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Rising Phoenix, la storia del movimento paralimpico su Netflix

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Rising Phoenix, la storia del movimento paralimpico su Netflix

L’araba fenice era un uccello mitologico che controllava il fuoco e, dopo la morte, era in grado di rinascere dalle proprie ceneri. Il concetto di rinascita è uno dei leitmotiv di Rising Phoenix - La Storia delle Paralimpiadi un film, disponibile su Netflix, dedicato al movimento paralimpico e ad alcuni dei suoi atleti più rappresentativi.

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Cadere e rialzarsi accomuna molti degli atleti protagonisti del film: Jean-Baptiste Alaize, Ellie Cole, Tatyana McFadden, Jonnie Peacock, Matt Stutzman, Bebe Vio, Cui Zhe e Philip Craven, l’ex presidente del Comitato Paralimpico ed ex paratleta. Tante storie, tanti volti che raccontano le “altre” Olimpiadi, quelle che nel 2020 hanno celebrato i loro primi 60 anni. Anche se, come scopriamo nel documentario diretto da Ian Bonhôte e Peter Ettedgui, nel 1948 ebbe luogo la prima competizione internazionale con veterani della seconda Guerra mondiale, gli Stoke Mandeville Games, i primi Giochi per atleti con disabilità voluti dal neurochirurgo tedesco naturalizzato inglese Ludwig Guttmann.

Lasciando da parte le origini del movimento, Rising Phoenix ci racconta le storie di alcuni protagonisti degli scorsi (e futuri) Giochi Paralimpici. Fra loro, la plurimedagliata Tatyana McFadden, 17 medaglie fra ori, argenti e bronzi ai Giochi estivi dal 2004 al 2012 e un argento a Sochi 2014. Nata in Russia nel 1989, Tatyana è nata con la spina bifida e una malattia congenita che le impediva di camminare, abbandonata in un orfanotrofio perché la madre non poteva permettersi una sedia a rotelle, fu adottata da una dottoressa americana esperta di disabilità. Nel 2014 ai Giochi paralimpici di Sochi riuscì a riabbracciare la sua madre naturale.

Londra 2012 è stato uno dei momenti storici per il movimento, come ricorda il presidente del Comitato Philip Craven. Moltissime persone hanno assistito all’impresa di Jonnie Peacock che sconfisse il super favorito Oscar Pistorius nei 100 metri nella categoria T44. L’inglese, che colpito a cinque anni da una meningite ha subito poi un’amputazione della gamba destra, ha confermato l’oro a Rio 2016. La cattiva gestione dei fondi per l’organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici ha messo a rischio l’edizione parallela, iniziata poi regolarmente e che ha visto fra i medagliati anche la nostra Bebe Vio, una delle star di uno dei momenti più vittoriosi e storici per il Comitato Paralimpico Italiano. Anche Bebe Vio è stata colpita dalla meningite ma non ha rinunciato a praticare la sua amata scherma.

Fra le altre storie di Rising Phoenix - La Storia delle Paralimpiadi, il francese Jean-Baptiste Alaize, a soli tre anni durante la guerra civile in Burundi un machete gli amputò una gamba e dovette assistere all’omicidio della madre. Alaize è sopravvissuto a tutto questo e proprio come “l’araba fenice” si è rialzato e ha rappresentato la Francia, dove nel 1998 ha ricevuto una protesi, alle Paralimpiadi di Rio 2016. Edizione fallimentare per l’arciere paralimpico Matt Stutzman, nato senza arti ha imparato a tirare le frecce utilizzando i suoi piedi. Fra le altre storie, la cinese Cui Zhe, campionessa di powerlifting, argento a Pechino 2008 e Londra 2012; il giocatore di rugby in carrozzina australiano Ryley Batt e il sudafricano Ntando Mahlangu, argento a Rio 2016 nella categoria T42 e la nuotatrice australiana Ellie Cole, quattro ori e due bronzi a Londra 2012, due ori, tre argenti e un bronzo a Rio 2016. Per via di un sarcoma, piccolissima ha subito un’amputazione della gamba destra. Cole racconta nel documentario anche di essere stata vittima di bullismo.

L’aspetto organizzativo dei Giochi Paralimpici viene raccontata da Philip Craven, ex paratleta e presidente del Comitato Paralimpico internazionale dal 2001 al 2017, dal brasiliano Andrew Parsons, fautore del successo inaspettato di Rio 2016 e attuale presidente dell’CPI, Xavi González ex dirigente del CPI e l’erede di sir Ludwig Guttman il neurologo che fu il primo a promuovere l’attività sportiva per le persone con disabilità.

Chiara Laganà

Nota: Foto copyright © Netflix.