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Una spesa più alta per le parcelle dei medici non si traduce in un miglioramento degli esiti di salute per gli assistiti

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Una spesa più alta per le parcelle dei medici non si traduce in un miglioramento degli esiti di salute per gli assistiti

Uno studio condotto tra beneficiari Medicare, il programma di assicurazione sanitaria gestito dal governo degli Stati Uniti, ha rilevato che la spesa assistenziale varia in misura maggiore tra i singoli medici che tra gli ospedali, e che una spesa più alta per le parcelle dei medici non è associata a risultati di salute migliori per le persone ricoverate che usufruiscono delle prestazioni mediche.

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Mentre è ampiamente assodato che la spesa assistenziale varia notevolmente a seconda delle regioni geografiche e degli ospedali, non è noto fino a che punto essa vari tra i singoli medici e quali siano le conseguenze di questa variabilità per gli assistiti.

Tsugawa Y e coll. hanno condotto un’analisi per valutare la variabilità della spesa assistenziale tra i medici degli ospedali e la sua associazione con gli esiti di salute delle persone trattate in regime di ricovero. Gli autori hanno analizzato un campione di beneficiari Medicare di età pari o superiore a 65 anni che sono stati ricoverati e trattati da un medico ospedaliero nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2011 e il 31 dicembre 2014. Dopo aver quantificato la percentuale di variabilità nella spesa assistenziale attribuibile agli ospedali, ai medici e agli assistiti, gli autori hanno analizzato l’associazione tra la spesa delle parcelle dei medici e gli esiti di salute delle persone ricoverate, in termini di mortalità a 30 giorni e di riammissione in ospedale a 30 giorni, confrontando i medici all’interno dello stesso ospedale.

Al fine di determinare l’entità della variazione della spesa assistenziale tra i medici degli ospedali, sono state incluse nell’analisi 485.016 persone ricoverate trattate da 21.963 medici ospedalieri presso 2837 ospedali e 839.512 persone ricoverate trattate da 50.079 medici internisti di medicina generale presso 3195 ospedali. Il medico internista di medicina generale è lo specialista che valuta la problematica della persona ricoverata nel suo complesso, fisico e psichico, e che imposta una terapia farmacologica. Interpreta segni e sintomi derivanti da tutti gli organi ed apparati per poi, eventualmente, decidere di approfondire le ricerche con accertamenti mirati o richiedere il parere di uno specialista del settore.

La variazione della spesa tra i medici dello stesso ospedale è risultata di maggiore entità rispetto a quella tra gli ospedali: 8,4% tra i medici ospedalieri rispetto al 7,0% tra gli ospedali, e 10,5% tra gli internisti rispetto al 6,2% tra gli ospedali. Nei medici dello stesso ospedale, una spesa più alta per la parcella del medico non è risultata associata a una riduzione della mortalità a 30 giorni o delle riammissioni in ospedale a 30 giorni.

La spesa assistenziale varia in misura maggiore tra i singoli medici che tra gli ospedali. Tuttavia, una spesa più elevata per le parcelle dei medici non si traduce in un miglioramento degli esiti di salute delle persone ricoverate. Questi dati suggeriscono che le politiche incentrate sia sui medici che sugli ospedali potrebbero rivelarsi più efficaci per ridurre gli sprechi nella spesa assistenziale rispetto alle politiche incentrate esclusivamente sugli ospedali.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Variation in Physician Spending and Association With Patient Outcomes; JAMA Internal Medicine, March 13, 2017.

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