Il secondo manifesto sui diritti delle donne e delle ragazze con disabilità

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Il secondo manifesto sui diritti delle donne e delle ragazze con disabilità

Il secondo Manifesto delle Donne e della Ragazze con Disabilità è stato tradotto e sottoposto all’attenzione del Forum Europeo della Disabilità. La prima edizione risale al 1997 ed era stata redatta dall’European Disability Forum, l’EDF.

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Il primo manifesto ebbe il merito di portare l’attenzione sulle esigenze delle donne disabili. Nel 2006 venne poi pubblicata la Convenzione ONU sui diritti dei disabili, e le novità introdotte resero necessaria la revisione del testo del Manifesto.

Il secondo manifesto, come si legge nella prefazione, è uno strumento importante per le donne disabili in tutt’Europa ed è stato ampliato a seguito della pubblicazione della Convenzione ONU dei diritti per le persone con disabilità, il piano strategico dell’UE per le persone con disabilità 2010-2020 e il patto di eguaglianza di genere dell’Unione 2011-2020.

Le 70 pagine del manifesto, in versione italiana, introducono alcune novità. È organizzato in 18 aree tematiche che lo rendono facilmente consultabile: uguaglianza e non discriminazione; sensibilizzazione, mass media e immagine sociale; accessibilità; situazioni a rischio ed emergenze umanitarie; pari riconoscimento di fronte alla legge e accesso alla giustizia; violenza contro le donne; la vita nella comunità; diritti sessuali e riproduttivi; istruzione; salute; abilitazione e riabilitazione; lavoro e impiego; standard di vita adeguati e protezione sociale; emancipazione e leadership; accesso alla cultura, lo sport e il tempo libero; intersezionalità fra genere e disabilità; raccolta dei dati e cooperazione a livello internazionale.

Le 18 aree tematiche, come si legge nella prefazione, “hanno l’obiettivo di sottolineare le situazioni attuali che donne e ragazze con disabilità devono affrontare e copre aree d’interesse diretto e anche sezioni dove si richiede un miglioramento al livello della società. Fra le proposte quella di studiare e compiere ricerche per ottenere una chiara comprensione della situazione specifica in cui donne e ragazze con disabilità si trovano e presentare un’analisi dei problemi legislativi”.

Le donne sono e continuano a essere vittima di discriminazione, come recita anche il testo del manifesto, la situazione si complica se sono disabili: “Le donne con disabilità si trovano ancora ai margini dei diritti umani e continuano ad avere una posizione di svantaggio nella società”. Secondo il manifesto lo stato in cui versano le donne disabili “è peggiore di quello degli uomini”, specialmente in aree rurali dove il sistema economico e quello matriarcale sono ancora predominanti. Gli studi condotti spesso non prendono neanche in considerazione “una discriminazione così forte” anche perché non esistono indicatori che portino alla luce dati che uniscano disabilità e gender.

Per combattere questo l’EDF si pone come obiettivo “un impegno stabile e fermo nel campo del gender, un impegno a lottare non solo contro la discriminazione internazionale basata sulla disabilità e il sesso, ma anche un impegno a favore della spinta alla creazione di un progresso politico” che possa trasformare i passi avanti che sono stati compiuti in “politiche di uguaglianza per combattere le discriminazioni multiple”.

La traduzione italiana è stata curata dall’associazione informare un’h, mentre il testo in inglese, francese e spagnolo è scaricabile dal sito dell’EDF.

Chiara Laganà

Fonte: Il manifesto in italiano

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