La valutazione complessiva della persona con diabete

La valutazione complessiva della persona con diabete

Perché abbia successo una qualsiasi valutazione clinica bisogna che ci sia un’interazione positiva fra il malato e gli operatori sanitari che se ne occupano. Le Linee Guida nell’edizione 2019 delle Linee Guida della Società Americana del Diabete (American Diabetes Association: ADA) citano un modello di assistenza delle malattie croniche come ideale di approccio incentrato sul malato. Esso richiede una stretta collaborazione fra quest’ultimo e i clinici che lo valutano. Si descrive anche il gruppo multidisciplinare ideale per studiare la persona con diabete, esso comprende medici, infermieri, dietisti, specialisti dell’attività fisica, farmacisti, dentisti, podologi ed esperti di problemi mentali e psicologici. Questi professionisti, tutti insieme, dovrebbero formulare un protocollo per la gestione della malattia che comprenda anche la modificazione delle abitudini di vita. Gli obiettivi di tale gestione consistono nel prevenire o ritardare la comparsa di complicanze e le strategie per raggiungerli vanno condivise con il malato in maniera da tenere conto delle sue esigenze.

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A questo proposito, le prime raccomandazioni formulate sono:       

  • si deve impiegare una modalità di interazione focalizzata sul singolo soggetto che si adatti ad esso nel linguaggio e nei contenuti e che faccia emergere preferenze e convinzioni. Si dovrebbero tenere in considerazione cultura dell’individuo e potenziali barriere rispetto all’assistenza che deve ricevere per ottimizzare i risultati e migliorare la qualità di vita
  • il diabete dovrebbe essere gestito da un gruppo multidisciplinare comprendente il medico curante, vari specialisti, infermieri, dietisti, esperti di attività fisica, farmacisti, dentisti, podologi e esperti di salute mentale

Nella stessa sezione delle Linee Guida si forniscono indicazioni su come deve essere eseguita una valutazione medica completa, in occasione di una prima visita:

  • va confermata la diagnosi e va classificato il diabete
  • si deve valutare l’eventuale presenza di complicanze e di patologie associate
  • si devono passare in rivista le cure precedentemente assunte e i fattori di rischio relativi ai soggetti già affetti dalla malattia
  • è opportuno coinvolgere fin dall’inizio il malato nella formulazione del protocollo di gestione
  • si deve sviluppare una strategia che dia continuità all’assistenza

In una visita di controllo successiva si dovrebbero ripetere gran parte delle valutazioni eseguite in occasione della prima visita e, in più, si dovrebbero raccogliere: un’anamnesi relativa al periodo intercorso, informazioni sulle cure prescritte, su come sono state assunte e se hanno dato luogo a effetti indesiderati. Inoltre è opportuno eseguire un esame obiettivo ed esami di laboratorio che permettano di verificare se gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti, ad esempio in termini di glicemia e di livelli di emoglobina glicata. Si dovrebbero indagare anche i comportamenti alimentari e, in generale, le abitudini di vita. Inoltre vanno valutate presenza e gravità di complicanze e di malattie associate. È opportuno anche misurare il rischio cardiovascolare a 10 anni, con gli opportuni strumenti. Infine, le Linee Guida raccomandano di eseguire tutte le vaccinazioni previste per le diverse fasce di età, compresa quella relativa all’influenza stagionale. In questa sezione delle Linee Guida si forniscono anche indicazioni specifiche per i soggetti che hanno malattie associate.     

Tommaso Sacco

Fonte: Improving Care and Promoting Health in Populations: Standards of Medical Care in Diabetes-2019. Diabetes Care 2019;42(Suppl. 1):S7–S12.

       

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