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Non spararmi sono disabile, la violenza della polizia contro i diversamente abili

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Non spararmi sono disabile, la violenza della polizia contro i diversamente abili

Secondo dati dell’Economist, la polizia USA in media uccide 458 persone all’anno, e almeno un centinaio di loro sono disabili. La violenza delle forze dell’ordine nei confronti dei disabili non coinvolge però solo gli USA, ci sono stati episodi anche in Gran Bretagna. Al contrario della brutalità della polizia verso le persone che rappresentano una minoranza etnica, quella contro i disabili non ottiene la stessa pubblicità sui media.

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Fra le storie c’è quella di Adam Trammell, a cui era stata diagnosticata la schizofrenia, ucciso durante una crisi. Una vicina aveva chiamato la polizia perché l’aveva visto aggirarsi nudo nel corridoio di casa sua e parlare del diavolo, era convinta che si chiamasse Brandon e aveva rivelato questo nome alla polizia.

Adam non era armato e non sembrava essere considerato una minaccia, ma quando la polizia l’ha trovato era sotto la doccia e non voleva uscire - a quanto pare usava le docce per calmarsi; a quel punto gli agenti l’hanno colpito con dei Taser e poi sedato. Adam ha smesso di respirare.

La polizia di Milwaukee ha raccontato di aver agito in quel modo per provare a mettere le manette ad Adam e garantirgli una cura. La notizia della sua morte - come riporta la BBC - non ha ottenuto nessuno spazio né attenzione dei media.

Fino a ottobre 2018, solo negli USA, 136 persone disabili sono state uccise dalla polizia. In molti Paesi si ricorre alla polizia solo in casi di emergenza, ma negli Stati Uniti succede più spesso dove mancano persone o agenzie specializzate. La storia di Adam non è dunque isolata.

Nel 2013, Ethan Saylor, un 26enne affetto dalla sindrome di Down, era andato al cinema con il suo caregiver a vedere il film Zero Dark Thirty. Ethan non voleva tornare a casa e tornò a sedersi allo stesso posto nella sala dove aveva appena finito di vedere il film; invitato a uscire da tre poliziotti in pensione che prestavano servizio al cinema, il ragazzo ha opposto resistenza dicendo che lavorava per la CIA, quindi fu rimosso violentemente dalla sedia e ammanettato. Ethan morì qualche secondo dopo.

Un altro caso è quello di Magdiel Sanchez, 35enne non udente, ucciso dalla polizia il 19 settembre 2017. La polizia, convinta che avesse un’arma, gli urlò di lasciarla, ma Magdiel aveva in mano un pezzo di tubatura: venne ucciso dagli agenti davanti alla porta di casa. Gli agenti, inoltre, erano lì solo per lasciare una notifica per il padre, accusato di non aver prestato soccorso dopo un incidente stradale.

La polizia di Oklahoma City ha difeso le azioni dei suoi agenti, come ha spiegato il capo dipartimento Citty: “Il nostro lavoro è essere in grado di rispondere a situazioni in modo da ottenere il miglior risultato. Questo può anche includere l’uso della forza letale, in quelle circostanze e in quel momento, quello è stato il risultato migliore”.

Per fortuna non la pensano tutti così, il sergente Corey Nooner è ancora scioccato per avere sparato a una ragazza 15enne che soffriva di schizofrenia: “Sono stato forzato in una situazione in cui non avevo altra scelta. Eravamo fuori dalla scuola, aveva un coltello e non rispondeva ai miei comandi. Dopo l’incidente mi hanno detto che la ragazza aveva dei problemi mentali”.

Se rivivesse una situazione simile, Nooner non ricorrerebbe alla violenza ed è contrario a chi considera gli agenti americani troppo violenti: “Nessuno vuole essere coinvolto in una situazione del genere, quando si ha un’arma di un altro individuo puntata”.

Una delle aree più violente nei confronti dei disabili è South Side di Chicago, una delle parti degli USA dove si registra il maggiore controllo della polizia, e dove gli ufficiali di polizia sono troppo propensi all’uso del grilletto. I casi di Adam, Ethan, Magdiel dimostrano che ci sono molte persone che non sanno rispondere agli ordini di un poliziotto.

Access Living è un’associazione che raggruppa le persone con disabilità e fa capo a Candace Coleman, cresciuta nell’area di South Side, che lavora con persone affette da schizofrenia, disabilità e autismo. “L’incontro con le forze dell’ordine è una situazione spaventosa in qualsiasi situazione. Si potrebbero chiedere chi sia la persona con la pistola, il perché dei fari accesi, il perché di questi rumori assordanti. Guardare un ufficiale di polizia negli occhi potrebbe essere un problema, essere strattonato, toccato”.

In determinate situazioni, per esempio, il disabile non vuole essere toccato, come nel caso di Adam Trimmel. John Chisholm fu il Pm di Milwaukee che affermò che Adam non era morto a causa di azioni degli ufficiali di polizia: “Non volevano causare del male ad Adam, è esattamente il contrario. Hanno manifestato il loro intento ed era quello di aiutarlo, volevano farlo uscire da quella situazione”.

L’uso di Taser contro Adam viene giustificato dal procuratore per “fargli dare assistenza medica”, anche se potrebbe avergli causato la morte, come hanno sostenuto gli avvocati della sua famiglia secondo il quale il ragazzo è stato sottoposto per più di 15 secondi a scosse elettriche provenienti dai Taser.

Eppure, nel caso si trovassero di fronte a una persona con problemi mentali, gli agenti “dovrebbero evitare di aumentare il suo stato di eccitazione o agitazione, il contatto fisico, l’arresto e tentare di calmare il soggetto”, ma per il procuratore non si è trattato di negligenza o abusi.

“La decisione che devono prendere è cosa devo fare per averlo sotto controllo per fargli avere l’assistenza medica di cui ha bisogno”.

Per Chisholm, Adam è morto per una crisi causata dal suo stato di salute. È raro che negli USA si aprano procedimenti disciplinari contro poliziotti che hanno causato la morte di persone disabili. Spesso viene fornita loro un’assistenza legale, ma il caso di Adam e gli altri dimostrano come spesso la polizia viene chiamata al posto di professionisti medici che saprebbero come gestire al meglio l’emergenza.

“Le chiamate d’emergenza che riguardano le persone disabili - replica il procuratore - sono triplicate. Questa società non ha fatto i conti con la salute mentale e non hanno ancora versato del denaro per trattarla. Gli ufficiali di polizia rispondono a molte chiamate che riguardano persone con malattie mentali”.

La madre di Ethan Saylor, Patti, sta educando un gruppo di agenti per interagire al meglio con persone disabili: “Ethan non aveva l’abilità cognitiva di capire che quegli agenti avevano bisogno di una spiegazione, dire per esempio che avrebbe pagato dopo per il doppio biglietto o che stava aspettando l’arrivo di un adulto o di me per riportarlo a casa”.

Patti ha sottolineato che è molto colpita dal livello di ignoranza concernente il mondo della disabilità che certi agenti hanno, non sapendo riconoscere i diversi tipi di disabilità, ma la donna non ha ottenuto nessun contatto con la contea di Frederick responsabile per l’omicidio di Ethan. Anche la polizia di Oklahoma City ha fatto qualche cambiamento da quando è morto Magdiel Sánchez e ha organizzato dei corsi di formazione per agenti per approcciare persone disabili. Corsi che ha seguito il sergente Corey Nooner per comprendere meglio la malattia mentale.

Forse parte del problema è riconducibile all’addestramento troppo incentrato sull’uso delle armi che gli agenti americani seguono. A South Side, a Chicago, le morti e le persone ferite fra i disabili per mano della polizia hanno portato a chiedere ai suoi collaboratori chi sarà la prossima vittima:

“La formazione extra per gli agenti è una delle soluzioni, ma non è abbastanza - spiega Candace Coleman -  il modo che hanno di approcciare determinate situazioni deve cambiare, la loro reazione immediata è di estrarre la pistola, il Taser, gridare e urlare”.

Chiara Laganà

Fonte: BBC