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The Most Beautiful Day, Il giorno più bello, in sala il film che fa sorridere sulla morte

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The Most Beautiful Day, Il giorno più bello, in sala il film che fa sorridere sulla morte

“Alla fine è molto semplice, non c’è quasi vento. Ho il sale fra i capelli e in bocca un sapore di tonno e aranciata. Il sole non è forte, ma la mia scottatura brucia. Di fronte a me c’è Benno, ci conosciamo da una vita, per l’esattezza da 17 giorni. Benno è particolare, non ci siamo mai piaciuti. Benno è il mio miglior amico”.

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Inizia così The Most Beautiful Day - Il giorno più bello, film tedesco campione d’incassi che parla di due malati terminali e la loro ricerca del giorno perfetto prima di andarsene. The Most Beautiful Day - Il giorno più bello è nelle sale italiane dal 30 marzo. A parlare all’inizio del film è Andi, ha 33 anni e avrebbe potuto diventare un pianista di fama mondiale, ma una fibrosi polmonare lo trattiene al letto e ha messo in lui la paura di vivere. L’altro, Benno, è un perdigiorno, di anni ne ha 36 e si ritrova nella stessa clinica dove è ricoverato Andi per un tumore che gli lascia poco da vivere.

Andi e Benno non potrebbero essere più diversi, eppure fra di loro scoppia qualcosa, i due diventano amici e decidono di raccontare l’evoluzione delle loro malattie in un blog. Andi ne ha uno da anni, ma lo seguono solo i dottori della sua clinica e molti dei suoi follower sono morti. Benno, alla disperata ricerca di un contatto con la figlia Leni che non ha mai conosciuto, propone a Andi un viaggio alla ricerca del giorno più bello. Dopo aver raccolto i soldi in modo illegale, i due partono alla scoperta di loro stessi.

The Most Beautiful Day - Il giorno più bello, diretto e interpretato da Florian David Fitz, racconta la malattia con ironia, fra una rapina, un faccia a faccia con una leonessa, una one night stand e altro ancora. Tutto fino all’atteso giorno più bello, rimanendo “immortali, liberi e invulnerabili”.

Nonostante le premesse, sarà proprio in clinica che l’amicizia fra Andi e Benno sboccerà fra una sessione e l’altra di gatto terapia e che fra i due nascerà un’intesa, utile ad affrontare i momenti più duri della malattia sempre con il sorriso.

“Qual è la cosa peggiore che ti può capitare? Cadere, ma pensa al momento prima”, dice Benno ad Andi in una scena, “La morte non esiste, esiste solo il momento prima e noi sorrideremo”, aggiunge Andi.

La loro ricerca del giorno più bello non viene interrotta neanche quando restano soli. The Most Beautiful Day - Il giorno più bello ha per protagonisti lo stesso regista, Florian David Fitz, e Matthias Schweighöfer, rispettivamente Benno e Andi. Quest’ultimo ha dovuto interpretare un malato di fibrosi polmonare: “Questo fatto ci ha fatto pensare ai portatori di questo handicap - ciò rendeva la storia notevolmente complicata, quando invece volevamo offrire agli spettatori una storia molto ritmata, un po’ come le sequenze dei fumetti. Abbiamo dovuto quindi tenere sempre a mente che Andi poteva essere caricato a un livello fisico solo parzialmente. Ma Florian ha aggirato questo problema molto elegantemente”, ha ricordato il produttore Dan Maag.

Per ispirarsi alla storia, il regista, sceneggiatore e attore Florian David Fitz ha visitato una clinica di Monaco di Baviera: “Abbiamo visitato insieme una clinica per avere un'immediata sensazione dell'atmosfera e di ciò che avviene al loro interno. Le mie lunghe conversazioni con Florian erano volte a trovare un equilibrio tra la morte e la domanda sul senso della vita, ma erano anche finalizzate ad affermare la vita e imprimere un segno positivo al nostro film. Come si fa a mantenere tra questi aspetti il giusto equilibrio? Abbiamo affrontato il tema con attenzione, ma lo abbiamo reso accessibile ad un vasto pubblico. Il risultato è un ibrido di genere - io lo chiamerei, commedia triste. Con Il giorno più bello abbiamo portato il pubblico a pensare”.

E si riflette quando si esce dalla sala dopo aver visto The Most Beautiful Day - Il giorno più bello, un film che parla d’amicizia e dà coraggio di affrontare la malattia… perché no? con il sorriso.

Chiara Laganà