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Ulteriori chiarimenti sull’indennità di accompagno

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Ulteriori chiarimenti sull’indennità di accompagno

La Corte di Cassazione fornisce nuovi chiarimenti sull’indennità di accompagnamento indicando che va riconosciuta anche nel caso che l’aiuto di terzi non sia continuo nell’arco della giornata.

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Gli invalidi civili al 100% con impossibilità a deambulare in maniera autonoma, o che non siano in grado di svolgere gli atti della vita quotidiana e necessitano quindi dell'assistenza continuativa di una persona, hanno diritto a un'indennità di accompagnamento, erogata indipendentemente dal reddito e dall'età.

Nell’ordinanza n. 2600/2017, la Corte ricorda che questa particolare indennità serve a sostenere la famiglia ed incoraggiarla ad aiutare le persone disabili, tenendole all’interno del nucleo e non mandarle in istituti di cura o assistenza. L’incapacità di compiere autonomamente le normali attività quotidiane include anche le possibilità di ricorrere ad una persona che possa aiutare il disabile durante il corso della giornata per alcune attività (mangiare, bere, vestirsi, ecc.). Per ovvie ragioni ci sono sicuramente dei momenti di attesa, definibili come assistenza passiva, alternati a momenti di assistenza attiva.

La Corte di Cassazione chiarisce quanto si legge nell'art. 1 della L. n. 18/1980, dove l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore deve essere permanente e l’incapacità di compiere le comuni attività del vivere quotidiano continua. Sono azioni che servono per vivere anche se vengono compiute saltuariamente durante il corso della giornata.

Dunque, l’assistenza è da intendersi come permanente e continua anche se non per l’intero giorno.

Simon Basten

Fonti: Ital-Uil, Responsabile Civile