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Scuola, studenti disabili costretti a cambiare insegnante di sostegno

Notizia |time pubblicato il
Scuola, studenti disabili costretti a cambiare insegnante di sostegno

È iniziato da circa un mese l’anno scolastico, ma i problemi per gli studenti disabili persistono. Secondo i dati del ministero dell’Istruzione, sono 253mila gli alunni con disabilità e solo la metà (120mila) ritroverà sui banchi di scuola gli stessi insegnanti di sostegno, mentre il 52% li cambierà. Per la metà degli studenti disabili non esiste la continuità nell’apprendimento; gli altri 133mila, invece, hanno la fortuna di avere lo stesso insegnante di sostegno.

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Un terzo dei 160mila insegnanti di sostegno sono in “deroga” quindi restano comunque precari, sono stati licenziati oppure riassunti da altre scuole, prendono servizio in strutture scolastiche differenti da quella dell’anno precedente. Le cifre e i docenti seguono comunque il cosiddetto organico di diritto, ma non rispondono al reale fabbisogno. Il fabbisogno di docenti di sostegno è 160mila, come conseguenza 60mila di loro saranno assunti con contratto a tempo determinato.

È negativo che in Italia si registrino dati del genere, visto che il nostro Paese è sempre stato all’avanguardia per quel che riguarda l’integrazione scolastica degli studenti disabili. L’Italia già nel 1977 professava la (necessaria) integrazione scolastica fra studenti normodotati e disabili con la legge n° 517 del 4 agosto del 1977.

Per assumere un insegnante di sostegno - come riporta la Repubblica - lo Stato dovrebbe risparmiare sugli oneri retributivi e contributivi assegnati ai docenti nel corso dei mesi estivi: un risparmio che nuoce alla continuità accademica degli studenti disabili.

Anche la FISH, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, ha denunciato la situazione in cui si trova la metà degli studenti disabili italiani: “Da sempre sosteniamo che l’azione di sostegno deve essere assunta dall’intero gruppo classe e coinvolgere attivamente gli insegnanti curricolari oltre a quelli di sostegno, tutti però con adeguata formazione e aggiornamento”, ha sottolineato il presidente Vincenzo Falabella.

Il cambiamento degli insegnanti di sostegno, secondo FISH, è un problema che si continua a ripetere puntualmente a ogni nuovo anno accademico: “Secondo le nostre stime, circa l’80% degli alunni ha cambiato due insegnanti di sostegno nel corso dell’anno, il 48% ne ha cambiati tre, il 15% ne ha cambiati quattro e il 6% addirittura cinque. E per questo anno scolastico non sembra vi siano segnali in controtendenza”.

A peggiorare la situazione degli studenti disabili, solo una minima parte dei docenti ha l’abilitazione per fare l’insegnante di sostegno: “Solo una parte degli insegnanti di sostegno è in possesso di specifica abilitazione e quindi dimostrata formazione. Questo è un problema che persiste anche in questo anno scolastico”.

A completare il sostegno per gli studenti disabili anche l’assistenza, la comunicazione e il trasporto ad hoc, ma anche in questo caso, gli studenti con disabilità ne devono pagare le conseguenze: “Paghiamo ancora lo strascico della riforma che ha soppresso le Province e i conseguenti coni d’ombra, incertezza di risorse, ricadute operative e organizzative che ancora influenzano in modo fattivo la reale inclusione. Di fatto un numero significativo di alunni con disabilità inizia l’anno scolastico senza quei sostegni.”

Altro dato è quello relativo alle barriere architettoniche preoccupa il futuro degli studenti disabili, per la Corte dei Conti per l’anno scolastico in corso, più di 10mila edifici attivi, su un totale di 39.847, non rispettano la normativa relativa alle barriere. In particolare non ci sono scale o servizi igienici adatti, senza parlare della scarsa presenza di segnali visivi, tattili e acustici sull’intero territorio nazionale: “Queste ed altre emergenze devono essere affrontate tempestivamente e con determinazione”.

FISH propone al ministro dell’Istruzione la convocazione dell’Osservatorio per l’inclusione scolastica e chiede alle famiglie di segnalare eventuali ritardi e violazioni.

Chiara Laganà

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