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Il superamento delle barriere architettoniche è un diritto

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Il superamento delle barriere architettoniche è un diritto

Installare un ascensore per il superamento delle barriere architettoniche nel proprio condominio è un diritto da tutelare, fatte salve le prescrizioni del Codice Civile e il regolamento condominiale. Lo stabilisce la Corte d’appello di Genova in una recente sentenza.

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Il caso, che si trascinava dal 1994, è quello relativo ad un condominio della Spezia dove è stato installato un ascensore che permette alle persone con difficoltà motorie di poter raggiungere la propria abitazione in maniera più semplice. Questo ascensore non risolve completamente il problema, poiché l’apertura delle porte non avviene direttamente sul pianerottolo ma alcuni gradini sopra, ma è sicuramente un aiuto per le persone disabili.

Il contenzioso è stato proprio sul fatto che l’ascensore non permette una completa autonomia. La causa intentata dal condominio per abbatterlo era già stata respinta una prima volta, ma nel 2007 la prima sentenza è stata ribaltata e ne è stata ordinata la demolizione perché “lesiva del decoro architettonico dell’edificio”.

La battaglia legale è continuata grazie ai condomini favorevoli all’ascensore e al supporto delle associazioni di tutela dell’handicap e della Consulta Provinciale. Il 2 novembre scorso la Corte d’Appello di Genova ha messo la parola fine al contenzioso, dichiarando che “pur se l’impianto predetto non ha eliminato definitivamente le barriere architettoniche, ne ha favorito il superamento…” e che “la fruibilità dei portatori di handicap è elemento principale nella decisione di permettere l’installazione…”.

“Saluto con soddisfazione la pronuncia della Corte di Appello di Genova” ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali del Comune della Spezia Mauro Bornia. “Ho vissuto tutte le tappe di questa vicenda, come presidente della Consulta Disabili, e oggi possiamo dire che è stata fatta chiarezza e che d’ora in poi sarà più facile per le persone con disabilità motorie far valere i propri diritti per poter raggiungere la propria abitazione in maniera più semplice. Come ha avuto modo di sottolineare anche la Consulta Disabili – conclude Bornia - si tratta di una decisione pilota a livello nazionale”.

C’è solo da augurarsi che questa sentenza faccia giurisprudenza nel resto d’Italia.

Simon Basten

Fonte: Comune della Spezia

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