quali l’eccesso di peso si associa a segni e sintomi che rientrano in un quadro più complesso, provocato da alterazioni dei geni. Queste condizioni, a volte definite Sindromi, sono rare e di solito compaiono già durante l’infanzia. Una di queste condizioni, denominata Sindrome di Prader-Willi è caratterizzata da bassa statura, ritardo mentale e alterazioni dell’apparato riproduttivo.

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A proposito di obesità primaria, si può sicuramente dire che la predisposizione genetica è importante per lo sviluppo e il mantenimento nel tempo dell’eccesso di peso, ma essa interagisce anche con altri fattori come, ad esempio, l’ambiente familiare. A supporto di ciò, una serie di studi ha dimostrato che, circa nel 60-80% dei casi, i bambini obesi hanno uno o entrambi i genitori obesi e nel 9% dei soggetti sovrappeso uno solo dei genitori ha lo stesso problema e normalmente si tratta della madre. Per comprendere se conti di più la predisposizione genetica o l’ambiente familiare, sono stati eseguiti studi sui bambini adottati, o cresciuti con genitori diversi da quelli naturali, che hanno dimostrato che il peso corporeo ha un andamento che si correla più a quello dei genitori naturali che a quello di chi li alleva. Tale dato ha valore anche per quelli che entrano nelle famiglie appena nati. Anche altri studi su gemelli evidenziano quanto sia importante la genetica poiché pesi e altezze sono molto più simili, da adulti, fra i gemelli nati da una sola cellula (monozigoti), che fra quelli dizigoti (cioè nati da cellule diverse), anche se i gemelli sono cresciuti separatamente. Sempre su gemelli, sono stati raccolti dati riguardanti la distribuzione del grasso, mediante la valutazione delle pliche cutanee. Lo spessore delle pliche cutanee, nei gemelli monozigoti cresciuti in famiglie diverse, tendono a essere molto simili quando i bambini diventano più grandi e il condizionamento dell’ambiente familiare, con le relative abitudini alimentari, diventa meno evidente.

Le numerose ricerche mirate a individuare i geni associati all’eccesso di peso ne hanno individuati 127. Per 22 di essi conferme sono arrivate da almeno 5 studi e altri esperti hanno suggerito di classificare i geni in base all’area sulla quale esercitano il loro effetto: efficienza del metabolismo, termogenesi, appetito, attività fisica, velocità di metabolizzazione dei grassi e capacità di immagazzinamento da parte degli adipociti. A complicare ulteriormente l’interpretazione di questi meccanismi hanno contribuito le conoscenze di epigenetica, vale a dire della scienza che studia se e come i geni si attivano o restano soppressi.

Se la genetica ha un ruolo determinante per lo sviluppo dell’eccesso di peso, come si spiega la frequenza sempre più elevata di soggetti sovrappeso e obesi in molte aree del mondo? Sono i geni ad essere cambiati? Ovviamente no, l’attuale diffusione del problema si giustifica con l’effetto che un ambiente del tutto diverso, in termini di disponibilità di cibo, e modificazioni delle abitudini di vita hanno su individui predisposti ad accumulare tessuto adiposo.

Vedere anche nella sezione Cause e fattori di rischio dell'eccesso di peso

Tommaso Sacco

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