Conseguenze e cure per il diabete di tipo 2

Conseguenze e cure per il diabete di tipo 2

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Fondazione Serono

Il diabete di tipo 2 può danneggiare altri organi e apparati e alterarne le funzioni: dai vasi sanguigni ai nervi, dal cuore all’occhio, dai reni al cervello, se, con opportune cure, non si mantiene la glicemia entro, o il più vicino possibile, ai valori normali. Queste alterazioni richiedono tempo per svilupparsi. D’altra parte, spesso il diabete di tipo 2 viene individuato in ritardo e quindi, quando si fa la diagnosi, vasi, nervi e altri organi potrebbero essere già danneggiati. Inoltre, ci sono fattori che concorrono a peggiorare gli effetti del diabete e ad accelerare lo sviluppo delle sue conseguenze. Ad esempio, in un diabetico che fuma, danni ai vasi sanguigni, infarto e ictus tenderanno ad essere più precoci e più frequenti, rispetto a quanto prevedibile in un diabetico non fumatore.

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Cure

La cura del diabete di tipo 2 si articola su tre livelli. Il primo consiste nella modificazione dei fattori di rischio e nella prevenzione delle conseguenze della malattia su altri organi e apparati con cambiamenti delle abitudini di vita. Mangiando in modo più adatto, aumentando l’attività fisica e riducendo il peso si può a volte ridurre la glicemia, senza somministrare farmaci, denominati ipoglicemizzanti, specie se si tratta di una forma iniziale di diabete di tipo 2. Tali approcci sono comunque necessari e opportuni anche se il quadro generale richiede la somministrazione di farmaci che, con meccanismi di vario tipo, permettono di regolare il metabolismo del glucosio e, quindi, di ridurre la glicemia.

I primi due livelli di intervento riguardano le persone nelle quali c’è comunque una secrezione adeguata di insulina da parte delle cellule beta delle Isole del Langherans. Quando la produzione di questo ormone non è più sufficiente, si passa alla somministrazione di insulina come farmaco. Ci sono vari tipi di insulina che, opportunamente associati nel programma di cura, permettono di controllare bene la glicemia nella grandissima parte dei casi e di prevenire, in tal modo, le malattie associate. In base ai consigli del medico di riferimento, le dosi potrebbero dover essere adattate alle variazioni della glicemia che, a sua volta, risente di fattori come alimentazione e attività fisica. Per questo si mettono a disposizione delle persone con diabete dispositivi che permettono di misurare la glicemia.

 

Trattandosi di cure che vanno assunte per tutta la vita, sono state proposte, negli anni, soluzioni che supportassero i malati e aumentassero l’accettazione nei confronti della terapia. Gli autoiniettori facilitano molto la somministrazione dell’insulina e i sistemi automatici di iniezione la possono ulteriormente semplificare.

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