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La quantità totale di energia che l’organismo impiega per svolgere le sue funzioni, in un dato periodo di tempo, viene indicata con il termine di metabolismo energetico ed è espressa in kilojoule (o kilocalorie o Calorie) di energia termica spese per ora o per giorno.

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Per misurare il dispendio energetico sono state proposte nel tempo varie tecniche, alcune troppo complesse e poco “fisiologiche”, altre troppo indirette e poco riproducibili. Attualmente viene sempre più utilizzata la calorimetria indiretta. Questo test si usa per quantificare il metabolismo energetico dell’organismo, quando esso è a riposo o è sotto sforzo, e fornisce un quadro completo del dispendio energetico e dell’efficienza cardio-respiratoria. Durante l’esame vengono registrati diversi dati, fra i quali: il consumo di ossigeno (VO2), la produzione di anidride carbonica (VCO2) e il quoziente respiratorio, che si calcola dividendo il VO2 per il VCO2 e la soglia anaerobica . Partendo da questi dati, si calcola il calore prodotto nell’organismo e ci si basa sul fatto che esso deriva dai processi ossidativi, ai quali corrispondono consumo di ossigeno e produzione di anidride carbonica che sono proporzionali all’energia generata.

La calorimetria indiretta può essere molto utile, nelle persone obese, sia per quantificare il metabolismo energetico, e impostare su questa base la riduzione delle Calorie introdotte con la dieta, sia per verificare sotto sforzo la soglia anaerobica, che permette di adattare un programma di attività fisica alle funzioni di cuore, polmoni e metabolismo del singolo individuo.

Metabolismo Energetico Basale (MEB)

Il metabolismo energetico basale è la parte di energia che l’organismo utilizza in condizioni di base, cioè quando l’individuo è:

  • sveglio, ma a riposo, sdraiato e senza svolgere alcuna attività muscolare;
  • in una fase definita di post-assorbimento, cioè dopo che siano trascorse 12-18 ore dall’ultimo pasto, quando cioè sono terminati anche gli ultimi processi digestivi;
  • in locali con temperatura che non solleciti i meccanismi di termogenesi.

Il metabolismo energetico basale indica la minima quantità di energia che può sostenere la vita e mantenere lo stato di coscienza e una temperatura normale del corpo, quando una persona si trova in un ambiente con temperatura confortevole. Durante il sonno, salvo in alcune fasi specifiche, il metabolismo energetico tende a essere meno intenso del metabolismo energetico basale. Il metabolismo energetico basale rappresenta circa il 60-70% del dispendio energetico totale, in un individuo sedentario, e questo è un dato da tenere ben presente nel valutare i fattori che possono favorire l’aumento o la diminuzione del peso. Il metabolismo energetico basale varia da individuo ad individuo perché subisce l’influenza di vari fattori. Data la difficoltà di riprodurre con precisione in qualsiasi contesto le condizioni sopra descritte, in ricerca e in clinica non si valuta il metabolismo energetico basale vero e proprio, ma piuttosto il metabolismo energetico a riposo (MER), che è considerato assimilabile al metabolismo energetico basale.

Metabolismo energetico basale e composizione corporea

Tutti i tessuti dell’organismo consumano energia e partecipano al metabolismo energetico basale, che è proporzionale alla massa magra presente nell’organismo. Bisogna tenere presente che, fra i fattori che aumentano la massa magra, c’è l’attività fisica e fra quelli che invece la riducono ci sono la sedentarietà e la minore introduzione di calorie, quest’ultima soprattutto quando è troppo rapida nel tempo e poco equilibrata in termini di componenti degli alimenti introdotti.

Altri fattori che influenzano il metabolismo energetico basale

Generalmente, il metabolismo energetico basale è più intenso negli uomini che nelle donne, anche perché i primi hanno una maggiore massa magra. Il metabolismo energetico basale, con il passare dell’età, tende a diminuire. Gli ormoni tiroidei (T3 e T4) contribuiscono a stimolare il metabolismo basale e, in presenza di ipotiroidismo, esso si può ridurre, favorendo un aumento di peso.

Fra i fattori che aumentano il metabolismo energetico basale c’è la febbre: il metabolismo aumenta di circa il 13% per ogni grado centigrado di aumento della temperatura corporea; anche lo stress cronico, la gravidanza e l’allattamento aumentano il metabolismo energetico basale. Nicotina e caffeina aumentano il metabolismo energetico basale e, fra i farmaci che producono tale effetto, si segnalano i simpaticomimetici e le anfetamine, che però hanno effetti collaterali tali da non poter essere impiegati per sfruttare questo effetto con l’obiettivo di ridurre il peso.

Metabolismo energetico totale (MET)

Il metabolismo energetico totale è costituito per il 60-70% dal metabolismo energetico basale e per la quota rimanente dall’energia consumata dal muscolo scheletrico durante tutti i tipi di attività fisica e da quella utilizzata per la termogenesi post-prandiale. Il metabolismo energetico totale è più elevato del metabolismo energetico basale anche in una persona che è a letto, poiché questa si muove, anche solo cambiare posizione, e questo comporta un consumo di energia. Lo stesso succede se, da fermi, si contraggono i muscoli. Infine, l’assunzione di un pasto, se da una parte comporta l’introduzione di calorie, dall’altra richiede un consumo di energia richiesto per le funzioni digestive “bruciano”. L’energia necessaria per svolgere un’attività fisica leggera è una volta e mezzo quella che sostiene il metabolismo energetico basale e questi sono i livelli raggiunti abitualmente da chi lavora in ufficio o a casa. Se l’esercizio fisico svolto, per lavoro o per attività “ricreative”, è intenso e regolare il metabolismo energetico totale può diventare due volte più intenso del metabolismo energetico basale.

Tommaso Sacco

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