Strutture residenziali: le regioni non erogano i fondi messi a disposizione

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Strutture residenziali: le regioni non erogano i fondi messi a disposizione

Solo poco più di €17 milioni su €40 messi a disposizione per le regioni da parte dello stato per le strutture semi-residenziali per persone con disabilità sono stati erogati alle strutture. È quanto emerge dalla Relazione della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti su “Le misure volte a sostenere le persone con disabilità nel periodo dell’emergenza epidemiologica da covid-19 -La gestione del fondo di sostegno per le strutture semi-residenziali per persone con disabilità”.

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Il documento, che ha esaminato le disposizioni a garanzia della continuità nell’erogazione dei servizi durante la sospensione delle attività, ha evidenziato la mancata previsione di momenti di verifica e di competenze a ciò finalizzate. L’esame del fondo di sostegno alle strutture semi-residenziali, per gli oneri loro derivati dall’adozione dei sistemi di protezione necessari alle riaperture, ha fatto emergere un quadro variegato dell’uso delle risorse disponibili.

Complessivamente risultano essere state rendicontate come utilizzate poco meno del 50% delle risorse trasferite; la stessa percentuale riferita a ciascuna Regione è fortemente disomogenea, passando dal 100% delle Regioni più virtuose ad un minimo variabile dall’1% al 5%.

Nello specifico, per le regioni Basilicata e Puglia non risulta alcun riscontro alle richieste della Presidenza, mentre la regione Sicilia si è limitata a comunicare di aver avviato le procedure per l’attribuzione delle indennità agli enti gestori.

La regione Campania, a luglio 2021, risulta aver trasmesso alla Presidenza alcuni provvedimenti di assegnazione delle risorse alle Aziende locali, precisando che risultavano in corso le istruttorie per ulteriori rimborsi fino a concorrenza delle risorse; a settembre 2021 la stessa ha trasmesso il prospetto delle risorse attribuite ad Ambiti territoriali, Consorzi ed Asl, senza precisare gli importi effettivamente erogati ai gestori delle strutture. Di conseguenza, sulla base dei dati forniti, le risorse trasferite alla regione Campania non sono state ritenute come effettivamente erogate alle strutture.

Le regioni più “virtuose” sono state Emilia Romagna e Veneto con il 100% seguite dalla Toscana con il 90% mentre Lazio, Sardegna e Calabria non superano il 10% delle risorse erogate.

Di difficile individuazione, rileva ancora la magistratura contabile, le ragioni del parziale utilizzo delle somme rese disponibili in settori, come servizi sociali e sostegno a persone con disabilità, strutturalmente carenti di fondi. La differenziazione a livello regionale e la connessa disomogeneità nell’erogazione dei servizi sociali fa ritenere che l’organizzazione territoriale abbia influito sull’uso efficace e tempestivo delle risorse statali.

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