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Non si placa la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità

Notizia |time pubblicato il
Non si placa la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità

Si spera sempre che la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità venga eliminata o che almeno rallenti. Purtroppo non è così. Secondo il rapporto della Lega per i diritti delle persone con disabilità (LEDHA) sull’attività del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi per il 2019, il numero di richieste rimane sostanzialmente in linea con quelle del 2018: 1.059 rispetto a 1.015.

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Il Centro della LEDHA nasce nel 2015 per aiutare le persone che si ritengono vittime di discriminazione. Il Centro offre: ascolto, informazione e consulenza alle persone con disabilità vittime di discriminazione; presa in carico stragiudiziale per contrastare le situazioni di discriminazione fondata sulla disabilità; sostegno a ricorsi anti-discriminatori che potranno coinvolgere direttamente anche LEDHA.

Le principali tematiche affrontate dai legali del Centro antidiscriminazione Franco Bomprezzi nel 2019 sono state: la scuola, l'accesso alle prestazioni sociali e sociosanitarie, la compartecipazione al costo dei servizi socio-sanitari, il lavoro, la tutela giuridica, le barriere architettoniche, la mobilità, l'accertamento dell'invalidità, il tempo libero, la formazione professionale, le agevolazioni fiscali, le provvidenze economiche.

Esempi di aree di intervento

1) Scuola

  • dirigenti scolastici che, non sapendo gestire le dinamiche di conflittualità tra alunno con disabilità comportamentale e resto della classe, spesso decidono di ridurre l’orario scolastico al solo alunno con disabilità;
  • esclusione degli alunni alle gite scolastiche;
  • ore di sostegno inadeguate;
  • espulsione da attività scolastiche.

2) Enti Locali

  • per intimare il rilascio della carta di identità valida per espatrio per le persone con disabilità;
  • per diffidarli a garantire l’erogazione dei servizi di supporto alla inclusione scolastica (assistenza scolastica e trasporto), previsti dalla normativa;
  • ai Servizi Sociali Comunali per invitarli e diffidarli a prendersi carico dei bisogni delle persone con disabilità attraverso l’inserimento in servizi socio-sanitari residenziali adeguati e a definire una compartecipazione al costo del servizio rispettosa del quadro normativo vigente;
  • per invitarli e diffidarli ad eliminare le barriere architettoniche presenti in spazi pubblici.

3) Lettere inviate ai titolari di attività private aperte al pubblico per rendere tali attività pienamente accessibili e usufruibili anche alle persone con disabilità, nello specifico Banche e pubblici servizi commerciali.

4) Lettere inviate all’INPS per correzione in via amministrativa dei certificati di invalidità per errata individuazione della diagnosi.

5) Lettere inviate alle Aziende per richiamarle a rispettare la normativa in materia di diritti dei lavoratori e per diffidarle dal mettere in atto condotte discriminatorie nei confronti dei lavoratori con disabilità.

"Nel giugno 2015, quando è iniziata l'attività del Centro antidiscriminazione, avevamo ipotizzato di ricevere un migliaio di richieste all’anno. I dati raccolti nel corso del 2019 mostrano ancora una volta come il flusso di richieste ipotizzato sia sempre confermato” commenta l'avvocato Laura Abet. “Un numero ancora così elevato di richieste dimostra, da un lato, che le persone con disabilità e i loro familiari hanno un grande bisogno di informazioni e sostegno per vedere tutelati i propri diritti. Dall'altro, che LEDHA si conferma un importante punto di riferimento".

La legge 67/2006

Eppure esiste una legge, la 67/2006 che tutela le persone diversamente abili in caso di discriminazione, diretta o indiretta, tranne nei casi in cui la discriminazione avviene sul posto del lavoro, che ricadono sotto il D.lgs 216/03.

Secondo la legge non ci può essere nessun pregiudizio.

  • Si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga.
  • Si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone.
  • Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie, ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Questa legge purtroppo è spesso ignorata.

Cosa fare quando si ritiene di essere stati discriminati

Nel caso si ritenga di essere stato discriminato, un buon punto di riferimento per segnalare il fatto e chiedere consiglio è il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi  (link). Una seconda possibilità è l’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (link), che si occupa di tutti gli episodi di discriminazione, dunque anche quella verso le persone con disabilità. Infine, si può contattare anche l’Anmic, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, che da qualche anno  ha messo a disposizione un numero verde antidiscriminazione (link).

Simon Basten

Fonti: Gazzetta UfficialeLedhaInvalidi Disabili